Il cuore del problema di Christian Oster | Recensione di Sandy

“Diane era un volto, un corpo, dei gesti, ricordo soltanto una maglietta con degli uccelli.”

IL ROMANZO

Acquistalo subito: Il cuore del problema

Editore: Edizioni Clichy
Collana: Quai des Orfèvres
Pagine: 180
Prezzo: € 15,00
ISBN: 978-88-6799-323-9

Tornando a casa, Simon scopre il cadavere di un uomo in mezzo al salotto. Diane, sua moglie, che secondo ogni apparenza lo ha ucciso, gli annuncia che lo lascia e se ne va. Non darà più notizie di sé, e Simon, rimasto solo con quel cadavere, dovrà decidere cosa fare. Mentre sta andando alla centrale di polizia, Simon conosce Henri, un ex agente di polizia in pensione amante del tennis. Tra i due inizia subito una forte e strana amicizia, ma Simon rimane sempre all’erta: ogni parola, ogni gesto potrebbe essere mal interpretato e creargli seri problemi. Parte così tra i due una sorprendente partita a scacchi che avrà un epilogo del tutto inatteso.

Let’s talk about “Le coeur du problème”

 

“Cercai di leggere nel suo sguardo, ma non ci riuscivo più, non ci riuscii.”

Il nostro venerdì si tinge di mistero con il romanzo noir di Christian Oster, “Il cuore del problema”. La collana Quai des Orfèvres di Edizioni Clichy è dedicata ai romanzi gialli introspettivi, che aiutano il lettore a comprendere la psicologia dei personaggi che popolano questi libri.

Per Christian Oster il problema sta nel cuore. Simon ama alla follia la sua donna, Diane ed è l’amore, quel sentimento sovrastante che gli impedisce di agire in maniera razionale. La sua vita cambia radicalmente quando, rientrando a casa, trova il corpo di uno sconosciuto, morto e Diane in preda a chissà quale delirio. La donna non sembra essere intenzionata a fornirgli alcuna spiegazione e non si piega neanche quando Simon indaga sulla relazione tra lei e quel uomo, piuttosto scappa, prende le sue cose e senza aggiungere altro, lascia Simon con quel problema, il morto di cui dovrà occuparsi. All’inizio gli sembra un compito semplice, scaricare il cadavere da qualche parte e poi tornare alla vita di prima, ma quella situazione apre uno spiraglio sulla sua vita sentimentale, sulla donna che credeva di conoscere e che ora lo ha abbandonato, dopo avergli confessato il tradimento e senza troppe spiegazioni. Diane è la figura nascosta nell’ombra e che continua a tormentare Simon, il quale vede in quel cadavere qualcosa di più di un semplice uomo morto.

“Avevo la vaga impressione di essermi fatto fregare. Stavo per richiamare Diane per assicurarmi di non aver sognato. Per capire. In quale situazione mi ero messo, intendo.”

La mente di Simon è un fragile ingranaggio complesso, che al momento dell’abbandono di Diane, perde poco a poco i suoi pezzi, ormai arrugginiti. Da due mesi la sua compagna non lavorava più all’ospedale e come se non bastasse aveva mantenuto segreto questo dettaglio insieme alla sua relazione con il medico con il quale lavorava. Lentamente crolla ogni certezza dell’oratore, che nonostante tutto continua ad aspettare una spiegazione da parte di Diane, ma questa non arriva, non subito e per questo motivo, decide di occuparsi del problema, ma sarà questo a tormentarlo sempre e comunque. Solo dopo si rende conto che seppellire il corpo nel suo giardino è stata una mossa stupida, così come non riparare quella balaustra sotto la quale ha trovato il morto. Diane lo abbandona nel momento del bisogno e quando Simon decide di fare le cose secondo coscienza, quindi di rivolgersi alla gendarmeria per denunciare la scomparsa di sua moglie, questo gesto gli si ritorce contro. Involontariamente attira l’attenzione di Henri, gendarme in pensione, il quale sembra sempre interessato alle mosse di Simon, tanto da farselo amico.

“Si instaurò un nuovo tipo di silenzio. Voglio dire un silenzio nuovo. La casa lo amplificava. Il morto, anche, il silenzio della morte. E l’assenza. Diane mi mancava.”

Simon non è chiaramente una mente criminale, ogni passo che compie è un passo falso. Non sapendo mentire come Diane è facile capire che ci sia qualcosa che non quadra. Assistiamo così a una mente razionale che comincia a degenerare, preda della paura e in balìa della rabbia, la stessa che prova per lei, ma che non riesce ad esternare del tutto. Il protagonista arriva al punto da non curarsene, da lasciare che accada quello che deve accadere e accettarlo per quello che viene. Si è arreso. Nonostante rivoglia con sè Diane, è combattuto dalla sua lotta interiore, che lo spinge a commettere altri passi falsi, come fidarsi di un ex gendarme e credere che possa nascere un’amicizia.

La verità è dura da masticare e per Simon rappresenta anche un fardello con il quale convivere. Le azioni hanno terribili conseguenze anche per chi ci sta intorno, non solo per noi che le compiamo. Nel momento in cui aveva più bisogno la sua dolce metà ha deciso di scomparire, lasciando un uomo in balìa di un grosso problema con il quale vivere e nonostante verso la fine Diane cerchi di rimediare, blaterando di voler tornare e assumersi le sue responsabilità, ormai è troppo tardi.

 “Cercavo di risistemare le cose dentro di me, di ricomporre il morto. O lo vedevo troppo presto, nel momento della sepoltura, o troppo tardi, cioè adesso, trasformato, andato.”

Come ho detto anche prima, il problema proviene dal cuore. Questo ha impedito a Simon di denunciare Diane e ha cercato in tutti i modi di proteggerla, di salvarla, dalle conseguenze che avrebbe dovuto affrontare. L’amore è cieco e rende folli, in breve tempo un uomo ha perso il lume, provandole tutte, aggrappandosi alla speranza di un ritorno di fiamma per poi sentirsi dire dalla donna amata che il sentimento non era reciproco.

A narrare la sua storia è Simon e attraverso discorsi indiretti, ci rende partecipe di ciò che accade attorno, mentre nel suo giardino continua a germogliare nuova vita, anche merito di quel cadavere sepolto. E così Simon vede la sua vita passargli davanti e si rende conto che è stata una bugia, una bellissima illusione solo perché c’era lei, la donna di ghiaccio, Diane.

“Il cuore del problema” è un romanzo che non delude chi ama il noir o chi apprezza l’introspezione dei personaggi. Devo ammetterlo, non conoscevo l’autore, ma mi sono innamorata della storia, che ho divorato in breve tempo. Trovo sia perfetta come lettura estiva, lascia quella malinconia che cela sempre l’estate e che adoro cogliere.

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