Paper Thrills #3: Era il mio migliore amico di Gilly Macmillan

Certe volte è difficile impedire all’infelicità altrui di infilartisi nelle ossa.

 

Pagine: 336

Acquistalo subito: Era il mio migliore amico

Editore: Newton Compton Editori
Collana: Thriller
Data di uscita: 9 Novembre
Prezzo: € 2,99

Prezzo: € 10,00
Pagine: 336

Noah Sadler e Abdi Mahad sono due amici inseparabili. Per questo motivo, quando il corpo di Noah viene trovato in un canale di Bristol, il silenzio di Abdi è inspiegabile. Perché non parla? Il detective Jim Clemo è appena tornato dopo un congedo forzato che l’ha allontanato dal suo ultimo caso e la morte di Noah sembra l’incidente perfetto con cui tenerlo occupato. Ma ben presto quello che sembrava un gioco tra ragazzi finito molto male si trasforma in un caso che accende il dibattito pubblico: Noah è inglese, Abdi un rifugiato somalo. La tensione sociale, la paura e la rabbia cieca degenerano velocemente a Bristol, mentre le due famiglie combattono per ottenere le risposte che cercano. Non sanno quanto sarà lunga la strada per capire che cosa è successo davvero, né sono preparate all’orrore che dovranno affrontare. Perché la verità spesso può fare molto male…

 

 

Sono in un limbo in attesa che Abdi parli. È la sola cosa che conta. l’attesa è disorientante e paurosa.

Oggi parliamo di un romanzo che arriverà il 9 novembre nelle nostre librerie, si tratta di “Era il mio migliore amico” di Gilly Macmillan, edito da Newton Compton.

Ero entusiasta del ritorno dell’autrice in libreria, il suo precedente romanzo mi aveva incuriosita al punto da attendere con impazienza che si ripresentasse con una nuova storia.

Gilly Macmillan riesce, come sempre, a raccontare una storia difficile rendendola il più realista possibile e muovendo sulla scena personaggi tratteggiati abilmente, alternando i punti di vista e passando con maestria dalla terza alla prima persona, senza appesantire la narrazione.

Questo romanzo non punta il tutto per tutto solo sulla suspense ma cerca di dipingere un quadro più ampio e realistico, mostrando quanto spesso sia l’apparenza ad ingannare e ad alimentare voci che ne portano ad altre e altre ancora, distorcendo la verità e trasformando una situazione in qualcosa di molto più grave. La società in quei casi sembra indossare un paraocchi fatto di pregiudizi e di odio insensato.

Non sarebbe semplicemente giusto per un ragazzo che è stato acccalappiato in quel modo nella vita di un’altra persona e che deve affrontare la scoperta che il proprio mondo è un posto di gran lunga più difficile e complicato di quel che immaginava.

Noah e Abdi sono migliori amici, due persone diverse che in qualche modo sono riusciti a trovare un’intensa che va oltre le semplici convenzioni sociali e l’apparenza. Noah è il classico ragazzo inglese di famiglia benestante mentre Abdi proviene dalla Somalia, da un campo di rifugiati che ora cercano di andare avanti e rifarsi una vita.

La vita di Abdi viene scombussolata dal ritrovamento del cadavere del suo migliore amico nel canale, lasciando in uno stato di shock profondo da non riuscire neanche a parlare. Il suo silenzio spaventa la sua famiglia che non riesce a capacitarsi del mutismo selettivo del ragazzo, ogni tentativo di invogliarlo a raccontare cosa sia successa la sera della morte di Noah sfuma nel silenzio di Abdi.

Jim Clemo torna in azione dopo il caso di Ben Finch, una dura prova che lo ha spinto ad allontanarsi per diversi mesi, ma ora che il dipartimento di Investigazioni Criminali è pronto ad accoglierlo, si rende conto che qualcosa è cambiato. E non si tratta solo del budget ridotto, anche i suoi colleghi e superiori lo guardano in maniera diversa, come se di lì a poco potesse spezzarsi, per questo motivo gli viene assegnato il caso di Noah Sadler su cui lavorare, insieme al detective Woodley.

Il caso di Noah Sandler sembra semplice. Un ragazzo caduto nel canale e il suo amico somalo è l’unico testimone, ma quando le voci cominciano a girare, la faccenda diventa più complessa. Pur non avendo prove sulla colpevolezza di Abdi, le persone cominciano a nutrire il sospetto che sia stato l’amico ad uccidere Noah per via della sua etnia e cultura. Sebbene non siano ancora chiare le dinamiche dei fatti, l’opinione pubblica ha già trovato il suo colpevole, quello a cui è più facile attribuire una colpa.

Il silenzio di Abdi non aiuta a cambiare la situazione. Più resta in silenzio, più appare colpevole, firmando la sua stessa condanna.

Si era abituata al dolore di vedere Noah lottare in preda al suo male. Riteneva di avere le forze necessarie ad aiutarlo fino alla fine, di essere pronta meglio di chiunque ad affrontare una prova come quella.

Era da tempo che Noah Sandler combatteva con il cancro, ma solo in pochi erano a conoscenza di questo particolare, di conseguenza non potevano sapere quanto soffrisse il ragazzo a guardarsi allo specchio e vedersi consumare dal suo male, lo stesso che non faceva che addolorare la sua famiglia e le persone a lui care.

Noah aveva paura di arrivare al momento degli addii ed è per questa ragione che ha scelto una scorciatoia alla sofferenza.

Gilly Macmillan racconta una storia toccante, arricchendola di elementi realistici, la storia di Noah e Abdi potrebbe essere una storia qualunque, ma in questo romanzo diventa importante quasi come se si trasformasse nella chiave di lettura principale indispensabile per decifrare tutto il resto.

Se vi aspettate la classica caccia al serial killer carica di tensione vi posso dire che questo non è il romanzo per voi, in quanto, come ho già detto, Gilly Macmillan questa volta ha scelto di navigare controcorrente e raccontare qualcosa di diverso. Un caso che può apparire scontato in realtà diventa l’esempio perfetto per raccontare quanto sia difficile convivere con una malattia che ti consuma giorno dopo giorno, il cui modo per combatterla non per molti è lottare, ci sono quelle persone che non ci riescono e che preferiscono tagliare il male alla radice, lasciando lo stesso un vuoto nel cuore dei loro cari.

“Era il mio migliore amico” è un romanzo intenso e carico di significato, una storia diversa dalle solite che funge da pretesto per comprendere che bisogna andare oltre le apparenze, scavando sempre a fondo e ascoltando le due parti della storia perché spesso sono queste due estremità ad aiutare a mettere insieme i tasselli.

 

Lascia un commento
Precedente A tu per tu con Arizona Rosss Successivo A caccia con Lea – Pancia in dentro e naso in fuori: Missione #3
  • Sara Zannoli

    amo *-*
    non vedo l’ora di leggerlo!