Recensione: The Party di Tomi Ungerer (Edizioni Clichy)

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The Party di Tomi Ungerer

Dettagli:

  • Titolo originale:  The Party
  • Genere: Libro d’Arte
  • Editore: Edizioni Clichy
  • Collana: Beaubourg
  • Pagine: 160
  • Prezzo: € 19,00

Il Libro – Trama:

In questo libro Tomi Ungerer critica con ferocità i partecipanti a una serata mondana newyorkese che si svolge durante gli anni Sessanta, un ambiente in cui Ungerer era stato introdotto. Nei disegni tracciati con la china, accompagnati da didascalie in cui i nomi dei partecipanti sono a malapena deformati, Ungerer dipinge un ambiente dalla morale ipocrita e superficiale.
Con l’aiuto di quel tipo di satira che fa capo a Grandville e che Georg Grosz ha egualmente portato avanti, Ungerer affibbia ai suoi personaggi delle appendici animali e li trasforma in mostri, come quell’uomo, «Mr Gideon Milton Rotlieb», vestito d’un costume la cui testa è ornata da terrificanti mandibole d’insetto.

Recensione:

Inizio col dire che questo libro mi ha affascinato dalla prima volta che l’ho sfogliato, sia perché ha una stretta connessione con un tema che mi sta particolarmente a cuore sia perché più che un libro è un’opera d’arte.

Questo libro illustrato è stato inedito in Italia fino ad ora, sebbene nel 1966 ne fu pubblicata una versione semi clandestina che però non riuscì ad arrivare fino a noi.

Tomi Ungerer in questo libro illustrato tratta un tema tanto spinoso oggi quanto nel periodo storico in cui fu creato, ovvero la mostruosità che si cela dietro le persone. Personalmente ho sentito il pensiero dell’autore molto vicino al mio in quanto io stesso nelle mie illustrazioni cerco di tirare fuori dall’animo umano ogni sorta di mostruosità che lo caratterizza. Tomi Ungerer in questo caso ha scelto come bersaglio la classe sociale più elevata, quella dell’alta società newyorkese del 1966, illustrando la sfilata degli ospiti di un party e mostrando sulla loro pelle tutto il marcio che portano dentro.
Concetti simili sono già stati espressi nel mondo dell’arte come fece ad esempio Francisco Goya con i suoi Disastri della Guerra, dove mostrava i disastri causati dalla cupidigia e dalla malvagità umane in guerra e il divario fra chi soffre e muore di stenti e chi, invece ha troppo dopo la fine del conflitto.
Nel caso di The Party, invece, non è stato necessario mostrare questo divario sociale perché le azioni degli invitati parlano da sole.
Questi abietti individui sono mostruosità in carne ed ossa, ognuno con le proprie perversioni e ognuno con i propri difetti, come la donna che al posto della sua borsetta porta al braccio i testicoli di suo marito, mentre lui la tiene per l’intestino, come a simulare un rapporto coniugale totalmente basato sul ricatto reciproco.
In generale nel libro le donne vengono presentate come predatrici, ma allo stesso tempo schiave degli uomini e delle loro orribili deformazioni fisiche.
Una delle illustrazioni che più mi ha colpito è stata quella del tavolo da biliardo, dove le donne offrono i loro seni come palle da gioco agli uomini che non vedono l’ora di giocarci. Questo e molto altro dimostra quanto le persone siano deboli, all’apparenza perfette e in sostanza orribili.
Questa metafora ahimè non è passata di moda, infatti basta osservare il mondo moderno per capire che la mela non è caduta lontana dall’albero. Tomi Ungerer è quindi riuscito a cogliere ogni sfumatura di questi mostri mondani e l’ha riversata nelle sue illustrazioni mostrandoci quanto sia grande la depravazione umana.

Per quanto mi riguarda questo è un libro immancabile per tutti gli appassionati di illustrazioni e consiglio a tutti di leggerlo e riflettere, guardando con attenzione i dettagli dei fantastici disegni che lo compongono.

Stamberga - Voto 5

Note sull’autore – Tomi Ungerer:

Tomi Ungerer (Strasburgo, 28 novembre 1931) è uno scrittore e illustratore francese.

È conosciuto soprattutto per i suoi libri per l’infanzia, illustrati da lui stesso, nonché per le sue illustrazioni erotiche. Nel 1998 ha vinto il Premio Hans Christian Andersen per il miglior illustratore, nel 2002 ha vinto l’italiano premio Andersen per il migliore autore.

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