BLOGTOUR: Ready Player One di Ernest Cline – Recensione

No, io e Carlo non amiamo i videogiochi, ma che scherziamo? Quando mai! Haha!

Benvenuti alla seconda tappa del blogtour dedicato al romanzo di Enerst Cline, “Ready Player One”, pubblicato da Dea Planeta e uscito il 7 novembre.

Pagine: 448

Acquistalo subito: Ready player one

Editore: Dea Planeta
Data di uscita: 7 Novembre

Prezzo: € 17,00
Pagine: 448

Wade è un diciottenne solitario, sovrappeso e nerd fino al midollo: non c’è film, gioco di ruolo o videogame di oggi o di ieri che non conosca come le sue tasche. Orfano dei genitori in un 2045 devastato dalla crisi ambientale e dalle diseguaglianze sociali, vive con la zia all’ultimo piano di un bizzarro, fatiscente trailer park verticale. L’unica fonte di evasione, per lui e per gli altri miliardi di persone che popolano il pianeta ferito, è Oasis, lo sterminato universo virtuale a cui si accede grazie a un visore e un paio di guanti aptici. Quando il creatore e proprietario di Oasis, James Halliday, noto cultore e nostalgico degli “innocenti” anni Ottanta, muore, per Wade è l’occasione di riscatto: chi meglio di lui può sperare di risolvere la serie di enigmi che Halliday ha nascosto all’interno dei mitici videogiochi della sua infanzia? Ma la I.O.I., multinazionale potente e spregiudicata, non ha alcuna intenzione di vedersi surclassata da uno sprovveduto qualunque, e, pur di mettere le mani su Oasis, si prepara a giocare una partita che più sporca e disonesta non si può.

 

 

“Tre parole, l’ultima cosa che gli utenti Oasis vedevano prima di lasciare il mondo reale ed entrare in quello virtuale: Ready Player One.”

Oggi tocca a me prendere la palla al balzo e parlarvi di questo fantastico romanzo, un miscuglio perfetto di riferimenti degli anni ’80, quegli stessi anni che non mi appartengono e che ho sempre trovato affascinanti e unici sia a livello culturale che musicale.

Pur essendo nata negli anni novanta a casa mia si è sempre respirata l’aria del decennio precedente e ritrovarlo qui è stato un po’ come tornare bambina, circondata da buona musica, ottimi film e piccoli cliché che hanno reso magica quell’epoca.

“Ready Player One” è un romanzo che non conoscevo, ne sono venuta a conoscenza attraverso il trailer del film e l’ho trovato affascinante e visto che la premiere è ancora lontana, ho deciso di recuperare questa lettura e dopo averla conclusa posso soltanto dirvi che è uno spettacolo.

Per chi, come me, ha avuto modo di trascorrere le giornate nelle sale giochi è un rimando al passato e pensare che usciva per la prima volta solo nel 2010, quindi ha la bellezza di sette anni, ma leggendolo sembra veramente uscire dagli anni ’80.

Sin dalle prime pagine cattura l’autore riesce a catturare l’attenzione, invogliando il lettore a proseguire, non a caso è considerato una pietra miliare della letteratura videoludica.

Leggendo questo romanzo mi sono tornati alla mente film cult come il vecchio “Tron” o “Ritorno al futuro”, trilogia che io amo e non smetto di rivedere, ambientate proprio in quegli anni in cui si fantasticava sul futuro e bisogna dirlo il 2015 di Marty McFly non è stato tanto diverso dal nostro, chissà il 2045 di Ernest Cline non sarà tanto lontano di quello che sarà veramente.

Nonostante ci troviamo nel futuro, la Terra è abbandonata a sé stessa, sovrappopolata e inquinata. Una delle vie di fuga per poter dimenticare la realtà circostante è rifugiarsi nell’Oasis, il un mondo virtuale creato da James Halliday.

“Dentro a quel furgono potevo accedere a OASIS in santa pace. Era il mio rifugio, la mia Batcaverna. La mia Fortezza della solitudine. Era lì che frequentavo lezioni, facevo compiti, leggevo libri, guardavo film, giocavo a videogiochi.”

Siamo nel 2045. La Terra è un pianeta inquinato e sovrappopolato, dove le risorse naturali continuano a scarseggiare e le persone non hanno più mezzi di sostentamento veri e propri. In questo clima desolato l’unica risposta a tutto è OASIS, un mondo alternativo, una realtà virtuale accessibile attraverso un visore e un paio di guanti aptici per partire verso nuove avventure, interagendo con gli avatar di altre persone e senza bisogno di uscire di casa. Questa è l’era in cui vive Wade, regnata dalla realtà virtuale.

OASIS è un gioco di simulazione multiplayer online, creato da James Halliday e ha completamente rivoluzionato la realtà virtuale. Il suo universo è diviso in 27 settori, ognuno con le proprie caratteristiche e regolamenti. Ad esempio, il Ludus, dedicato all’istruzione, non è una zona PvP (Player vs Player), ma permette di interagire gli utenti con gli insegnanti attraverso il proprio nickname. Soltanto il preside sa chi si celi dietro ogni username, dal momento che nella fase di registrazione ogni allievo fornisce i propri dati, ma tra insegnanti e compagni è difficile capire chi sia chi.

“E avevo OASIS. La mia vita non era poi così male. O almeno è quello che continuavo a ripetermi, nel vano tentativo di alleviare la solitudine in cui mi ero trovato a vivere.”

