A tu per tu con Cristiano Pedrini

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Oggi abbiamo il piacere di avere con noi Cristiano Pedrini, autore de “Le regole di Hibiki”. Ho avuto modo di leggere il romanzo e apprezzare lo stile dell’autore. Non essendo il mio genere è riuscito ugualmente a coinvolgermi. Questo la dice lunga sulla bravura, ma veniamo a noi. Vi consiglio di dare un’occhiata al suo sito web per scoprire altre opere.

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Buongiorno, Cristiano e benvenuto alla stamberga! Ormai ci diamo del tu, che ne dici dunque di iniziare? Innanzitutto ci tenevo a ringraziarti per il libro. Devo essere onesta, non è il genere che leggo di solito, ma sei riuscito a convincermi. Non ho dubbi, con il tuo modo di scrivere potresti raccontarmi qualsiasi cosa e io rimarrei piacevolmente rapita.

  1. Le regole di Hibiki”. Da dove nasce l’ispirazione per questo romanzo?

Ciao Anaëlle! Beh ti ringrazio dei complimenti! L’ispirazione per “Hibiki” nasce dalla quotidianità e da quei problemi tutt’altro che irreali o ipotetici che il romanzo presenta. Quotidianità che sempre più spesso vede anche dei giovanissimi spinti a margine dalla cosiddetta “società civile”, spesso a mio parere sopravvalutata. E a quel margine ognuno cerca di sopravvivere come può ed il nostro Hibiki ne è un valido esempio.

 

  1. Hibiki e le sue regole. Questo mix caratterizza un personaggio tutto pepe con un animo fragile, sempre attento al prossimo e con i piedi per terra. Com’è ti è venuta l’idea?

Nell’immaginarmi Hibiki non volevo presentare il solito ragazzo sfortunato ed emarginato. Volevo che esso riuscisse a trasmettere anche il desiderio di restare a galla senza tradire la sua vera natura, sebbene spesso tenti di mascherarla per non apparire debole. Una debolezza che nasce solo dal volersi sentire amato per ciò che è e non per quello che potrebbe essere, ed oggi, ritornando al tema della società in cui viviamo, quanti, giovani e meno giovani cercano di farsi apprezzare dagli altri nascondendo il loro vero io?

  1. La scelta del nome è particolare. Perché proprio Hibiki?

Bella domanda. Volevo un nome diverso dal solito, che lo estraniasse dal suo contesto e lo rendesse quasi “alieno” al mondo che lo circonda. E Hibiki è stata la scelta finale.

 

  1. Hibiki e Owen sono simili, ma quest’ultimo dimostra una maturità incredibile mentre Chris appare come l’ice man di turno quando in realtà è più dolce di quanto si possa immaginare. A quale personaggio sei più legato?

Tutti e tre i personaggi hanno qualcosa che li unisce: il cercare di essere se stessi nonostante tutto e proprio per quello li apprezzo  ma sicuramente Hibiki, per quel suo mix di spavalderia ed estrema sensibilità riesce ad emergere un poco più degli altri.

 

  1. L’orgoglio del protagonista è un’arma a doppio taglio. Mi viene in mente la scena in cui Hibiki, pur di farcela da solo, ha rischiato di peggiorare la slogatura al piede. Ti sei mai ritrovato in una situazione in cui l’orgoglio ha avuto il sopravvento sulla ragione?

Direi proprio di sì! E penso che sia una situazione che tutti prima o poi sperimentiamo.

 

  1. Un domandone. Quanto c’è di te nei tuoi personaggi?

Molto… c’è la sensibilità di Hibiki, il senso di accudimento di Chris e l’onestà di Owen.

 

  1. L’ambientazione mi ha colpita, perché proprio Londra?

Londra è una città che amo, per quel suo essere in bilico tra passato e futuro, per quella sua atmosfera malinconica… Proprio per questo è uno scenario che ho usato anche in altri romanzi.

  1. Il quesito che si rivolge spesso a uno scrittore. Riesci a trovare il tempo per leggere? E se sì, cosa ti piace leggere?

Lavoro in una biblioteca, anche se oggi, l’idea del bibliotecario che legge ogni libro che acquista è ormai inverosimile ma ci provo! Devo però confessare che prediligo letture di saggi, soprattutto storici.

 

  1. Una curiosità. A cosa stai lavorando al momento?

Beh, ci sono diverse lavori che sto portando avanti. Da pochi giorni  è disponibile il mio primo romanzo storico, “Madras” ambientato nel 1888 in India  e per Natale uscirà una breve short story con i protagonisti Hibiki, Chris e Owen.

Altre storie sono in cantiere… ma meglio non anticipare troppo ;)

 

  1. Doveva essere una breve intervista, povero Pedrini, ma la curiosità non è mai troppa. Hai qualche consiglio per chi vuole intraprendere la carriera da scrittore?

Solo un paio… credere in se stesso, nelle proprie idee e nei propri personaggi e non avere fretta, ogni cosa necessita dei suoi tempi.

 

Ti ringrazio per il tempo a me dedicato e ti auguro il meglio per le tue opere future! Sbirciando tra le tue opere la mia attenzione è ricaduta su “The Christopher Chronicles” e la sua prima indagine, chissà che non sia il secondo libro che leggerò. Solo il tempo lo dirà.

Vi ricordo che “Le regole di Hibiki” è disponibile in formato cartaceo ed e-book su amazon, al seguente link.

 

Dalla stamberga per ora è tutto. A presto!

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