Tea time: Chi trova tiene, chi perde piange | a cura di Sandy

Stephen King - Chi perde paga

 

Sono tutte stronzatesi ripete come un mantra Morris Bellamy, e questa formula magica gli permette di compiere con freddezza i delitti più cruenti in nome di un solo obbiettivo: recuperare i romanzi inediti del suo scrittore preferito, e finalmente scoprirne il finale. Guai a chi si troverà sulla sua strada!

 

Dettagli:

  • Titolo originale: Finders Keepers
  • Genere: Thriller
  • Editore: Sperling & Kupfer
  • Collana: Pandora
  • Pagine: 480
  • Prezzo: € 19,90
  • Prezzo ristampa: € 10,90
  • Prezzo e- book: € 6,99

 

Il Libro – Trama:

«SVEGLIATI GENIO!» Il genio è John Rothstein, celebre scrittore che però non pubblica più da vent’anni. L’uomo che lo apostrofa è Morris Bellamy, il suo fan più accanito, piombato a casa sua nel cuore della notte, furibondo non solo perché Rothstein ha smesso di scrivere, ma perché ha fatto finire malissimo il suo personaggio preferito. Bellamy è venuto a rapinarlo ma, una volta aperta la cassaforte e ucciso il vecchio autore, trova oltre ai soldi decine di taccuini con gli appunti per un nuovo romanzo. Non sa che passeranno trent’anni prima che possa recuperarli. A quel punto, però, dovrà fare i conti con il detective Bill Hodges e i suoi inseparabili aiutanti, Holly Gibney e Jerome Robinson.

 

Let’s talk about Finders Keepers by Stephen King:

L’influenza sta avendo la meglio sul mio fisico ma non sulla mia psiche dunque eccomi qui a tenervi compagnia in questo freddo pomeriggio autunnale. Ho pensato e ripensato all’articolo da scrivere e alla fine ho optato di proseguire il mio discorso sul Re del brivido. Dunque oggi si parlerà di “Finders Keepers“, secondo volume della trilogia di Mr Mercedes.  Per chi si fosse perso la recensione del primo volume, vi invito a cliccare qui.

Innanzitutto vorrei esordire dicendo che, dopo Mr Mercedes, le aspettative erano altissime e dopo aver avuto il piacere di leggere e rileggere il romanzo non sono rimasta così colpita come dal suo predecessore. Questo già dovrebbe far intuire la piega che prenderà l’articolo. Andiamo però per gradi, altrimenti si finisce come al solito: tante chiacchiere e nulla di concreto.

Partiamo dal titolo. Finders Keepers. Non sarò io a dire alla Sperling & Kupfer come tradurre i titoli in lingua italiana, vorrei soltanto aggiungere che “Chi trova, tiene” calza a pennello al libro mentre “Chi perde paga” può fuorviare. Potrebbe essere una scelta voluta quella di depistare il lettore. Questo purtroppo non mi è dato saperlo. Ad ogni modo, andiamo avanti.

Seconda tappa. La copertina. Forse mi sbaglio ma quando l’ho vista la prima volta mi sembrava che fosse dello stesso grafico che ha realizzato “Revival” e fin qui niente di male, se non fosse per la scelta di lanciare una ristampa simile all’originale, a circa metà del prezzo, poco tempo dopo e prima che uscisse “Fine Turno”, che riprende lo stile di Mr Mercedes. Dico io, pensarci prima? È meglio proseguire.

È ora di parlare libro. Questo secondo capitolo dedicato al nostro ex detective Bill Hodges e ai suoi aiutanti Holly e Jerome ha i suoi alti e bassi. La prima parte del romanzo è una sorta di rito di iniziazione alla trama, aiuta a capire meglio la situazione, mettendo un po’ la pulce nell’orecchio al lettore, come soltanto il Re sa fare con il suo fascino senza tempo. Moltissimi sono i temi ben sviluppati in questa trama. Le ambientazioni sono tra le mie preferite così come un’infanzia travagliata descritta in maniera impeccabile. Il lessico crudo e tagliente si abbina bene alla storia e anche il ritmo narrativo che aumenta lentamente quando ormai è giunta l’ora di tirare le somme. Sarà abbastanza per renderlo migliore al precedente? Trovo che quello che manchi in questo libro sia il brivido, il terrore che soltanto King è in grado di donare. Quella paura che si insinua nelle vene e lentamente scorre fino al cuore e gela, ahimè, se gela tutto il corpo. Ho apprezzato la scelta di rendere meglio il degrado delle ambientazioni tramite un linguaggio fin troppo volgare, ma non è solo questo che serve per tirare su il livello della narrazione. E infatti a questo servono le sue descrizioni parallele che lentamente si fondono ed è qui che compare il nostro investigatore. Un po’ come a teatro, Stephen King, sa quando far comparire le sue pedine e come muoverle. Il suo è un romanzo che tratta di ossessione e violenza, in cui manca la sua anima eppure riesce a farcela, pedalando a fatica in alcuni punti, ma taglia ugualmente il traguardo. Da lui non resta che imparare.

Per un momento ho avuto un flashback di Misery e mi domando se King non abbia paura di fare la fine dei suoi poveri personaggi, gli scrittori. Ancora oggi faccio fatica a dargli un voto e capire se mi sia piaciuto davvero o mi abbia completamente deluso. Sono davanti al bivio e non so da che parte andare.

Finders keepers, losers weepers. Chi trova tiene, chi perde piange.

Da sotto le coperte è tutto.

A presto!

 

 

 

Note sull’autore – Stephen King:

Vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha e la figlia Naomi. Da più di quarant’anni le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner, Frank Darabont. Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, vere pietre miliari come Shining, Stand by me – Ricordo di un’estate, Le ali della libertà, Il miglio verde, per citarne solo alcuni, sono seguitissime anche le sue serie TV, ultima in ordine di apparizione quella tratta da 22/11/’63. Recentemente King si è dedicato ai social media e in breve tempo ha conquistato oltre un milione di follower su Facebook e soprattutto su Twitter. Per i suoi meriti artistici, il presidente Barack Obama gli ha conferito la National Medal of Arts.

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