Alla morte di James Halliday il mondo si paralizza, soprattutto quando si scopre che nessuno erediterà la sua fortuna, soltanto il giocatore che riuscirà a scovare l’easter egg e portarsi a casa il bottino avrà il controllo di OASIS.

Questa è una sfida degna di qualcuno in grado di farsi largo tra numerose prove e che conosca alla perfezione l’ormai defunto Halliday, qualcuno come Wade alias Parzival.

Wade Watts è un giovane ragazzo incapace di stabilire una conversazione con le persone nel mondo reale, ma che quando entra nel mondo virtuale si trasforma, diventando cacciatore piuttosto che la preda. Sono anni che segue lo sviluppo di OASIS, la sua fortezza della Solitudine, la notizia di poter mettere mano su qualcosa di così prezioso è una sfida allettante, soprattutto perché nessuno sa che cosa sia questo misterioso easter egg lasciato dal creatore della piattaforma.

L’annuncio non lascia indifferente nessuno, neanche la I.O.I., che pur di avere in mano OASIS è disposta a giocare sporco, uccidendo qualcuno, se necessario. Questo ci aiuta già a capire quanto sia diventato essenziale l’OASIS; in dieci anni Halliday è riuscito a cambiare totalmente il mondo, chiunque sa cosa sia ciò che ha creato e i vantaggi che derivano dal controllarlo.

Comincia per Wade la sfida più importante della sua vita da gamer e per noi la possibilità di seguirlo prova dopo prova, godendoci la caccia all’easter egg e riferimenti della cultura degli anni ’80, sempre più marcati e che arricchiscono la lettura di quel tocco energico e accattivante in grado di renderla unica.

«Con il passare del tempo, “OASIS” divenne sinonimo di “internet”»

Questo è un romanzo che non annoia mai, le sue 400 e passa pagine sono un piacere per la mente e riescono anche a far sorridere, e spingono il lettore a cercare di ipotizzare risposte ai vari enigmi piazzati da Halliday. Mano mano che Wade prosegue la sua caccia, aumenta l’adrenalina e la voglia che il nostro protagonista riesca a superare gli altri giocatori.

Ho apprezzato il modo in cui l’autore tratteggia i suoi personaggi, rendendoli reali nel mondo dentro il quale sono stati concepiti.

Wade Watts è un ragazzo con il quale si riesce ad entrare in sintonia. Nonostante il mondo nel quale viva ha ancora forti valori morali e l’aspetto positivo dell’OASIS è stato anche riuscire a trovare amici, persone disposte ad aiutarlo.

Dall’altra parte, un personaggio che ho apprezzato è stata Art3mis, una ragazza indipendente e solitaria, una vera dura quando si tratta di combattere. Trovo che nonostante tutto sia stata resa forte, una ragazza con le palle.

“E allora pensai che, per la prima volta da quando avevo memoria, non sentivo alcun desiderio di ricollegarmi a OASIS.”

E infine vi riassumo in breve i motivi per i quali dovreste leggere “Ready Player One”, un romanzo veramente ben strutturato e che accresce la mia voglia di sapere come il grande Steven Spielberg abbia tradotto tutto questo in un lungometraggio.

  • Partiamo dal worldbuilding. Il mondo descritto da Ernest Cline è meraviglioso, c’è molta cura per i dettagli e particolari che rendono la Terra del 2045 un nostro futuro possibile. Da una parte abbiamo la razza umana integrata all’interno di OASIS, questa piattaforma paradisiaca che permette di allontanare la mente dalla realtà e permettere attraverso un avatar di vivere una seconda vita, istruirsi ed esplorare qualsiasi universo all’intero di OASIS. Dall’altra, lo stesso Oasis risulta agli occhi di chi legge affascinante, una realtà descritta nei minimi dettagli e con le sue caratteristiche che lo rendono ancora più reale e tangibile.
  • La caccia. L’avventura di Wade alla ricerca del sacro graal lo porta a scontrarsi non soltanto con i giocatori ma mette alla prova anche sé stesso ed è scavando sempre più a fondo che emergerà la parte negativa di questo mondo.
  • Per quanto sia allettante la realtà virtuale ha anche i suoi aspetti negativi, come dicevo prima. Uno di questi sta proprio nella competizione, nella brama di “potere”, che spesso alternano la “purezza” dei rapporti sociali. Questo non significa che chi sceglie di svagarsi sia per forza una persona aggressiva, ma alla lunga questo mondo ti trasforma e può indurre a fare cose che non si vorrebbero. Ma questo non esclude anche che è proprio attraverso la realtà videoludica si riescano invece a trovare veri e propri amici.
  • La possibilità di fare un viaggio fra i ricordi della propria infanzia, semplicemente leggendo il romanzo e vivendo le avventure di Wade. In ogni sfida è come se fossimo insieme lui a fare il tifo affinchè riesca a vincere.

Vi lascio il calendario con le prossime tappe del blogtour!
Non lasciatevene scappare neanche una!

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  • Luigi Dinardo

    uffa questo romanzo l’avete letto tutti tranne me!

    • È assolutamente da recuperare, un perfetto regalo di natale.

      • Luigi Dinardo

        la nuova versione non la vedo ancora negli store online, penso debba uscire ancora. quella vecchia è ormai introvabile

        • Quella nuova è uscita il 7 novembre, nella mia libreria c’era già e anche online è disponibile. Quella vecchia l’ho vista solo da Ibs.