Let’s talk about: Ossessione di Nora Roberts

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“Lui aveva dei segreti; forse tutti gli adulti ne avevano. Segreti che non raccontavano a nessuno, segreti che indurivano i loro sguardi se si faceva la domanda sbagliata.”

Pagine: 448

Acquistalo subito: Ossessione

Editore: Fanucci
Collana: TimeCrime
Data di uscita: 26 Ottobre

Prezzo: € 18,00
Pagine: 448

Naomi Bowes ha perso la sua innocenza il giorno in cui ha seguito il padre nel bosco, scoprendo la portata degli orribili crimini commessi dall’uomo. Da allora la felicità per lei è un lontano ricordo. Col passare degli anni, però, è riuscita ad andare avanti e a ricostruirsi una nuova vita a chilometri di distanza da tutto ciò che rappresenta il suo passato. Oggi è una fotografa di successo e vive, sotto il nome di Naomi Carson, in una vecchia casa disordinata, il luogo perfetto per un’esistenza anonima e silenziosa. Grazie all’aiuto dei gentili abitanti di Sunrise Cove, in particolare del determinato Xander Keaton, Naomi riuscirà a poco a poco ad abbattere ogni muro e liberarsi della solitudine che da sempre la accompagna. Uno spiraglio di luce e speranza farà capolino nella sua vita, insieme alla voglia di poter vivere come ha sempre desiderato. Ma le colpe di suo padre rischiano di diventare un’ossessione: in città, qualcuno conosce i suoi segreti e a Naomi non resta che scoprire l’identità del proprio persecutore prima che sia troppo tardi…

 

Source: Pinterest

“Tutto questo era solo un brutto sogno. Non c’era nessuna vecchia cella sotterranea puzzolente di muschio e piscio e di peggio, nessuna donna, nessun uomo dall’aria feroce. Si sarebbe svegliata nel suo letto, e il temporale avrebbe acquietato tutto.”

Quale miglior modo per cominciare la settimana se non con un bel thriller? Il protagonista di questo lunedì gelido è “Ossessione”di Nora Roberts, pubblicato da Time Crime.

Questo è il primo romanzo che leggo dell’autrice. Dopo aver finito di leggere “Ossessione” posso dirlo, come primo approccio, non è stato affatto male.

Nora Roberts sceglie di raccontare la macabra storia della famiglia Bowes attraverso gli occhi della figlia dell’assassino, un punto di vista curioso quanto straziante. Lentamente si assiste allo sfasciarsi di una famiglia che sembrava tanto felice ma soprattutto unita.

Questa sua scelta è indubbiamente uno dei punti forti del romanzo, spesso e volentieri non vediamo mai chi si trova dall’altra parte, ma solo la caccia all’assassino e le sue vittime. Nessuno sa dell’inferno nel quale vivono le famiglie dei serial killer, la stampa, l’odio delle persone e le vittime sulla coscienza, che portano ogni membro a vivere una vita in bilico fra orrore e paura. 

Altro punto forte è il suo stile. Non si sofferma mai a descrivere solo in superficie ciò che provano i suoi personaggi, ma scava a fondo della psiche umana, facendo emergere ogni singolo dubbio e paura di ognuno di loro. C’è chi è più fragile e chi più combattivo, ma anche chi teme di avvicinare qualcuno per paura che gli orrori del passato tornino a fare visita nel presente.

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“Naomi guardò la casa allontanarsi dal finestrino, e avvertì un forte strappo. […] Un nuovo look, pensò, un posto nuovo, un nuovo inizio. Non si sarebbe voltata indietro.”

Naomi Bowes aveva solo undici anni quando scoprì il lato oscuro di suo padre, quello di un assassino seriale, che dietro la maschera da padre protettivo e severo, continuava a commettere crimini sotto il naso della sua famiglia. Scoprire che in quella botola si nascondeva la sua tana degli orrori è stato un grave shock per la piccola Bowes, che nonostante sia riuscita a salvare la sua ultima vittima, è rimasta bloccata in un limbo di disperazione e paura.

Termini come stupro e tortura diventano il suo pane quotidiano, duro da masticare. Gli interrogatori con la polizia e l’FBI la costringono a rivivere l’orrore, ma ciò nonostante Naomi non si ferma, vuole che suo padre abbia quello che merita per aver rovinato la sua famiglia.

Sua madre non riesce a credere alle parole di sua figlia, quelle che descrivono suo marito come un mostro. In quattordici anni di matrimonio non ha mai avuto neanche il minimo sospetto di quello che stava succedendo.

La vita della famiglia Bowes si trasforma in un incubo ad occhi aperti. Prima le voci, poi le insinuazioni, in breve tempo tutti sapevano cos’era successo e che a mettere fine a quest’orribile dramma fosse niente di meno che la figlia.

Per gli Bowes comincia una fase delicata della loro esistenza. Si trasferiscono prima a Washington a casa del fratello della madre, ma qui la loro vita non migliora. La signora Bowes è fedele e devota a suo marito e questo gli permette di avere una certa influenza su di lei, metterlo al primo posto e rovinare la copertura della sua famiglia e la possibilità di ricominciare da capo.

