Alla scoperta di Terramare: Il mago di Ursula K. Le Guin | a cura di Sandy

Il mago di Ursula Le Guin

“L’isola di Gont, una montagna che erge la sua vetta un miglio al di sopra del mare di Nordest squassato dalle tempeste, è una terra famosa per i suoi maghi. Dalle cittadine delle sue alte valli e dai porti delle strette baie scure, molti gontiani sono partiti per servire i signori dell’arcipelago nelle loro città, come maghi o stre­goni; oppure, spinti dal desiderio d’avventura, sono andati vagando e operando magie da un’isola all’altra di tutto Earthsea. Tra co­storo, alcuni sostengono che il più grande e senza dubbio più fa­moso viaggiatore fu quello di nome Sparviero, che ai suoi tempi divenne signore dei draghi e arcimago. La sua vita è narrata nelle Gesta di Ged e in molti canti: ma questa è una vicenda di un tem­po che precedette la sua fama, prima che venissero composte quelle canzoni”.

 

Dettagli:

  •     Titolo originale: A Wizard of Earthsea
  •     Genere: Fantasy
  •     Editore: Mondadori
  •     Collana: Oscar Mondadori
  •     Pagine: 1486
  •     Prezzo: € 18,70
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Il Libro – Trama:

Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e di acque sconfinate, un ragazzo si mette in viaggio verso l’isola di Roke e la sua Scuola di maghi, dove apprenderà le parole per sconfiggere creature favolose, guarire i malati, governare gli elementi, piegare gli uomini e la natura al proprio volere. La madre l’ha chiamato Duny, Sparviere è il soprannome con cui lo conoscono al villaggio, Ged il nome segreto da rivelare solo agli amici fidati. E di amici Ged ne avrà certo bisogno, per affrontare i mille volti del Male e superare indenne il lungo, avventuroso apprendistato che lo condurrà all’isola di Pendor, custodita da un terribile drago e, infine, all’estremo limite del mondo, ai margini dell’Oceano Aperto. Sarà là che il giovane dovrà misurarsi con l’Ombra e con la parte più oscura della propria anima.

 

Recensione:

Bentornati al nostro appuntamento settimanale con una nuova recensione. Ho deciso di cambiare aria e per una volta di lasciarmi trasportare in un mondo del tutto nuovo, un genere diverso. Il libro che mi ha accompagnata nelle ultime settimane si intitola “Il mago” ed è stato partorito dalla mente brillante di Ursula K. Le Guin. Ringrazio ancora il mio ragazzo per avermi messo la pulce nell’orecchio, questo mi ha permesso di scoprire un nuovo ciclo di storie che di certo continuerò (ho una nuova dipendenza).

La saga di Terramare è composta da cinque romanzi più alcuni racconti. A guidarci attraverso Terramare è il primo volume del ciclo, il Mago.

Il fantasy in questione è diverso da quelli che ho letto in passato. Sebbene abbia tutte le carte in regola per appartenere al genere, ha una sfumatura più marcata che lo differenzia, quello che permette al lettore di comprendere che fantasia non significa totale invenzione. Al di là degli elementi fantastici è la condizione nella quale l’autrice mette i suoi personaggi, renendoli più umani e realistici. Se pensate che si tratti solo di magia e incantesimi, vi consiglio di non giudicare il libro dal titolo o dalla copertina.

La magia è presente ma parliamo di un concetto totalmente differente. Si tratta di conoscenza. Il potere alla base della forza mistica dei suddetti maghi è il conoscere ogni singolo elemento alla base di ogni frammento di Terramare. Prima di tramutare un sasso in qualunque cosa bisogna conoscerlo a fondo, sapere il suo vero nome e solo allora sarà possibile creare l’illusione. Affinché un dato oggetto diventi qualcos’altro in maniera definitiva bisogna modificare la sua essenza, cambiando il suo nome, solo allora l’incantesimo sarà permanente. Questo è uno spunto su cui riflettere. Il potere del nome non è da sottovalutare, per questo i maghi celano il proprio affinchè nessuno possa avere il controllo su di loro.

Il buon Ogion cerca di guidare Ged affinché possa apprendere quanto più possibile da lui come suo maestro, ma l’impazienza del ragazzino sarà la sua rovina. Dal bambino di Gont di un tempo, Duany, all’impaziente apprendista, fino allo spavaldo Sparviere, il giovane mago continuerà la sua strada a Roke, in balia dei suoi impulsi e poteri sempre più immensi. La conoscenza è qualcosa che va dosata, va appresa, ma il giovane Sparviere sembra essere convinto che la via più facile, dettata dal potere possa garantigli un posto di rilievo nel suo mondo, ma solo quando il male si farà strada attraverso una breccia da lui aperta, è solo allora che comprenderà che è l’equilibrio del mondo ad essere importante. Ogni cosa, anche la più minuscola ha la sua rilevanza ed è il compito dei maghi proteggere questo equilibrio.

