La guerra dimenticata di Giuseppe Russo (Photocity Edizioni) | a cura di Sandy

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L’italiano era traditore, sporco, straccione, e lo stesso odore che emanava era giudicato rivoltante, ma non si considerava che buona parte di questo aspetto malsano era stato causato proprio dalla guerra e, soprattutto, dalla rovina portata dalle bombe sulle case e sulle tradizioni della nostra terra.

Dettagli:

  • Titolo originale: La guerra dimenticata
  • Genere: Saggio storico
  • Editore: Photocity edizioni
  • Pagine: 398
  • Prezzo cartaceo: € 18,00

Il Libro – Trama:

Terminato il fasullo periodo di pace seguito alla Grande Guerra, nel `39 la Germania riprese la via oscura del conflitto bellico per imporsi in Europa. L`Italia, affascinata dal nuovo potente alleato nazista, e persuasa dalla politica di potenza del regime fascista, azzardava sciaguratamente l`ingresso in guerra il 10 giugno del 1940. La realtà dei fatti, però, smentì ben presto le rosee previsioni del Duce, e il Bel Paese, custode di un inestimabile patrimonio culturale, fu investito dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale. La Campania, diventata strategico trampolino di lancio verso il Mediterraneo, oltre ai terribili bombardamenti angloamericani, subì anche i pesanti danni umani e culturali dovuti agli scontri sul campo, alle ritorsioni naziste, e alla lunga occupazione alleata. Sul suo territorio, quindi, si combatté una delle più lunghe e onerose battaglie della guerra, quella per la sopravvivenza della memoria storica del sud Italia.

Recensione:

È ora di rimboccarsi le maniche e tornare al “lavoro”. Diamo ufficialmente il benvenuto al 2017 con un saggio storico, il progetto storico e culturale di Giuseppe RussoI caduti di pietra“. Per chi si fosse perso la mia recensione sul primo volume della trilogia, vi lascio il link qui sotto.


Dopo aver dato prova di saper narrare attraverso un occhio attento e critico, con quella giusta dose di freschezza necessaria affinchè anche i più giovani si avvicinino alla storia, Giuseppe Russo prosegue il suo cammino lungo il viale della memoria. “La guerra dimenticata“, secondo volume della trilogia, è la dimostrazione che il duro lavoro può portare enormi soddisfazioni. Ringrazio l’autore per la copia gentilmente ceduta.

Giuseppe Russo si sta facendo spazio nel mondo della saggistica, rinnovando il modo stesso di scrivere un saggio e mostrando che il modo migliore per tenere viva la cultura del paese è quello di raccontare. Raccontare i disastri della guerra sotto ogni aspetto, tenendo conto anche di quello ben celato quasi mascherato, la storia della cultura di un paese caduta in frantumi. L’autore si sofferma proprio su questo: sul aspetto artistico e culturale del paese. Echi di tradizioni e cultura, quali centri urbani, monasteri, chiese e teatri, sono stati rasi al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale. In Campania, dove l’autore sofferma la sua attenzione, non vi erano altro che macerie e vittime mietute dai bombardamenti angloamericani e le razzie nazziste hanno contribuito a rendere sterile la terra dove un tempo storia e tradizione sorgevano rigogliose, tramandate da generazione in generazione attraverso istruzione e racconti dei cari.

Napoli, i danni a Caserta e provincia, Pompei, Benevento, Avellino, la strage di Bellona, Salerno, la grande Guerra non tenne conto dei beni culturali racchiusi nel tessuto campano; l’enorme patrimonio artistico è stato depredato e alle persone non restava che guardare. “La guerra dimenticata” riporta alla nostra attenzione ciò che è stato strappato via senza alcuna remora. Ogni singola opera artistica ancora integra o conosciuta al mondo ha una sua storia, ma cosa dire di quelle lasciate indietro? Disperse o distrutte dai disastri della guerra?

