A tu per tu con Francesca Battistella

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A fare una piacevole chiacchierata l’autrice de “La bellezza non ti salverà” (edito Scrittura & Scritture), Francesca Battistella. Siamo felicissime di ospitarla qui alla nostra piccola Stamberga d’Inchiostro. Grazie infinite per aver accettato di dedicarci un po’ di tempo.

  1. La bellezza non ti salverà è il terzo romanzo della saga dedicata alla profiler Costanza Ravizza. Questa molto probabilmente è una domanda che le rivolgeranno spesso. Come nasce l’idea di questo terzo capitolo?

Per cominciare un grazie sincero a Stamberga d’Inchiostro per questa intervista. La bellezza non ti salverà è il terzo capitolo della trilogia iniziata con La stretta del lupo, ambientato sul lago d’Orta, e proseguita con Il messaggero dell’alba, che si svolge sulla Costiera Sorrentina. Dunque un terzo capitolo era dovuto e, direi, persino atteso dai miei lettori, la qual cosa mi onora. Nonostante la mia nascita napoletana e il mio grande amore per la costiera Sorrentina, vivo da quasi vent’anni sul lago d’Orta e mi piaceva l’idea di far tornare da queste parti Costanza Ravizza e il suo amico anglo-napoletano Alfredo Filangieri. Mille gli spunti a disposizione per creare una nuova vicenda, come pure i luoghi del racconto, tutti reali sebbene citati con nomi immaginari. Mi sono inventata un serial killer spietato e perverso e, per complicare un tantino le cose, all’indagine principale ne ho aggiunto una seconda tratta da un fatto di cronaca realmente avvenuto da queste parti. Con le editrici Chantal ed Eliana Corrado, poi, abbiamo deciso per una scrittura più noir rispetto ai due libri precedenti e per un’ambientazione invernale.

 

  1. Ci racconti un po’ dei personaggi. Ognuno con le sue sfumature contribuisce a rendere accattivante il romanzo, come nasce l’idea per ognuno di loro?

Quando ho iniziato a scrivere la trilogia volevo come protagonista una donna, di certo bella e sveglia, ma anche gentile e compassionevole. Una professionista che non dà nulla per scontato, capace però di ammettere, quando è il caso, i propri sbagli con umiltà. Visto che nel panorama del giallo italiano le profiler non erano ancora comparse, ho pensato che la mia Costanza potesse a buon diritto occupare quel posto. Credo che abbia funzionato. Criminologia, psicologia e antropologia sono state il mio pane all’università. A questo ho aggiunto nel tempo parecchie letture specifiche e specialistiche. Costanza però doveva avere un contraltare degno di lei. Nasce così la figura di Alfredo Filangieri: scapolo impenitente, uomo di cultura un filo snob, fornito di grande ironia, pasticcione e impiccione, ma con una dote molto particolare e, direi, esoterica. Contro tutti coloro che sostengono sia impossibile un’amicizia uomo-donna, Costanza e Alfredo sono ottimi amici. Il grande amore di Costanza è Enrico Marconi, profiler e capo di un team di specialisti in analisi criminale. Un uomo affascinante e dal carattere difficile che darà filo da torcere a Costanza. A seguire ci sono i comprimari: Maria Teresa, sorella di Alfredo, che da alcuni anni ha scelto di vivere proprio sul lago d’Orta; la nipotina Letizia, una piccola creatura diabolica, un folletto dei boschi; la domestica sorrentina Carmelina, cinica ed efficiente; Moussa, il formidabile domestico egiziano di Maria Teresa; Angela, l’eterna fidanzata di Alfredo; il burbero Giamasso, capo di Costanza alla Questura di Novara.

 

  1. Degni di nota sono anche i frammenti del predatore seriale. Ci dica, è stato difficile dare voce a questa personalità malata?

Più che difficile direi che è stato estremamente faticoso trovare il tono giusto e le parole appropriate per dare voce al predatore. Per costruire questo personaggio e delinearne i tratti salienti, ho letto un bel numero di testi e parlato con amici psicoanalisti. Nonostante questo non è stato semplice calarsi nei panni di un essere privo di empatia, rispetto, considerazione e comprensione per gli altri. Ancora oggi, vi prego di credermi, mi provoca inquietudine rileggere quei brani. Eppure ricordo di averne scritto la stesura definitiva in una specie di trance. Forse è proprio vero che c’è un serial killer in ciascuno di noi.

 

  1. Una curiosità. Quanto c’è di Francesca Battistella in questo romanzo?

Esisto ovunque troviate ironia e un sorriso che spezza la tensione. Nella vita di tutti i giorni non sono così, ma se devo raccontare una storia cupa e disperata non riesco a farlo senza ricordare ai miei lettori che in fondo al tunnel troveranno sempre una luce di speranza.

 

  1. Qual è il messaggio che voleva trasmettere con La bellezza non ti salverà?

In realtà nel libro i messaggi sono tanti, sebbene mi piaccia di più chiamarli ‘spunti di riflessione’ o ‘temi’. C’è di sicuro quello legato al rapporto, a parer mio eccessivo e distorto, dei molto giovani con i social, alla loro incapacità di percepire i pericoli insiti nella rete o al modo in cui li sottovalutano. Legato a questo c’è il tema della fiducia, del desiderio di essere amati e ascoltati, un tema che considero universale. E ancora le parole, le tante, le troppe parole nelle quali è avvolta la nostra vita, i nostri rapporti con gli altri. Parole che spesso diventano chiacchiere senza costrutto o che procurano danno o ingannano e basta. Racconto dello scomparire senza lasciare tracce e del dolore che questo comporta in chi è costretto ad accettare il dileguarsi di una vita senza una spiegazione plausibile. In Italia, dal 1973 ad oggi, sono scomparse circa 30.000 persone e di molte non si è più saputo alcunché. Ci sono i migranti e le loro vite miserabili, ma soprattutto ci sono i libri, tanti libri che spero intrighino i miei lettori e li spingano, se non è già accaduto, a leggere sempre di più.

