Recensione del film: La cura dal benessere di Gore Verbinski

“La veda come una depurazione della mente e del corpo.”

IL FILM

Acquistalo subito: La cura dal benessere

Lockhart è un giovane e ambizioso broker di Wall Street che fa parte di un’agenzia pronta ad una fusione con un’altra agenzia. Per confermare tale fusione, il suo amministratore delegato, Roland Pembroke, deve necessariamente firmare delle liberatorie, ma l’uomo ha recentemente spedito una lettera dove ha annunciato di trovarsi in Svizzera e di non voler più tornare a vivere a New York. Lockhart viene dunque incaricato di andare a recuperare Pembroke.

Il giovane si ritroverà in un centro benessere situato nelle Alpi Svizzere, dove la cura del dottor Heinrich Volmer è miracolosa: chiunque vi entri e si sottoponga alla cura, si sentirà ben presto sereno e in salute.

Lockhart, dopo un terribile incidente, si ritroverà nel centro e gli verrà consigliato il miracoloso trattamento di Volmer. Pian piano, scoprirà i terrificanti misteri del luogo e che la cura per il raggiungimento del benessere è davvero poco ortodossa.

“C’è un male oscuro dentro di noi, che sale come la bile. E ci lascia l’amaro in fondo alla gola.”

Finalmente mi sono concesso un ritaglio di tempo per vedere un film che mi attirava da tantissimo tempo: “La cura dal benessere” di Gore Verbinski, una curiosa storia ricca di fascino e mistero, dalle tinte decisamente dark.

L’acqua è alla base di tutto, venerata e rispettata attraverso i secoli. È il più importante elemento che muove il mondo. Per Verbinski l’acqua nasconde un mistero, una tradizione tramandata attraverso i secoli, per regalare l’eterna giovinezza a chi sa come carpirne il segreto.

Ma procediamo per gradi.
Lockhart è un giovane broker di Wall Street mandato in “missione” in una clinica in Svizzera per recuperare il presidente della compagnia per cui lavora, il signor Pembroke. Due società sono sull’orlo di una grande fusione e la firma del presidente è indispensabile per poter concludere le trattative.

La clinica in cui Pembroke è ricoverato viene gestita dal visionario dott. Heinreich Volmer, il quale sostiene di aver trovato una cura allo stress e alle malattie derivanti dalla vita quotidiana.
La clinica è costruita all’interno di un antico castello ed offre una cura per tutto, a patto che si taglino tutti i ponti e le comunicazioni verso l’esterno.

Il dottor Volmer si vanta del fatto che dopo aver provato le cure della clinica nessuno l’ha mai lasciata, infatti a nulla sono servite le richieste di Lockhart, che non è riuscito a portare via il presidente dalla clinica. Abbattuto e sconfitto dalle regole il giovane broker decide di tornare in America, ma sulla strada per lasciare il castello, un terribile incidente fa uscire di strada l’auto su cui viaggia Lockhart, il quale si risveglia poco dopo con una gamba ingessata all’interno della clinica.

Da qui anche il protagonista inizia ad usufruire delle cure della clinica, ma nulla è come sembra e il castello nasconde dei terribili segreti nelle sue viscere.
L’acqua non è solo un prezioso liquido, è quasi una divinità idolatrata dai suoi servitori, curata e nutrita.

Il film di Verbinski è un viaggio alla scoperta degli oscuri segreti di una comunità che ha messo il benessere al centro della loro vita. Le ambientazioni sono cupe e claustrofobiche, all’interno del grande castello in cui la storia si sviluppa, mentre sono luminose e radiose all’esterno.
La clinica sembra un piccolo paradiso dove la cura di se ha la precedenza su tutto, che siano affari o famiglia. I pazienti però non sembrano rispondere bene alle cure infatti peggiorano sempre di più nonostante le incessanti premure degli infermieri. Alcuni spariscono, altri arrivano, ma nessuno lascia la clinica, nemmeno di fronte alla sconvolgente verità che si cela nelle segrete del castello.

L’ambientazione storica e geografica molto isolate della clinica sono perfette per descrivere la clinica e i suoi orrori, trasformando questo ospedale alternativo in un piccolo mondo chiuso su se stesso, claustrofobico e senza via d’uscita.
Le percezioni del protagonista sono sempre alterate da qualcosa, nell’acqua si nasconde qualcosa, sempre in agguato e presente, qualcosa che osserva tutto.

Il carattere così ossessivo del film coinvolge lo spettatore a fondo, facendo crescere in lui molti interrogativi sulla natura del mistero che avvolge la clinica e trasportandolo in scioltezza all’interno della narrazione. Il film è ricco di contrasti che accentuano la sensazione di mistero e stranezza riguardo la clinica ed i suoi abitanti, come il contrasto fra il poverissimo villaggio ai piedi del monte e il lusso sfrenato all’interno del castello.
Persino gli abitanti del villaggio sanno che qualcosa non va, odiano chi vive nel castello e di conseguenza anche tutti coloro che risalgono il monte.

La colonna sonora di Benjamin Wallfisch inquieta e tiene lo spettatore incollato alla sedia, accentuando quella sensazione di “sbagliato” e di macabro che ci accompagna per tutta la durata della pellicola.

Questo non è certo un film per deboli di cuore, a metà fra l’horror e lo storico, che ha lasciato persino me senza fiato. Che dire? Consigliatissimo, a mio avviso! Anche se la critica è stata poco clemente con questo film, io l’ho trovato affascinante e coinvolgente, con alcune situazioni che mi hanno ricordato i vecchi film di Verbinski.

Buona visione!

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