Recensione: Il gatto copione di Ali Pye (DeAgostini)

“Quando Anna gioca con l”hula-hoop… anche Bella vorrebbe giocarci, proprio come Anna.”

 

Una commovente storia sul valore dell’amicizia

Bella vuole essere tale e quale alla sua più grande amica Anna, perciò copia tutto quello fa. Ma Anna non ne può più… e sbotta! Una storia di amicizia, divertente e piena di buoni sentimenti, per far capire ai più piccini che volersi bene vuol dire anche accettare tutti gli aspetti della persona (o micia) che amiamo.

Bentornati sulla Stamberga, oggi vi parlerò de “Il gatto copione” di Ali Pye, un simpatico libro illustrato per bambini, pubblicato da DeAgostini, che ci insegna che nella vita bisogna accettarsi per quello che si è, imparando a condividere sè stessi con gli altri.

Ali Pye si serve di due simpatici micetti per raccontarci una storia, quella che è stata di ognuno di noi e di qualcuno che sta cominciando a viverla adesso. Quando si è bambini è facile stringere amicizia, basta un gesto spontaneo per trasformare un nemico in amico, ma succede anche che i nuovi amichetti si stufino di noi ed è per questo motivo che bisogna sempre superarsi, dimostrare di essere originali e sempre ricchi di fantasia. 

In questo caso Bella, per farsi accettare da Anna, inizia a copiare tutto ciò che fa la sua amica. Una volta prova a giocare con l’hula-hoop proprio come fa Anna, ma non è brava quanto lei, un’altra volta ancora ha provato a danzare ma non ci è riuscita. Un’altra volta ancora ha provato a fare la piratessa, ma Anna sembrava un vero buccaniere, mentre Bella ha fatto la figura del mozzo, però la parte più difficile è arrivata quando le due micette hanno deciso di giocare a fare le principesse e la corona era soltanto una. Anna stufa di vedersi copiare dalla sua amica decide di allontanarla e per compensare la sua mancanza Bella impara a saltare con la corda e a sua volta lo insegna a Chloe. Così sia Anna che Bella imparano una lezione importante: bisogna imparare ad accettare sè stessi, comprendendo i propri limiti ma allo stesso tempo bisogna imparare anche a sfruttare al meglio le proprio potenzialità e a condividerle con gli altri per poter lasciare una traccia nel mondo.

Le nostre esperienze possono arricchire altre persone e a loro volta le loro possono completare noi. Ali Pye insegna in una maniera semplice ed efficace che si può essere una principessa anche senza corona, infatti ognuno di noi è speciale ed unico a modo suo. Non importa quanto siano bravi gli altri conta soltanto accettare i propri limiti e scegliere la propria strada senza farsi influenzare dal giudizio altrui. 

Quando si è bambini il giudizio dei compagni è importante, si impara subito che cosa sia la rivalità, i bambini si sfidano in ogni cosa, dal mangiare le formiche fino all’arrampicarsi sugli alberi e tutto questo lo fanno soltanto per dimostrare qualcosa, come se si sentissero sempre in obbligo di sfoggiare le proprie abilità e dimostrarsi all’altezza della situazione.

Probabilmente questo deriva soprattutto dall’influenza che gli adulti hanno sui bambini, infatti chissà quante volte sentono i propri genitori litigare fra loro per qualsiasi cosa o con qualche vicino per altri sciocchi motivi. I bambini percepiscono queste liti come lotte per la supremazia e imparano, sbagliando, che dimostrarsi superiori agli altri è sempre giusto. Questo mi fa pensare che ancora una volta questo non è solo un libro per bambini, ma una vera e propria lezione di vita per tutti quanti.

Le rivalità esistono, ma bisogna sempre ricordarsi che un legame come l’amicizia è importante, più di una corona o del saltare bene la corda ed è su questo che fa leva il libro illustrato dell’autrice.  Sicuramente la lezione più importante che noi adulti dobbiamo apprendere da questo libro è che, a volte, invidiare gli altri è solo fonte di malessere, sia personale che delle persone che ci circondano e dalle quali magari invidiamo ciò che hanno e che fanno, dimenticandoci che anche noi nel nostro piccolo siamo in grado di fare cose che gli altri ci invidiano. Allora vi lascio con una domanda: e se la smettessimo di invidiarci a vicenda e invece provassimo a migliorarci l’un l’altro?

Buona Lettura!

 

 

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