Old but gold: La metamorfosi di Kafka | a cura di Anaëlle

A cura di Anaëlle

 

 

METAMORFOSI

«Le zampine di Gregor ronzavano quasi, quando si avviò a mangiare. Le sue ferite dovevano del resto esser già rimarginate poiché non sentiva più nessun impedimento; n’era anzi stupito, e si ricordò che un mese prima si era fatto col coltello un piccolo taglio al dito, e che ancora due giorni innanzi la ferita gli doleva abbastanza. Sarei dunque ora meno sensibile? pensò, e già stava succhiando ingordamente il formaggio, verso il quale s’era sentito attrarre con violenza più che verso tutti gli altri cibi. A rapide boccate e con lacrime di soddisfazione divorò i legumi e la salsa; i cibi freschi invece non gli piacevano: non poteva neppure sopportarne l’odore e anzi trascinava un po’ lontano quelli che preferiva.»

La biblioteca del mio vecchio liceo non aveva a disposizione moltissimi libri ma quelli di cui era fornita erano delle vere perle indimenticabili. Ho imparato ad apprezzare molti autori di cui prima ero all’oscuro e per questo sono grata alla bibliotecaria, che si faceva in quattro per me, stando dietro alle mie paturnie mentali, consigliandomi quelli che sono tuttora i miei romanzi preferiti. Come avrete capito dal titolo uno di quei libri che mi consigliò fu proprio un racconto di Kafka. Dopo aver letto un frammento tratto dal suo romanzo “Il processo” ero già incuriosita così quando mi porse questa “briciola” rimasi affascinata dallo stile e dall’intensità della narrazione dell’autore.
La vicenda ruota attorno a Gregor Samsa, un umile lavoratore, che una mattina, risvegliandosi, scopre malincuore di essersi trasformato in qualcosa di insulso e disgustoso: uno scarafaggio. Come sia retrocesso a tale stato resterà un dubbio per tutta la durata del racconto, le tematiche che invece affioreranno sono la spersonalizzazione dell’individuo, il senso di angoscia provato dal protagonista e il rapporto problematico padre-figlio, tipico delle narrazioni di Kafka. Non voglio entrare nei dettagli per permettervi di leggere il racconto senza troppi spoiler, anche se dubito che qualcuno non sia a conoscenza di questo libro. A scuola dopotutto viene citato spesso, mai dire mai però (aboliamo gli spoiler!).
Attraverso la condizione ripugnante del signor Samsa viene sottolineato quanto sia difficile per i parenti instaurare con lui un rapporto quando vengono a conoscenza della sua metamorfosi. È risaputo che temiamo ciò che non conosciamo ed è proprio qui che vuole venire a parare l’autore, evidenziando quanto il diverso venga tragicamente condannato dalla società per essere appunto fuori dai suoi standard. Il diverso, qui sotto sembianze di insetto, è un elemento del tutto attuale, una problematica che siamo destinati a combattere ogni giorno nelle nostre piccole battaglie. Kafka utilizza un’ambiente familiare per criticare l’intera società i cui valori, al tempo, erano guadagno e potere. Non è forse anche questo una problematica odierna?
Pubblicato nel 1915, il racconto, ha tutte le carte in regola per fornirci spunti di riflessione su ciò che accade oggigiorno. Dunque è per questo che ve lo consiglio.  Se potessi valutarlo gli darei cinque libricini aperti, è stato davvero un racconto che ho divorato e dal quale sono rimasta affascinata. Mi è servito per avvicinarmi all’autore e conoscerlo meglio, non me ne pento affatto e spero che anche a voi piaccia.

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