«Se continui a fuggire, ovunque tu vada incontrerai sempre il male e il pericolo, perché è lei che ti spinge, è lei che sceglie le tue strade. Invece devi scegliere tu. Devi cercare chi ti cerca, inseguire chi ti insegue. Devi dare la caccia a chi ti dà la caccia.»

Le gesta del mago di Gont, anzi Arcimago, vengono narrati attraverso canti e sono le sue gesta più clamorose ad averlo reso quello che è oggi, ma alcuni canti sono andati perduti, esattamente quelli che riguardano la parte di Ged e l’Ombra, colei che continua ad inseguirlo da tempo e che solo quando sarà pronto ad affrontarla si renderà conto di una terribile verità: non c’è alcuna differenza tra predatore e preda, semplicemente uno insegue e l’altro scappa.

Perchè si teme ciò che non si conosce? Semplicemente perchè non siamo in grado di dare una spiegazione logica e razionale. Non avendo quindi potere su ciò che ci spaventa, tendiamo a fuggire. La fuga è la via più facile, la parte più difficile è affrontare la propria oscurità ed è attraverso Ged che ci si rende conto quanto sia sciocco lasciare che la paura ci influenzi, impedendo addirittura di vivere. Un discorso che può essere applicato nella vita di tutti i giorni.

L’autrice non si limita solo a dimostrarci questo. Sempre servendosi dei suoi personaggi porta in scena altre questioni, quali l’impulsività. Spesso è più facile reagire senza pensare, ma è meglio contare fino a cento prima di reagire. Se Ged non avesse seguito l’istinto si sarebbe risparmiato molte grane, ma siamo sicuri che sarebbe diventato ugualmente un mago potente? Sono le scelte a definire ciò che siamo, lo si sente dire spesso. Scelte che possono anche essere sbagliate, in fondo siamo umani e commettiamo errori, ma la nostra forza consiste nel guardare avanti ed imparare dai nostri errori. Ged si è ripreso, nonostante il viaggio sia stato estenuante, questo dimostra quanto un essere umano possa essere forte. Il personaggio di Ursula sarà anche un mago, ma è ciò che ha dentro ad averlo reso potente, non si tratta solo di magia. Se non si fosse capito, ve lo consiglio assolutamente.

 

Note sull’autrice – Ursula K. Le Guin:

Ursula Kroeber Le Guin (Berkeley, 21 ottobre 1929) è una scrittrice, glottoteta, autrice di fantascienza e di fantasy statunitense. Ha vinto cinque premi Hugo e sei premi Nebula – i massimi riconoscimenti della letteratura fantastica – ed è considerata una delle principali autrici viventi di fantascienza. La profondità e attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo all’utopia e al pacifismo, hanno reso i suoi romanzi noti e apprezzati ben oltre il tradizionale circolo di lettori di genere. Tra le sue opere si ricordano in particolare La mano sinistra delle tenebre (1969) e I reietti dell’altro pianeta (1974).

 

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  • Francesco

    Bellissima recensione. Ho letto il Mago e l’ho trovato un piccolo capolavoro e mi piace molto lo stile poetico della Le Guin. E forse un po’ come succede nella magia di cui si parla in questo libro, anche dalle sue parole, dal suo stile si vive della magia anche delle cose più semplici, dei paesaggi. E poi ci sono frasi in molte pagine che si prestano a bellissime citazioni, anche molto attuali, sulla vita. Ho letto anche il secondo libro “Le Tombe di Atuan”, ma non ha lasciato il segno come il primo. Però ripeto lo stile poetico di quest’autrice mi ha affascinato molto, un qualcosa di veramente raro. Il Mago è un libro che tutti dovrebbero leggere.

    • Sono d’accordo con te. Lo stile lineare e poetico, come hai giustamente detto, mi ha affascinata sin da subito. Ti giuro, per una come me fissata sempre col thriller, questo romanzo è stata una boccata d’aria fresca e non vedo l’ora di proseguire nella lettura degli altri romanzi. Ho adorato moltissimo tantissime citazioni, la saggezza di Ogion quando cerca di insegnare a Ged quanto sia importante il conoscere. La conoscenza è potere, dopotutto. Ti giuro che non credevo mi prendesse in questo modo. All’inizio ero restìa a leggerlo, sai i soliti pregiudizi che uno ha di fronte a ciò che si crede di conoscere? L’ho dato per scontato e adesso me ne pento, ma si sa che non è mai troppo tardi quindi sono in tempo a recuperare. Sì, Il Mago andrebbe letto e riletto.

  • Caspita :D Sembra un bel libro… Terrò d’occhio le tue prossime recensioni a riguardo :)