Let’s talk about: La metà che manca di Graham Jackson

Instagram: @brivididicarta | @stambergadinchiostro

Dicono che quando stai per morire ti passi davanti agli occhi la tua intera esistenza. Nessuno, però, deve aver detto a Dominic Marshall che quei brutali flashback li hai anche quando, di fronte a te vedi un imperbeabile giallo con le rane alleggiare inerme sull’acqua.

Pagine: 319

Acquistalo subito: La metà che manca

Editore: Lettere Animate
Collana: Thriller

Data di uscita: 21 Aprile 2017
Prezzo: € 12,90
ISBN: 
978-8868828578

La metà che manca inizia quando ancora non c’è niente a mancare e non ci sono frammenti da rimettere insieme. Il 23 ottobre del 1993 Zoe e Dominic Marshall sono ancora convinti che i casi che risolvono sul campo li immunizzino dal diventare dei bersagli. Ma che succede quando, improvvisamente, si viene travolti dal peggiore degli incubi? Ciò che si annida dentro un crimine innesca un processo che trasforma normalità in mostruosità, mostruosità in normalità. Si può evitare il caos? Si può evitare di annegare nel senso di colpa, cedendo alla disperazione o, peggio, alla follia?«Anna!? ANNA!»Zoe non gli aveva detto che un nome breve l’avrebbe aiutato a non soffocare nel caso in cui la sua bambina fosse scomparsa. È un nome che nasce con lo scopo di essere gridato nei corridoio di una scuola ormai deserta. Dove sei, Anna?

“Da oggi i ricordi si faranno sempre più sbiaditi, in parte offuscati dal dolore. Ed io ho paura, Anna. Temo il momento in cui il ricordo del suono della tua voce sarà meno nitido di ieri.

Source: Pinterest

Oggi vi parlo di un thriller che mi ha piacevolmente colpita, pubblicato l’anno scorso da Lettere Animate, mi riferisco al romanzo di Graham Jackson, “La metà che manca”.

Fra tutte le spiegazioni sulla nascita di Eros presenti nel Simposio di Platone, quella di Aristofane mi è rimasta impressa nella mente. Sarà perché, a differenza degli altri, si serve di un mito diverso per raccontare di Amore.

Stando alle sue parole, in origine, gli uomini erano diversi da quelli attuali, erano esseri dotati di ambe le parti, sia quella femminile che maschile. Questa completezza li aveva spinti a mettersi al di sopra degli dei, per questo motivo Zeus decise di scagliare uno dei suoi fulmini per separare le due parti e da quel momento qualcosa dentro queste creature si è spezzato. Si narra che vagassero alla ricerca della metà mancante per colmare l’enorme vuoto lasciato da essa.

Perché vi dico questo? Leggendo “La metà che manca” ho avuto come l’impressione che Dominic Marshall e Zoe Scott fossero due parti di quella creatura, che, dopo aver subito una grave perdita, cominciano ad allontanarsi quasi come se un fulmine li avesse divisi. La perdita della loro figlia allunga la distanza ormai creata fra di loro e anche se non si incolpano a vicenda, è chiaro che l’uno accusi l’altro per svariate ragioni, fino a quando Dominic non perde il controllo e degenera. La fine del loro matrimonio spinge entrambi su due strade diverse, entrambe sofferte, eppure, nonostante tentino di ricominciare, sentono la mancanza l’uno dell’altra, un po’ come il mito raccontato da Aristofane.

Devo dire che questo è un thriller psicologico che ho decisamente amato perché mette in scena e in maniera esplicita cosa accade ad una famiglia quando viene colpita da una tragedia e il serial killer riesce a sfuggire alla legge. Se aggiungiamo che questa non è una famiglia come le altre, ma appartengono alle forze dell’ordine, avremo un romanzo dalle sfumature cupe dove il dolore, la rabbia e la frustrazione regnano sovrane.

E allora ho capito che se dovesse accadere che il tempo farà scendere un velo sui nostri ricordi, io darò il tuo nome a tutte le cose belle che vedrò. Sarai la risata più dolce che si alzerà tra la folla. I tuoi occhi avranno il colore più intenso tra quelli su cui i miei si poseranno negli anni a venire.

La piccola Anna Marshall scompare un autunno del 1993, lasciando i suoi genitori nel panico. Nessuno che fine abbia fatto, se sia stata rapita o se si sia allontanata da scuola di sua spontanea volontà, magari per un gioco o per inseguire un animaletto. L’unica certezza è che non c’è più, e ciò che univa i suoi genitori sembra essere svanito con lei. Comincia quella delicata fase in cui interrogatori, agenti di polizia e notiziari, invadono la quiete della famiglia, ricordando ogni singolo istante della tragedia, fino al momento in cui Anna viene ritrovata ma non come avrebbero sperato che fosse.

Source: Pinterest

Graham Jackson dipinge in maniera eccezionale il dramma familiare che vivono i protagonisti di questa storia, anche quando a un anno di distanza le cose non migliorano, ma continuano a scivolare sempre più in basso e non c’è modo di risalire. Altro punto a suo favore sono i rapporti della polizia che descrivono in maniera concreta il caso, sembra di avere fra le mani una sceneggiatura vera e propria a cui manca solo di vedere la luce per diventare un buon film.

Sono sempre pignola in fatto di thriller perché è uno dei miei generi preferiti e dei più venduti al mondo, questo significa che fra la miriade di proposte ce ne sono moltissime da filtrare, ma una volta smaltito il superfluo ci si ritrova fra le mani romanzi come questo, che meritano l’attenzione del grande pubblico.  

Lo stile dell’autore è diretto, fa quasi sembrare facile il suo mestiere, come se questa storia si fosse scritta da sé. È un romanzo che scorre veloce, ma senza affrettare i tempi della storia, si evolve, e con essa anche i suoi personaggi, questo permette a chi legge di calarsi a fondo nella narrazione entrando a far parte per davvero di questo gioco di ruoli.

“E nello stesso momento in cui ho desiderato di morire, ho desiderato di vivere.

“De-Selfing” series by Hsin Wang

Come sempre anche questa volta il passato torna a bussare alla porta dei protagonisti e porta con sé sconcertanti verità, rimorsi e terrore, insieme alla certezza che ciò che è successo è irreversibile.

Questo romanzo ruota attorno ad un nucleo fatto di azioni e conseguenze, una sorta di emulazione di ciò che accade dopo aver subito una tragedia. Le emozioni dei personaggi si evolvono assieme agli eventi, progredendo verso un epilogo che sarà influenzato da tutto ciò che è successo, determinando un circolo di causa-effetto che si auto alimenta, ma la conclusione sarà sempre la stessa: Anna non c’è più. Questo non significa che le lancette dell’orologio smettono di girare. Dalle ceneri del dolore di una perdita due persone ci mostrano quanto sia difficile rinascere, ma non che sia impossibile, soprattutto quando in mezzo ci sono amore e determinazione.

“La meta che manca” non è qualcosa che salta subito all’occhio, bensì è tutto ciò che si dà per scontato, qualcosa che è lì ma a cui non si presta attenzione finchè non la si perde.

Lascia un commento
Precedente Assaggino Letterario #7: All’ombra di Julius Successivo The whispering room: Come una libellula di Maria Caparelli