Deadpool di Tim Miller | Recensione di Sandy

“Oh, salve. Lo so, ve lo state chiedendo: a chi ho dovuto solleticare le palle per fare un film tutto mio? Non ve lo posso dire, ma ha delle graziose unghiette di adamantio e, credetemi, è fornito di un bel paio di bombe a mano australiane là sotto.”

IL FILM

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Basato sul personaggio dell’eroe più anticonvenzionale della Marvel Comics, Deadpool racconta la storia di Wade Wilson, partendo dal suo passato come ex membro delle forze speciali che, dopo essere stato sottoposto a un esperimento illegale che gli dona poteri di guarigione accelerata, diventa un mercenario adottando l’alter ego Deadpool. Armato con le sue nuove abilità, e con un cinico e contorto senso dell’umorismo, Deadpool dà la caccia all’uomo che ha quasi distrutto la sua vita. Deadpool è una figura unica nel Marvel Universe. Fabian Nicieza e Rob Liefeld lo hanno creato dandogli un atteggiamento spesso non supereroistico. Una controparte sarcastica degli eroi e dei cattivi che si sentono superiori a tutti e che popolano gli altri fumetti della Marvel. Deadpool spara costantemente battute taglienti e rompe la “quarta parete” rivolgendosi al suo pubblico.

 

Let’s talk about “Deadpool”

Voi ragazze penserete: “il mio ragazzo diceva che era un film di supereroi, ma quello vestito di rosso ha appena infilzato quel bestione come un fottuto kebab!” Potrò anche essere super, ma di certo non sono un eroe. Comunque tecnicamente questo è un omicidio, ma molte storie di amore iniziano con un omicidio e questa è proprio una storia d’amore.

Si torna a parlare di cinema con Deadpool di Tim Miller, uscito nelle sale il 18 febbraio 2016. 

Prima di parlarvi del film lasciate che vi introduca il protagonista. Deadpool, o meglio Wade Wilson, è un personaggio dei fumetti della Marvel, creato da Fabian Nicieza e Rob Liefeld e apparso per la prima volta nel 1991 in “New Mutants”. 

ll film ha visto la luce solo dopo 10 anni di suppliche da parte di Ryan Reynolds, che veste i panni di Deadpool.

Il lungometraggio di Tim Miller si increntra sulla figura del “Mercenario chiacchierone”, lasciando che sia egli stesso a raccontare la sua storia come meglio preferisce. Dovete sapere che Deadpool ha una coscienza tutta sua. È l’unico personaggio dell’Universo Marvel capace di uscire dalla quarta dimensione, ovvero, parlare direttamente con i lettori (in questo caso spettatori) fingendo che sia normale il rivolgersi a terzi mentre gli altri protagonisti ignorano ciò di cui va blatterando.  È un personaggio fuori dagli schemi, irriverente, sboccato e un killer a sangue freddo, che non si fa problemi ad uccidere. 

Non sono un eroe. No e non lo sarò mai. Sono solo un cattivo che viene pagato per pestare tipi peggiori di lui.

Essendo egli un mercenario non può essere definito eroe, anzi è il personaggio stesso che rifiuta il termine. Se c’è bisogno di uccidere, come ho già detto precedentemente, è l’uomo migliore da assoldare. Per cui non c’è da stupirsi se Deadpool non ha una morale vera e propria, ma si serve di un suo personale senso di giustizia. 

Viene congedato con disonore dalle forze speciali, da allora la sua vita è un continuo cacciarsi nei guai. Spesso è impacciato, sbadato e goffo, si ritrova a dover affrontare ogni situazione compiendo il “massimo sforzo”, ad esempio, in una delle prime scene affronta una ventina di nemici con solo 12 pallottole e due katane. 

Ma come ha fatto a diventare Deadpool? Il personaggio prima era un comune mortale che si serviva della sua abilità da sicario per guadagnarsi da vivere. Sfortunatamente quando la vita ha deciso di presentargli il conto ha deciso di dare una piccola mancia per il suo sicario numero uno: il cancro. Lui e Vanessa, la sua fidanzata, le hanno tentate tutte. Qualsiasi tipo di cura da quelle sperimentali a quelle fai da te, ma nessuna è riuscito a salvarlo. Nessuno se non Francis detto “Ajax”. 

Signor Wilson, mi chiamo Ajax. Dirigo questo laboratorio. Ma se credi che i poteri sovrumani si acquisiscono senza soffrire, sbagli. Ti inietterò un siero che attiverà i geni mutanti nascosti nel tuo DNA; perché agisca dobbiamo sottoporti a uno stress estremo. Anch’io sono stato un paziente qui, sai? Ogni soggetto risponde in maniera diversa al trattamento. Ha dato ad Angel una forza sovrumana. Nel mio caso, ha potenziato i miei riflessi e mi ha bruciato i terminali nervosi così non provo più dolore. Anzi, in effetti… non provo più niente.

Servendosi della sua esperienza da ex paziente del laboratorio che gestisce, Ajax, crea super soldati o soldati schiavi mutanti dalle incredibili capacità di combattimento, riuscendo così servire potenti armi di distruzione da fornire a chi avesse avuto abbastanza soldi da poterseli permettere.

Wade Wilson è uno di questi, il suo curriculum gli fa onore, ma per attivare il Gene X serve uno stress tale da portarlo quasi alla morte. Ajax è sadico e malvagio, non prova alcun dolore e sentimenti, per questo si diverte a torturare i pazienti. Con Wade calca la mano e per poco non lo uccide, ma è il suo aspetto a risentirne. Tutto il corpo è ricoperto da orribili ustioni e neanche il fattore rigenerante che potrebbe aiutarlo, riesce nel suo intento. Da quel momento comincia la caccia allo scienziato pazzo. Pur di vendicarsi Wade è disposto a tutto.

Visto? Non serve essere un supereroe per trovare una ragazza. Quella giusta tirerà il supereroe che è in te. E ora godiamoci questo epico campo largo. Ecco, ce lo godiamo, ce lo godiamo, stanotte io godrò di più… Chi è che non gode con un lieto fine, eh? Alla prossima, il vostro amabile Pool.

Deadpool non è certamente un film adatto a tutti. Il contenuto violento e le scene spinte rendono questo adattamento un po’ forte, non per tutti i gusti, ciò nonostante mantiene l’essenza del personaggio.

Prima di avventurarsi nel mondo del signor Pool bisogna almeno conoscerlo in minima parte. Provenire dall’Universo Marvel non significa automaticamente essere un playboy filantropo ricco sfondato o un super soldato scongelato ai giorni nostri, Deadpool surclassa i suoi avversari con la sua ironia e con il suo realismo.

È un personaggio che si riesce a percepire, nonostante la sua esagerazione perchè, al di là della tutina rossa e la volgarità, ricordiamo che la sua vita non è stata affatto semplice. Non lo è quasi per nessuno di quelli della Marvel, ma c’è chi, nonostante tutto, non vive in una torre con il suo nome o non fa parte di una squadra di super vendicatori pronti a difendere il pianeta da ogni nemico, dimenticandosi che molte volte i loro gesti portino più distruzione che aiuto.

Con questo non dico che Wade sia meno problematico degli altri, anche perchè se un alieno lo pagasse abbastanza, gli venderebbe volentieri il pianeta Terra.
Bisogna andare oltre l’immagine, godersi uno spettacolo che, per quanto crudo, riesce anche ad intrattenere e diverte grazie al personaggio.
Deadpool riesce a rendere ridicola qualsiasi cosa, strappando un sorriso. 

 

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