Dopo essersi concentrato sulla sua terra, Russo focalizza la sua attenzione su tutto il territorio campano, mettendo a conoscenza il lettore di ogni minuscolo particolare. Supportato da testimonianze, quali foto e reperti storici, narra la storia di una guerra non più “dimenticata”. Il suo romanzo diventa la voce di una regione soffocata dalle conseguenze di un atto folle, una guerra di uomini capaci di distruggersi e distruggere tutto ciò che avevano intorno ed è grazie a questo saggio che si riesce a comprendere come certe azioni abbiano avuto gravissime conseguenze.

La guerra dimenticata” oltre che istruttiva, è interessante e le foto, i manifesti, le citazioni, dati, rendono questo libro più accattivante e piacevole nella lettura. Il progetto è uno di quelli che non smetterò mai di supportare e spero vivamente che il percorso dell’autore possa continuare sempre in salita. Lo consiglio assolutamente. Non è una lettura da tutti giorni ma dovrebbe diventarlo.

Stamberga - Voto 5

 

La guerra dimenticata su Tv Luna Caserta:

Note sull’autore – Giuseppe Russo:

Descriversi è quasi sempre impossibile, un esercizio che rasenta il mero narcisismo, ma purtroppo necessario nei contesti in cui il proprio messaggio debba raggiungere altri individui, e risultare credibile. Le idee, gli studi, le opinioni, nonché le ipotesi, hanno ragion d’essere se espressione di quella “ex professo” che separa i dilettanti dai professionisti, o i più semplici hobbisti dai ricercatori. Partendo dall’importante esperienza universitaria, grazie anche alla tesi di laurea, ho iniziato un percorso più attento e professionale nel complicato mondo della ricerca storica, delle conoscenze delle verità del passato, e della critica ai messaggi quasi sempre preconfezionati dai vincitori di ogni tipo di conflitto, armato o economico-culturale che sia. Se gli eventi di oggi saranno meglio compresi tra diversi anni, sebbene inflazionati, quelli del secolo scorso sono ancora oggi lontani dall’esser sviscerati in modo definitivo. Ciò che colpisce, però, è l’oblio storico al quale ci stiamo abituando. Una erosione della memoria che non danneggia pochi appassionati di storia, ma piuttosto procura un grave danno all’intera società del nostro Paese. Da troppo tempo le nuove generazioni sono stanche di ascoltare e leggere di questioni politiche e di battaglie eroiche combattute sul teatro europeo, e vogliono, anzi hanno bisogno di sapere cosa accadde realmente a tutta la nostra cultura, alle genti che componevano, e ancora oggi compongono, il reale tessuto sociale della nostra nazione. Per questo motivo, e con la speranza di recuperare l’interesse di tutti i potenziali lettori, ho deciso di analizzare e diffondere un aspetto poco considerato del terribile periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale: i beni culturali. Essi esprimono il potenziale e l’ingegno umano, ci ricordano le basi morali della nostra tradizione, e sono i veri elementi caratterizzanti del nostro essere cittadini italiani nelle pur varie espressioni territoriali locali. Durante la guerra, oltre ai dolorosissimi eccidi e alle perdite umane tra militari e civili, furono letteralmente cancellate numerose opere del genio umano. Tele, affreschi, statue, portoni, monumenti, palazzi storici, piazze, chiese, madonne, ponti, pezzi della nostra eredità distrutti o danneggiati per sempre. L’autore, i suoi titoli, le sue esperienze, sono nulla di fronte alle tragedie culturali, e non solo umane, che abbiamo subito, e l’unica parola che mi auguro possa descrivermi può essere condensata nel termine “ambasciatore”. Mi auguro di potervi raccontare una storia che sia di tutti, non solo degli addetti ai lavori, dei professori, dei critici o dei giornalisti. Una storia che parli di noi stessi attraverso i nostri luoghi, i nostri affetti materiali, attraverso quei momenti di vita che viviamo, spesso inconsapevolemente, tra i monumenti che altri Paesi ci invidiano costantemente.

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