La Strana Biblioteca di Haruki Murakami – Recensione di Anaëlle

A cura di Anaëlle

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Un racconto insolito sul potere della lettura

« Le biblioteche contengono storie. Le storie contengono universi. E certi universi possono essere molto pericolosi.»

Dettagli:

  • Titolo: La Strana Biblioteca
  • Illustrazioni: Lorenzo Ceccotti
  • Traduzione: Antonietta Pastore
  • Genere: Per Ragazzi
  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Pagine: 80
  • Prezzo: €15,00

Il Libro – Trama:

Tornando a casa dopo la scuola, uno studente si ferma in una strana biblioteca. Certo, anche la sua richiesta è un po’ strana. Chiede alla bibliotecaria qualche libro che possa soddisfare la sua ultima curiosità (è un bambino curioso, il nostro protagonista): la riscossione delle tasse nell’impero ottomano. La bibliotecaria lo manda alla stanza 107. Qui l’aspetta un altro bibliotecario, ancora più bizzarro della prima: “aveva la faccia coperta di piccole macchie nere, come tanti moscerini. Era calvo e portava occhiali dalle lenti spesse. La sua calvizie non era uniforme. Tutt’intorno al cranio gli restavano ciuffi di capelli bianchi ritorti, come in un bosco dopo un incendio”. E davvero una ben strana biblioteca, questa! Il bibliotecario accompagna il bambino attraverso un labirinto di corridoi e stanze, finché non arrivano in una stanza dove riposa un piccolo uomo vestito con una pelle di pecora. E qui le cose si fanno brutte: il bibliotecario e l’uomo-pecora spingono il piccolo in una cella. Il bambino rischia di fare una fine terribile se non arrivasse in suo soccorso una ragazza sconosciuta.

Recensione:

Il protagonista del libro è un curioso studente appassionato di lettura, recatosi in biblioteca per approfondire una ricerca sulla riscossione delle tasse nell’Impero Ottomano. Una tipica bibliotecaria annoiata lo spedisce dritto da un bizzarro bibliotecario, il quale viene descritto nei minimi dettagli come qualcuno che non si vorrebbe mai incontrare. Il suo aspetto dice tutto di lui e il suo sguardo tetro non rassicura il giovane protagonista, che cercherà di svignarsela, non appena gli verranno consegnati tre tomi riguardanti l’argomento. Non accorgendosi che i volumi possono essere consultati in sede, è pronto alla fuga e quando lo stesso bibliotecario gli notifica la notizia, il pensiero che attraversa la piccola testolina calda è quello di lasciar perdere. Tuttavia la sua curiosità ha la meglio e decide di fermarsi a consultare i libri. Viene condotto dal vecchietto in una stanza dove riposa l’uomo pecora ed è qui che succede l’impensabile. Il bibliotecario lo rinchiude in una cella obbligando il ragazzino a imparare a memoria i volumi. Rifiutarsi è impossibile, deve meditare sul da farsi e per questo prova ad avere informazioni utili dal gentile uomo pecora, che gli rivela la terribile sorte che lo attende, una volta portato a termine il compito.

Murakami non si smentisce. In questo breve romanzo un po’ dark sfida le leggi della logica comune, trasportando il lettore attraverso un mondo fatto di stranezze e paure da parte del giovane, che diventeranno le nostre per tutta la durata del libro. Curiosità e terrore vanno di pari passo per la sorte del nostro giovane sfortunato, il cui unico pensiero resta sempre e comunque sua madre. Ha paura di perderla o di arrecarle dolore, più volte, infatti, manifesterà la sua preoccupazione per lei, cercando di convincere i personaggi a fuggire, rivelandosi per certi versi anche nobile. Per chi non ha letto il libro non anticipo nulla, ma vi consiglio di leggerlo. È molto di più di un ammasso di illustrazioni e parole, il racconto ha un significato molto più profondo di quanto si possa immaginare e per questo è da ammirare la tenacia dell’autore nel distribuire simili “pillole di saggezza”. Ricordo che questo romanzo, uscito solo l’anno scorso ed edito Einaudi, è un inedito da non sottovalutare.

Murakami sa sempre come superarsi. In questa breve narrazione dalle sfumature grottesche ha saputo giostrarsi tra le parole, superando ogni minima aspettativa. Il racconto, divorato in breve tempo, ha dell’incredibile. Non è una comune novella per ragazzi, ma una testimonianza di quello che accade quando la lettura è capace di trasportaci altrove, in universi di cui abbiamo sentito parlare solo nei nostri romanzi preferiti o le classiche fiabe di Andersen. Le illustrazioni di Ceccotti in questo senso fanno centro, aiutano moltissimo la narrazione e la rendono visivamente accattivante. Per questo motivo non ho voluto indugiare oltre nel recensirlo. Unica nota negativa è il rapporto elevato per un romanzo così breve, mi vedo costretta a giudicarlo con quattro libricini aperti.

Stamberga - Voto 4

 

Note sull’autore – Haruki Murakami:

È nato a Kyoto ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote e Salinger. Con La fine del mondo e Il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki. Tra i libri pubblicati da Einaudi troviamo Dance Dance Dance, La ragazza dello Sputnik, Underground, Tutti i figli di Dio danzano, Norwegian Wood, L’uccello che girava le Viti del Mondo, Kafka sulla spiaggia, After Dark, L’elefante scomparso e altri racconti, L’arte di correre, Nel segno della pecora, I salici ciechi e la donna addormentata, 1Q84, A sud del confine, a ovest del sole, Sonno, L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, Uomini senza donne, Prigioniero in biblioteca («La storia, parente diretta di Luka e il fuoco della vita di Salman Rushdie, ma con meno mitologia, è molto divertente per i lettori più giovani ma è abbastanza profonda da affascinare anche gli adulti che hanno ancora il piacere della fantasia.» Da una recensione di «Internazionale»).
Fra marzo e maggio del 2013 Einaudi ha pubblicato i dodici titoli della uniform edition nei Super ET, con le copertine di Noma Bar. Del 2013 anche il saggio musicale Ritratti in Jazz con i disegni di Wada Makoto.
Fin dal suo primo romanzo, Ascolta la canzone del vento del 1979, Murakami si è imposto sulla scena letteraria giapponese come uno scrittore di primo piano che non sembra appartenere alla tradizione nipponica.
Tra i numerosi premi ricordiamo il World Fantasy Award (2006), il Franz Kafka Prize (2006) e il Jerusalem Prize (2009). Lo scrittore giapponese è stato indicato come uno dei favoriti all’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura.

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