 

  1. Cosa riserverà il futuro a Costanza Ravizza? Vedrà nuovamente la luce in una nuova indagine?

Questo al momento non posso dirlo. Vediamo cosa accadrà. Un po’ di suspence non guasta…

 

  1. Torniamo un po’ indietro nel tempo. Quando ha pubblicato il suo primo romanzo?

Nel 2004, ma non è stata una bella avventura, anzi. Considero reali pubblicazioni solo quelle avvenute grazie a Scrittura&Scritture e dunque arriviamo al 2011 con il primo libro: Re di bastoni, in piedi. Un noir ambientato a Napoli durante la metà degli anni ’80 scelto dal Torino Film Festival per diventare sceneggiatura di un film. Un libro che continua a dare belle soddisfazioni sia a me che alla casa editrice.

 

  1. Cosa succede dopo la pubblicazione di un libro?

In realtà dovremmo dire cosa succede prima. Mi spiego. Quando la stesura è definitiva e si conosce la data di pubblicazione, inizia il lavoro di ricerca dei luoghi dove presentarlo e di tutte le azioni da svolgere per la sua promozione. Questo, insieme alla pubblicità e alla distribuzione delle copie per le recensioni e quant’altro, è compito dell’Ufficio Stampa, almeno per un autore esordiente. Col tempo, se il proprio lavoro è apprezzato, gli inviti fioccano alla sola menzione della prossima uscita del nuovo libro. Nondimeno avere un eccellente Ufficio Stampa, come nel caso di Scrittura&Scritture, che segua l’autore nelle sue peregrinazioni, lo aiuti nei momenti di difficoltà e gli spiani la via è un formidabile aiuto. E poi comincia il giro di presentazioni. A volte faticoso, ma sempre intrigante e sorprendente. Il resto è nelle mani dei lettori, nel passa parola e anche, perché no, nei riscontri che si ottengono sui social e i giornali.

 

  1. Cosa è realmente importante per lei quando pubblica un libro?

La soddisfazione del lavoro concluso, del traguardo raggiunto. Vedere il tuo lavoro sugli scaffali delle librerie, immaginare che qualcosa ti sopravviverà. I ritorni positivi dai miei lettori, ma anche le critiche. L’idea che qualcuno stia leggendo, magari proprio in questo momento, quello che desideravi raccontare e che tanta fatica ti è costato scrivere.

 

  1. Le è mai capitato che il messaggio che voleva trasmettere venisse frainteso?

Forse un paio di volte con Il messaggero dell’alba che parlava del mondo editoriale in termini poco lusinghieri. Non a caso, il tema del libro era l’invidia, declinata nel mondo delle belle lettere. Magari qualcuno si è sentito chiamato personalmente in causa o ha pensato che raccontassi falsità, ma non era vera nessuna delle sue cose. Le mie storie sono frutto d’immaginazione, ma quel che scrivo per sostenere la trama è documentato.

Per il resto direi di no.

 

  1. Non ho potuto fare a meno di notare su Facebook alcuni momenti del suo book tour. Ci racconti un po’ com’è andata, si aspettava un successo del genere?

Per carattere non mi aspetto mai niente e dunque tutto quello che mi arriva di buono lo considero un dono del Cielo. In questo caso sono grata e riconoscente alle tante persone che sono venute alle presentazioni, che hanno comprato il mio libro dopo avermi sentita parlare – vede? Il terribile potere delle parole! – spesso, come si dice, a scatola chiusa. Alcuni eventi molto affollati, altri meno, ma tutti, proprio tutti di grandissima soddisfazione. Ho ricevuto domande difficili e scoperto persone insospettabili con una bella conoscenza dei meccanismi della rete e del lavoro dei profiler. Presentare il proprio libro resta sempre e comunque un’esperienza fantastica e molto educativa. Un grande arricchimento personale generato dal contatto con il pubblico.

 

  1. Ha un hobby che continua a coltivare?

La danza, in particolare l’hip-hop. Quest’anno purtroppo ho dovuto passare la mano. Le coreografie della mia insegnante sono impegnative e con il nuovo libro non ero in grado di assicurare la mia presenza costante alle lezioni. Speriamo in futuro di tornare con la mia crew, sempre che l’età continui a consentirmelo.

 

  1. In termini di tempo, quanto impiega a scrivere i suoi romanzi?

Penso a lungo e scrivo abbastanza in fretta. Due o tre mesi per la stesura di un romanzo.

 

  1. Una domanda che pongo spesso. Ha qualche consiglio per chi vuole diventare scrittore?

La prima regola – e mi aggiungo a un coro di voci – è leggere, leggere, leggere. La seconda è munirsi di una grande dose di pazienza e soprattutto di umiltà. Mai credere che quanto si è scritto rappresenti la perfezione sulla terra. Potrebbe anche esserlo, ma non sta a noi scrittori dirlo. Auguro a chiunque intraprenda questa strada di trovare un editore serio in tempi rapidi, ma se così non fosse, che porti pazienza, che perseveri e non decida di affidarsi per disperazione all’editoria a pagamento.

 

Grazie ancora per il tempo che ci ha dedicato. Vi ricordo che La bellezza non ti salverà è disponibile sul sito di Scrittura&Scritture. E se non lo aveste ancora letto, aggiungetelo alla vostra wishlist. Non ne resterete delusi!

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