Il buio oltre la siepe di Harper Lee | Recensione di Deborah

A cura di Deborah - Probabile Firma

 

buio

 

IL BUIO OLTRE LA SIEPE

 

Titolo originale: To kill a mockingbird

Genere: Classico della letteratura americana

Editore: Feltrinelli

Pagine: 290

Prezzo: 9,00 €

 

TRAMA: In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un afroamericano accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un pό di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale.

 

RECENSIONE: Questo libro fa parte della mia serie di romanzi preferiti. Lo ho letto abbastanza di recente e subito mi è entrato nel cuore, è una di quelle opere che oltre essere scritta in modo esemplare ha tantissimo da insegnare al lettore. La vicenda è narrata in prima persona da Scout, la figlia minore di Atticus Finch, un famoso avvocato dell’Alabama. La narrazione è molto scorrevole e avvincente, più leggi e più vorresti leggere divorando la storia, lo stile di scrittura è impeccabile, ricercato e scorrevole allo stesso tempo, il linguaggio è moderno. Personalmente amo i libri ambientati nei decenni subito successivi al secondo dopo guerra, l’autrice è riuscita a trasportarmi nel mondo della sua gioventù, il romanzo è ricco di particolari, piccoli dettagli che rendono unica la vicenda. Mi piace soffermarmi sulle caratteristiche di un mondo passato, sconosciuto e confrontarlo con la realtà attuale. I personaggi sono dei veri e propri capolavori. La protagonista Scout è una forza dalla natura, è la più piccola ma non si lascia intimorire da nulla, dovrà fronteggiarsi con diverse situazioni molto difficili che vanno al di là, solitamente, della comprensione di una bambina, ma lei saprà affrontarle molto meglio della maggior parte degli adulti. Lei è sicuramente il mio personaggio preferito, mi ha colpito la sua forza, i suoi ideali, la sua capacità di non avere pregiudizi che per l’epoca è una dote non indifferente e, neanche oggi è poi tanto scontata. Inoltre è stata capace di fronteggiare certi episodi e di affrontare le sue paure meglio del fratello più grande Jem. Per quanto riguarda Jem non mi è dispiaciuto, è un personaggio interessante, solo tratta la sorella come se fosse proprio una bambina, ma in realtà la loro differenza di età non è molta, non si accorge che la piccola Scout è più matura di lui. Il padre Atticus è un illustre avvocato, sovlge il suo lavoro con passione, da tutto sé stesso per difendere ciò in cui crede, è il simbolo della lotta al pregiudizio razziale, della giustizia, si impegna a crescere i propri figli senza il minimo spettro di razzismo. In quegli anni la paura di ciò che non era conosciuto o di ciò che risultava diverso era assai diffusa, soprattutto nel profondo Sud degli Stati Uniti, i pregiudizi non erano stati ancora sradicati, e forse, purtroppo, non lo saranno mai veramente in nessuno stato del mondo. Il tema del razzismo è centrale nel racconto, assistiamo ad una storia nella storia: leggiamo il racconto di Scout, della sua gioventù, delle sue esperienze, dei cambiamenti, della sua famiglia e della sua comunità cittadina,; nel frattempo saremo messi di fronte alla storia di un uomo afroamericano imputato per un crimine terribile e difeso da Atticus. Il processo avrà un ruolo importante per l’intera vicenda, purtroppo, come potete leggere anche dalla trama, l’esito non sarà positivo, anzi sarà l’ennesima vittoria del pregiudizio. Trovo stimolante la lotta dei personaggi contro la discriminazione dell’epoca, tutti dovremmo prendere esempio e fermarci a riflettere. Ho adorato il finale, in particolare la sconfitta da parte di Scout e Jem di un loro pregiudizio, di una loro paura nei confronti di una persona non conosciuta sulla quale nella piccola città giravano diverse storie. Ho acquistato l’edizione economica Feltrinelli, in generale le copertine non sono bellissime, come è giusto che sia, sono essenziali ma questa mi è piaciuta molto: ritrae un usignolo poggiato su un ramo, è un rimando al titolo originale “To kill a mockingbird”, anche se non abbiamo una traduzione letterale per quell’uccello che non è presente in Italia.  Sia il titolo in italiano e sia il titolo in inglese rimandano a similitudini e a passi del romanzo, non mi dilungherò molto su di esse perché potrei fare spoiler. “Il buio oltre la siepe” si riferisce alla paura e al pregiudizio dei due piccoli protagonisti nei confronti del loro vicino di casa che non hanno mai visto in giro e, sul conto del quale circolano dicerie. “To kill a mockingbird” è l’atto di uccidere un essere indifeso, fragile e innocente.

È un libro che merita tutti i nostri cinque libri, e se ne avessimo previsti di più, per me, avrebbe sempre ottenuto il massimo, un grande romanzo con grandi cose da insegnare, leggetelo.

 

NOTA SULL’AUTRICE: Harper Lee è nata a Monroeville nell’Alabama nel 1926. Studiò legge e si impiegò a New York presso una compagnia aerea. Amica di Truman Capote da quando aveva tre anni, fu da lui consigliata a mettere per iscritto i racconti che lei gli andava facendo della propria infanzia. Un girono, abbandonò l’impiego per scrivere il suo libro: nacque così Il buio oltre la siepe che valse un immediato e strepitoso successo di pubblico e premio Pulitzer 1960. Nel 2007 le è stata conferita per questo romanzo la più alta onorificenza statunitense, la prestigiosa Medaglia presidenziale della Libertà, con questa motivazione: “Ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre”.

 

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