Cell di Stephen King | recensione di Deborah

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CELL

 

Naturalmente pre-sumere significa pre-disporsi a prenderlo nel culo, pensò. Il vangelo secondo Alice Maxwell, che riposi in pace.

Il puzzo, disse, era quello di una “Friggitoria” di pesce all’inferno

 

Titolo originale: Cell

Genere: Horror

Editore: Sperling&Kupfer

Pagine: 502

Prezzo: 19,90 €

 

 

Trama:

Boston, primo ottobre. Tutto va bene. È un luminoso pomeriggio di sole, la gente passeggia nel parco, gli aerei atterrano quasi in orario. Per Clayton Riddell è il più bel giorno della sua vita. In quel preciso istante, il mondo finisce. A milioni, quelli che hanno un cellulare all’orecchio impazziscono improvvisamente, regredendo allo stadio di belve feroci. In un attimo, un misterioso impulso irradiato attraverso gli apparecchi distrugge il cervello, azzerando la mente, la personalità, migliaia di anni di evoluzione. In poche ore, la civiltà è annientata, l’homo sapiens non è mai esistito, lasciando al suo posto un branco di sanguinari subumani privi della parola. Ma questo è solo l’inizio.

 

 

Recensione:

Eccoci ancora in compagnia del re del terrore, finalmente riesco a parlarvi dell’ultima opera di King che ho letto: Cell. Questo romanzo mi ha colpito tantissimo, tanto da farmi guardare con sospetto e diffidenza Sirius Black, alias il mio cellulare; ciò per trasmettere quanto è grande la maestria di questo autore. Ok, ormai è un po’ che ci conosciamo quindi saprete bene della mia passione per i libri di King, ma riesco comunque a mantenere una sorta di obbiettività perché non mi piacciono tutte le sue opere a prescindere ( Revival, Chi perde paga me sono esempio). Mi sono avvicinata a Cell grazie all’uscita del film ma soprattutto vedendo in libreria la nuova edizione cartonata ispirata alla versione cinematografica. In sostanza non conoscevo quasi la trama quando il mio moroso me lo ha regalato per il compleanno (grazieee). Ho iniziato la lettura con alte aspettative che non sono state minimamente deluse! Ho adorato come il romanzo si apra su uns situazione di tranquilla quotidianità moderna e, da un momento all’altro si scateni l’apocalisse. Si, proprio l’apocalisse! Nel giro di un minuto il mondo è ripiombato alle natura selvaggia dei suoi albori, solo con molte più armi. Questo per colpa di chi o cosa vi chiederete? B’è i responsabili sono i cellulari. Proprio lo strumento che tu, lettore, stai quasi sicuramente usando un questo momento! Creepy vero? Il modo come la tecnologia dalla quale ormai dipendiamo in tutto e per tutto possa portare i suoi fruenti alla pazzia. Uomini, donne e bambini che utilizzano un cellulare ritornano ad uno stato primordiale, violento e aggressivo nei confronti delle altre persone. Cioè significa morte, carne e sangue! In questa atmosfera inizia il viaggio del protagonista Clayton, che cercherà disperatamente di riunirsi alla sua famiglia nel Maine. Partirà da Boston insieme a Tom, e successivamente incontreranno la giovanissima Alice, uniti per sfuggire ai telepazzi. Il viaggio sarà pieno di insidie e momento di tensione, accompagnato da emozione, disperazione e speranza. Speranza di ritrovare il figlio in pericolo, speranza di risanare la razza umana. Incontreremo diversi personaggi che saranno importanti per l’arrivo alla meta e che si uniranno ai protagonisti verso l’ultimo lavaggio di cervello. Grazie all’aiuto di un giovane adolescente nerd facente parte del gruppo, Clay, dopo aver gettato nel caos l’ordine e l’evoluzione dei cellulati, avrà l’ultima speranza di salvare Johnny Gee. Il finale è l’unica pecca a mio parere perché non è esplicito, non sapremmo mai come la questione si è davvero risolta. King a volte opta per questa scelta ma in questo caso non si è rilevata a mio parere vincente, perché mi ha lasciata in uno stato di suspance con retrogusto amaro. Comunque romanzo consigliatissimo, merita quattro dei nostri libricini; vedremo nel nostro prossimo appuntamento cinefilo come hanno reso il film!

Stamberga - Voto 4

Nota sull’autore:

Stephen King, acclamato genio della letteratura internazionale, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie da incubo sono clamorosi bestseller che hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo e hanno isprato registi famosi come Brian De Palma, Stanly Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont.

 

 

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  • Anche mio padre ha letto questo libro e gli è piaciuto :) Non sei la prima che storce il naso di fronte al finale XD Anche una lettrice della nostra pagina mi ha esposto questo stesso parere! Interessante, però, l’argomento intorno al quale il libro si anima, come se l’autore volesse dirci di non usare troppo i telefoni perché potrebbero nascondere insidie ahah Mi hai decisamente invogliata alla lettura… Vorrei proprio iniziare un altro libro del Re ;)