Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry: L’essenziale è invisibile agli occhi

Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry

“Il Piccolo Principe” è la storia dell’incontro in mezzo al deserto tra un aviatore e un buffo ometto vestito da principe che è arrivato sulla Terra dallo spazio. Ma c’è molto di più di una semplice amicizia in questo libro surreale, filosofico e magico. C’è la saggezza di chi guarda le cose con occhi puri, la voce dei sentimenti che parla la lingua universale, e una sincera e naturale voglia di autenticità. Perché la bellezza, quando non è filtrata dai pregiudizi, riesce ad arrivare fino al cuore dei bambini, ma anche a quello degli adulti che hanno perso la capacità di ascoltare davvero.

 

A distanza di anni, “Le petit prince”, resta uno dei miei romanzi preferiti.

Cosa non dire che non stia stata già detta su “Il piccolo principe“?

Questa è la parte più difficile, parlare di un romanzo che mi sta particolarmente a cuore e descriverlo, cercando di restare il quanto più possibile ancorata a terra, evitando inutili digressioni. Per questo motivo, ho deciso di non fare una recensione ma di dedicare al libro un semplice articolo.

A distanza di anni, “Le petit prince”, resta uno dei miei romanzi preferiti, quello che leggo e rileggo sempre.

 

 

Antoine de Saint-Exupéry

De Saint-Exupéry consegue il brevetto di pilota per gli aerei civili nel 1921, in seguito per quelli militari, portando avanti così il suo sogno di diventare aviatore e tutto questo mentre si dedicava anche alla scrittura. Vi ricordo il suo primo racconto “L’aviatore” pubblicato nel 1926. Lo scrittore sorvola i cieli fino al 1938, quando le sue ali furono tarpate, a causa di un’incidente aereo. Durante la convalescenza continua a scrivere, ma quando decide di arruolarsi nel 1939 viene dichiarato non idoneo. Riuscendo ad ottenere un posto nel gruppo di ricognizione aerea 2/33 riesce a compiere imprese pericolose, narrate nel suo “Pilota di Guerra” del 1942. Nonostante i divieti, nel 1944, torna a sfidare i cieli per effetturare una missione dalla quale non farà ritorno e per questo motivo verrà dato per disperso.

 

L’elefante ingoiato da un boa non è altro che un semplice cappello agli occhi di qualsiasi adulto.

Questa premessa è importante per potervi parlare del libro. Perchè? Per le forti analogie tra realtà e fantasia.

“Il piccolo principe” è un romanzo autobiografico e possiamo considerarlo come evoluzione dello scrittore stesso. Come il narratore, l’aviatore, anche lo scrittore è stato vittima di un grave incidente che ha compromesso la sua abilità a pilotare. Il bambino che si presenta davanti a lui, il piccolo principe, non è altro che un’altra sfumatura di Exupéry stesso, scoraggiato da tutti gli adulti a coltivare la sua passione per l’arte perchè era sciocca e priva di significato. L’elefante ingoiato da un boa non è altro che un semplice cappello agli occhi di qualsiasi adulto.

 

Non c’è più tempo per i sogni, non c’è più tempo per sperare.

Ogni realtà incontrata dal principe diventa complessa da capire quando si comincia a guardarla con gli occhi di una persona adulta, poichè tendiamo ad abbracciare il lume piuttosto che continuare a sognare come facevamo da infanti. Non c’è più tempo per i sogni, non c’è più tempo per sperare. Tic, toc… tic, toc. Le lancette segnano lo scandire del tempo e questo significa lavoro, compiti, esami. Quando è stata l’ultima volta che ci siamo soffermati ad ammirare il sorgere di un nuovo giorno o a perderci tra i colori di un bellissimo tramonto? Ditemi, quando abbiamo smesso di raccontare, parlare o abbiamo perso tutte quelle piccole cose che un tempo adoravamo e che ora non sono altro che “stupidaggini” perchè siamo troppo grandi per stare loro dietro?

 

Il piccolo principe” è un’insieme di principi e valori

Il suo libro diventa una testimonianza da lasciare in eredità ai posteri. Non so se questa fosse l’intenzione dell’autore, ma posso affermare che “Il piccolo principe” è un’insieme di principi e valori accantonati ai nostri giorni, insegnamenti che dovrebbero essere tramandati da generazione in generazione. L’essenzialità delle piccole cose, l’amicizia, il rispetto, l’affetto per gli altri esseri viventi, l’importanza che la fiducia va conquistata e non è qualcosa data per scontato, la solitudine che comporta il non potersi aprire con le persone, sono alcuni dei temi che possiamo trovare in questo diamante grezzo letterario, importanti per crescere senza dimenticare l’infante che è ancora dentro di noi, sopito da tutto quel ragionare e che non vede l’ora di emergere. Ogni volta che un ricordo riaffiora, che un vecchio gioccatolo viene riportato alla luce, ci avete fatto mai caso, quanto faccia bene al cuore ricordare com’erano belli i tempi in cui si era ancora bambini?

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