La tartaruga rossa di Michaël Dudok de Wit | Recensione di Sandy

“Ehi!”

IL FILM

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Dopo un naufragio su un’isola tropicale popolata da tartarughe ed uccelli esotici, un uomo si trova a combattere per la sopravvivenza. Tenta più volte di fuggire dall’isola con una zattera da lui costruita, ma tutte le volte è ostacolato da una creatura sottomarina, una grande tartaruga rossa. Quando finalmente l’uomo ha il sopravvento sulla tartaruga, che è abbandonata sulla spiaggia a morire, compare sull’isola una donna misteriosa. Come due nuovi Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre, l’uomo e la ragazza iniziano una vita tranquilla allietata dopo breve tempo dalla nascita di un figlio. Passano gli anni e quando il ragazzo è ormai adolescente, sull’isola si abbatte uno tsunami che distrugge gran parte della vegetazione. La madre si salva anche se ferita ad una gamba, ma il padre è trascinato al largo dalle acque ed è solo con l’aiuto di suo figlio, a sua volta aiutato da tre grandi tartarughe, che riesce a raggiungere a fatica l’isola. Passano ancora alcuni anni e il ragazzo, ormai diventato adulto, saluta i genitori e abbandona l’isola, accompagnato sempre dalle tre grandi tartarughe. L’uomo e la donna restano quindi di nuovo soli sulla loro isola, gli anni passano e i loro capelli, da scuri diventano grigi e poi bianchi, fino a che una mattina l’uomo non si risveglia più dal suo sonno. Dopo aver salutato per l’ultima volta il compagno di una vita, la grande tartaruga rossa, in cui si è di nuovo trasformata la donna, si avvia lentamente verso il mare da cui era venuta.

Let’s talk about “La tortue rouge”

Oggi finalmente torniamo a parlare di film con il capolavoro d’animazione di Michaël Dudok de Wit “La tartaruga rossa”.

Questo lungometraggio non è come gli altri d’animazione che sono sbarcati sul grande schermo. Il regista sceglie il silenzio per raccontare la storia del naufrago approdato sull’isola. Sono i rumori della natura la vera colonna sonora del film, il rumore delle onde, il canto degli uccelli, il fruscio, ogni singolo campione rende il film vivo: un mosaico di suoni e colori che lasciano senza fiato lo spettatore. De Wit celebra la vita servendosi di un uomo, un piccolo granello di sabbia nell’universo.

Il protagonista di questa storia è un uomo, naufragato su un’isola misteriosa, a seguito di un’incidente. Il suo obiettivo è quello di costruire una zattera abbastanza resistente per poter lasciare il luogo, ma viene costantemente ostacolato da una grossa tartaruga rossa. Superare un ostacolo nella vita non è mai facile, in special modo quando continua a ripresentarsi e ci induce a perdere le speranze. Spesso combattere non serve a nulla, ma alcune volte, è grazie a quel intoppo che accade l’inaspettato. Nel caso del protagonista la tartaruga si trasforma nella sua compagna di avventure, in senso letterale. Quel legame profondo che si instaura genera vita nuova, una vita destinata a crescere imparando dalle figure di riferimento.

La tartaruga rossa racconta quindi l’evoluzione dell’uomo, che da essere individualista ed egoista si apre alla comunità, accoglie un altro essere vivente che da ostacolo si trasforma in supporto. De Wit però non si sofferma solo su questo, va oltre, ci mostra le varie fasi della vita, un clico continuo che non risparmia nessuno. Nasciamo, cresciamo, ci riproduciamo e moriamo, tramando ai nostri discendenti tradizioni e insegnamenti utili affinché possano continuare a vivere, ma queste nozioni non devono ancorarli al ricordo di chi veniva prima di loro, ma devono essere d’ispirazione affinché trovino la loro strada.

Amo i film d’animazione che non si limitano a farcire i bambini/ragazzi di false speranze, di quel lieto fine che non sempre è facilmente realizzabile, ma che li mette di fronte alla dura e cruda realtà, come “Kubo e la spada magica” o i lungometraggi del grande Miyazaki. Vivere non è un musical in cui illustrazione si fonde a musica, è qualcosa di più difficile che prima o poi ci costringe a fare delle scelte che spesso e volentieri non sono semplici da prendere.
“La tartaruga rossa” è un film destinato agli adulti, a coloro che apprezzano la poeticità di una storia ricca di fascino dentro al quale si respira un significato che va oltre la semplice bellezza di un disegno ben realizzato o una colonna sonora abilmente composta.

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