L’incubo ritorna. I mass media tornano come avvoltoi a finire le loro vecchie prede, in poco tempo si torna a parlare del caso, di film e persino di un romanzo sul caso Bowes.

Naomi Carson torna ad essere una Bowes per colpa di sua madre, sempre più accecata dalle manipolazioni di suo marito. Per la famiglia Bowes è tempo di cambiare vita e trasferirsi altrove. Nuovo posto, vita nuova.

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“Conosceva quelle strade. Conosceva quel camion. Quando l’uomo svoltò nei boschi, procedendo a sobbalzi su una strada sterrata, Naomi sentì quel peso opprimente al petto.”

Crescendo Naomi scoprirà che la vita non è per niente come la dipingono i registi di Hollywood, la sua è sempre stata un costante incubo dal quale non riesce a svegliarsi. Vivere nell’ombra con la consapevolezza di non poter spiccare costringe la ragazza a vivere guardandosi sempre alle spalle per paura che gli altri scoprano il segreto della sua famiglia.

New York sembrava la città perfetta, il nuovo capitolo che stava aspettando di scrivere, ma appena comincia ad abbassare la guardia, l’incubo ricomincia. Questa volta è un film a tormentare nuovamente la sua famiglia, “La figlia del male”, lungometraggio che dipinge Naomi come la paladina che ha messo alle strette il demonio di suo padre, ma è questa la parte che odia, essere descritta solo come una eroina quando in realtà c’è molto di più dietro la sua storia.

La depressione di sua madre torna a farsi presente, tormentando nuovamente la loro felicità ed equilibrio raggiunto. Ciò che avevano conquistato sfuma ancora prima di poterlo assaporare come vorrebbero.

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Chi avrebbe potuto biasimarla se voleva aggrapparsi a quella relazione per tutto il tempo che sarebbe durata?

Rivivere l’incubo nuovamente anche a New York la porta a chiudersi nuovamente a riccio, lasciando il mondo fuori e tornando a guardarsi le spalle come faceva un tempo. Nessuna relazione, niente amici. Si fida soltanto dei suoi zii e di suo fratello ed è questo che la porta a scegliere una nuova casa dove ricominciare, un posto dove sentirsi Naomi, una donna qualunque alla ricerca di un nido dove dedicarsi alla sua più grande passione: la fotografia.

Sunrise Cove è il luogo perfetto, una cittadina fuori dal mondo dove tutti conoscono tutti, ma la sua nuova dimora è isolata rispetto al paesino ed è su questo che conta Naomi, sulla possibilità di fuggire da tutti loro, restandosene dentro la sua bolla.

La sua bolla scoppia nel momento in cui conosce Kevin, il muratore che la sta aiutando a mettere a nuovo la sua attuale dimora, e la sua famiglia, diventandone dipendente. La sua sicurezza vacilla però quando incontra Xander Keaton, il meccanico, uomo da cui è attratta e anche se cerca di stargli lontano, non può ignorare cosa sente, anzi cosa sentono entrambi.

L’equilibrio ritrovato a Sunrise Cove viene minato nuovamente dal suo passato e credetemi, sarà solo l’inizio del suo incubo che ritorna.

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Quelle albe erano diventate una consuetudine. Buffo quanto era stato facile abituarsi a quelle e perdere l’abitudine di dormire e svegliarsi a casa sua.

Nora Roberts ha una prosa accattivante nel descrivere Naomi, divisa fra il suo passato e che rifiuta il suo presente, nascondendosi da chiunque si avvicini quel minimo per poter scoprire le sue origini.

Alla fine Naomi è diventata la figlia del male, quella che cercava di evitare, permettendo a suo padre di controllare, anche se in minima parte, il suo futuro. Il passato non si può nascondere semplicemente sotto lo zerbino, prima o poi torna a presentare il conto ed è per questo motivo che fuggire non aiuta.

La protagonista del suo romanzo è una donna che si è costruita a suon di cicatrici aperte e richiuse in continuazione, ma che ciò nonostante cerca di emergere.

La paura ci tiene allerta dai pericoli, tirando fuori il nostro lato da predatori, ma è anche vero che è altrettanto paralizzante vivere nel terrore. Naomi imparerà a rialzarsi anche quando le sembrerà impossibile, questo a dimostrazione che sappiamo lottare, anche nei momenti più difficili, quando abbiamo qualcosa o qualcuno da perdere. L’amore ci renderà ciechi, ma quando amiamo qualcuno sappiamo tirare fuori una grande forza.

Ho adorato il modo in cui ha sviluppato la storia, senza mai tralasciare alcun dettaglio. Naomi viene scandita nelle varie fasi della sua vita, tenendo conto dei pro e i contro delle decisioni che lei stessa prendeva. Nessun pensiero ci è oscuro, siamo costantemente immersi nelle sue riflessioni e le sue paure. Naomi Bowes o meglio, Carson, è una donna prudente, che nonostante tutto non ha potuto resistere alle sue pulsioni e assaporare un momento di felicità. A quale prezzo, però?

 “Ossessione” è un’altalena emotiva, dove i sentimenti fluiscono fra le pagine, regalando a chi legge una storia avvincente dal retrogusto amaro che però dona quella scintilla di speranza sufficiente ad accendere l’animo di chi legge.

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