Benedizione di Kent Haruf | Recensione di Deborah

Eh sì. Un sacco di volte le benedizioni non sono andate per il verso giusto.

 

Titolo originale: Bendiction
Autore: Kent Haruf
Editore: NNEditore
Prezzo: 17.00 €
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Nella cittadina di Holt, in Colorado, Dad Lewis affronta la sua ultima estate: la moglie Mary e la figlia Lorraine gli sono amorevolmente accanto, mentre gli amici si alternano nel dare omaggio a una figura rispettata della comunità. Ma nel passato di Dad si nascondono fantasmi: il figlio Frank, che è fuggito di casa per mai più tornare, e il commesso del negozio di ferramenta, che aveva tradito la sua fiducia. Nella casa accanto, una ragazzina orfana viene a vivere dalla nonna, e in paese arriva il reverendo Lyle, che predica con passione la verità e la non violenza e porta con sé un segreto. Nella piccola e solida comunità abituata a espellere da sé tutto ciò che non è conforme, Dad non sarà l’unico a dover fare i conti con la vera natura del rimpianto, della vergogna, della dignità e dell’amore.

Lettori, benvenuti!
Il viaggio di oggi ci condurrà nel cuore degli Stati Uniti, in Colorado, precisamente nella cittadina immaginaria di Holt. Parleremo di Benedizione, il terzo volume della Trilogia della pianura, scritta da Kent Haruf ed edita da NNEditore.
I volumi della saga sono tutto sommato abbastanza indipendenti tra loro, in particolare Benedizione, è ambientato dopo le prime due storie e i personaggi sono differenti. Canto della pianura e Crepuscolo sono invece strettamente collegati, io vi consiglio comunque una lettura ordinata, per non perdere anche i piccoli riferimenti ai protagonisti precedenti anche in Benedizione.

 

Non ho detto questo. Non è detto che il vostro meglio sia abbastanza. Questa è mia moglie. Questa signora vuol dire tutto per me.

 

Haruf è uno dei miei scrittori preferiti, quindi non ho potuto non amare l’ultimo episodio ambientato ad Holt. Holt è quel luogo immaginario che pare esistere davvero, se dovesse figurate sulla cartine non ne resterei per niente sorpresa. Ogni volta che apro un romanzo di Haruf mi sento subito a casa, è come se gli abitanti di Holt fossero conoscenti, persone che potrei incontrare per strada. Sia l’ambientazione e sia i personaggi sono molto rustici ed agresti. Il tempo passa ma è come se Holt fosse immutata e immutabile, sono sicura che esisterà per sempre. Lo stile di scrittura di Haruf è una superba sinfonia, scorre veloce e dolce, è un piacere leggere le sue parole. La sua semplicità rende tutte le sue storie e i suoi personaggi magici.

No, non voglio compagnia. Non voglio parlare né con te né con nessuno in questo momento.

 

Il romanzo racconta delle vite comuni, della quotidianità di alcuni degli abitanti di Holt. Il filone principale è dedicato a Dad Lewis e alla sua famiglia. Dad è un uomo anziano e molto malato, sa bene che a stento vedrà il prossimo autunno perché di giorno in giorno viene divorato da un cancro. Mary, la sua amata moglie e compagnia di una vita, gli sta vicino insieme alla figlia Lorraine. Il racconto mostra il percorso di una famiglia verso l’inevitabile, come ci si prepara all’imminente lutto e come non si è mai veramente pronti a lasciare una persona che ami. Durante questo ultimo periodo, riviviamo con Dad alcuni ricordi della giovinezza: di come ha conosciuto la moglie; del difficile rapporto con il figlio gay, Frank; del non essere stato un buon padre presente e affettuoso per i suoi figli.

 

Qualcuno che mi piaceva c’era. Ho ancora degli amici là. Qui non mi farò mai degli amici.

 

Conosciamo il reverendo Lyle, sua moglie e sue figlio. La famiglia si è trasferita ad Holt da Denver in circostanza non molto chiare. Il reverendo era stato allontanato dalla precedente Chiesa della grande città. Scopriremo che era stato allontanato a causa dell’espressione di idee particolare, che avevano causato il malcontento dei fedeli. Moglie e figlio hanno sofferto e subito il trasferimento, la perdita della loro precedente vita ed affetti, specialmente il ragazzo. La storia ad Holt si ripete, la signora, dopo un primo momento, abbandona il marito, il figlio dopo aver tentato un gesto molto estremo si ricongiunge alla madre. Lyle non è riuscito a tacere le proprie convinzioni per garantire la stabilità della vita familiare.

 

Guarda come ci si riduce. Un povero vecchio che si mette a piangere su Main Street e gira in macchina per la campagna dando fastidio al prossimo.

 

Alice e Berta May, sono nipote e nonna, vivono nella casa di fronte ai Lewis. Alice è rimasta orfana, la madre le è stata portata via da un cancro al seno. La nonna Berta May la ha adottata e la sta crescendo con tutte le sue forza. Alice è una bambina introversa, rispettosa e con un grande senso del dovere. È stata costretta ad affrontare una delle più terribili tragedie per un bambino, anche se agli occhi del lettore non si sente molto il vuoto materno. Alice e Berta si offrono di aiutare la famiglia Lewis come possono; instaurano un forte rapporto con le donne della casa vicina.

 

Le donne osservarono quella ragazzina magre e silenziosa che si dirigeva verso la cisterna, nuda in mezzo alla campagna in pieno giorno. Le mucche la guardarono.

 

Infine incontriamo l’anziana Willa e la figlia Alene. Alene è una donna di mezza età, è tornata a casa dopo aver insegnato alle scuole per tantissimi anni, dopo la fine dell’unico amore della sua vita. Purtroppo la ragazza si innamorò di un uomo sposato che le fece mille promesse, ma alla fine scappò ed estirpò il loro legame. Willa è una persona arzilla e vivace, non sembra una signora anziana. Le due donne sono sole e legano molto con Alice. Coinvolgono la ragazzina in molte iniziative, sia perché si sentono sole e sia perché lo vedono un modo per aiutare Berta May. Inoltre si avvicinano molto anche alle donne Lewis, le stanno vicine ed insieme formano un gruppo.

 

Lo baciò di nuovo sulle labbra screpolate e si sdraiò al suo finaco e rimase in silenzio, fissando nel buio dove la luce del granaio formava sagome scure e ombre e strane figure, e all’improvviso scoppiò a piangere.

 

Cari lettori, questa era una piccola immersione nelle vite e nelle vicende dei nostri personaggi. I racconti sono intrisi di emozioni: gioie, dolore, ricordi, malinconia e un’altra cosa, una cosa che rende il romanzo ancora più speciale, l’autenticità. Quello che si legge in Benedizione non sono favole o elementi impossibili, è la vita vera, nuda e cruda; vengono trasmesse al lettore tante emozioni e sentimenti, è impossibile non entrare in empatia con Tutto. Questo romanzo, così come Canto della pianura e Crepuscolo, mi sono entrati nel cuore, io ho lasciato un pezzetto del mio cuore ad Holt. Credetemi, se vi capita di visitare Holt  non la abbandonerete mai veramente.

 

Alla prossima avventura!

 

 

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