Let’s talk about: Ridere come gli uomini di Fabrizio Altieri

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L’unica cosa che ho sempre invidiato agli uomini è quel saper mostrare i denti senza ringhiare che chiamano “ridere”. La mamma mi spiegò che scoprono i denti per mostrare gioia. Io le dissi che avrei tanto voluto saper ridere anch’io. Ma il padrone nero non mi insegnò a ridere, solo a ringhiare con più cattiveria.”

Pagine: 205

Acquistalo subito: Ridere come gli uomini

Editore: Il Battello a Vapore
Collana: Vortici
Età: Da 11 anni

Data di uscita: Gennaio 2018
Prezzo: € 12,00
Pagine: 205
ISBN:
9788856662849

Wolf è solo un cucciolo quando comincia l’addestramento: in poco tempo i padroni neri ne fanno un’arma infallibile, letale, che si alimenta della paura di chi gli sta accanto. Alla prima occasione Wolf decide di scappare dagli orrori della guerra e da ciò che le SS lo hanno fatto diventare. E per la prima volta incrocia uno sguardo diverso, quello di Donata, una ragazzina con la sindrome di Down che sembra non avere alcuna paura di lui. Anche Donata è in fuga, e insieme a lei c’è suo fratello Francesco. Un’ombra nera e silenziosa li sta inseguendo per i boschi della Toscana, qualcuno che sta cercando Donata.

Mentre si incamminvano verso il bosco si girarono un’ultima volta, e allora la nonna gridò: – Ricordati sempre chi sei.”

Source: Pinterest

Il protagonista di questo freddo pomeriggio è uno degli ultimi libri della collana Vortici de Il Battello a Vapore, si tratta di “Ridere come gli uomini” di Fabrizio Altieri.

Parlarvi di questo romanzo non è semplice perché le parole non saranno mai abbastanza per descrivere tutto ciò che ho provato leggendolo, è stato un viaggio intenso quello di Francesco, Donata e Wolf, così penetrante da lasciare dentro di me un segno.

L’autore sceglie di raccontare i disastri della guerra attraverso gli occhi di due personaggi diversi fra loro. Da una parte abbiamo Wolf, il cane strappato al suo branco e reso schiavo delle SS per diventare un segugio, mentre dall’altra invece c’è Francesco, un bambino che cerca di portare in salvo sua sorella Donata, al di là dell’Arno.

Nell’alternarsi dei punti di vista di Wolf e Francesco è possibile percepire in maniera tangibile i disastri causati dalla guerra, sia per gli esseri umani sia per gli animali. Questo è un romanzo crudo, sebbene sia per ragazzi, non ci sono fiabe o ricami intorno alle parole, invece, le descrizioni dell’autore arrivano dritte al punto e ci mostrano in tutto il loro orrore la devastazione portata da un conflitto tanto stupido quanto l’ottusità di un uomo razzista.

Oltre a mostrarci le impietose maniere che i soldati avevano nei confronti degli animali, trattati alla stregua di fantocci, utilizzati e gettati via una volta rotti, l’autore ha pensato di aiutarci a ricordare che oltre il genocidio anche chi era disabile a quell’epoca ha patito sofferenze degne del più oscuro girone dell’Inferno.

E imparammo tutti e due una lezione: non esiste un’arma che non colpisca chi l’ha creata.

Source: Pinterest

Si sente spesso parlare dei campi di concentramento, di come venivano trattati ebrei, nemici politici e omosessuali, peccato che nessuno parli mai di ciò che accadeva ai disabili, coloro che erano ritenuti dall’esercito null’altro che un peso, dei soldatini rotti che non potevano servire sul campo di battaglia e quindi, inutili.

Come tutti i giocattoli rotti, venivano soppressi perché non ritenuti all’altezza della loro “razza”. In amore e guerra tutto è lecito, poco importa chi finisce nel mezzo del fuoco incrociato.

Wolf era soltanto un cucciolo quando un gruppo di soldati irrompe nella sua vita, portando orrore e caos, strappandogli via sua madre e separandolo dai suoi fratelli. Gli animali dovevano soltanto servire come mezzo per trovare il nemico, riuscire a colpirlo prima ancora che si rendesse conto di ciò che stava accadendo. Mentre svolge il suo “lavoro” la strada di Wolf incrocia quella di Francesco e Donata e in quel momento qualcosa lo spinge a voler cambiare la sua condizione e scegliere di risparmiare la vita ai due bambini, intraprendendo un nuovo viaggio con loro, verso la “libertà”, si spera, lontano da tutto quel sangue e urla di dolore.

Come vi ho sempre detto questa è una delle collane che più amo de Il Battello a Vapore perché è caratterizzata da storie che toccano il cuore, che riescono ad entrare dentro chi legge e tirando fuori emozioni vere, quelle che restano attaccate giorni e giorni che sembrano quasi non voler più andare via per quanto sono forti.

Fabrizio Altieri si dimostra essere abile nel raccontare una storia difficile in maniera cruda e allo stesso delicata. Ogni riflessione dei personaggi spinge il lettore a nutrirsi delle emozioni provate da loro e come se non bastasse è inevitabile affezionarsi a queste figure di carta e inchiostro che bucano la dimensione del foglio ed emergono fuori, rendendo il romanzo ancora più vivido, come una ferita aperta che si rifiuta di richiudersi, ma che resta esposta.

Ho due vite, non so perchè. Una è di quando sono sveglio, l’altra è quella che vivo quando dormo. Il tempo che passo nelle due vite è lo stesso, perchè in sogno scorre più lento. Non so perchè, ma quando dformo sono ancora insieme alla mamma e ai miei fratelli, mentre da sveglio so che sono morti.

Source: Pinterest

Ridere come gli uomini non è soltanto il titolo del romanzo, ma diventa anche una riflessione sul significato di certi atteggiamenti come la risata, ad esempio, infatti il protagonista animale si stupisce proprio del fatto che noi essere umani siamo capaci di mostrare i denti non soltanto per essere aggressivi, ma anche per esprimere la nostra felicità.

Proprio da questo deriva l’invidia di Wolf nei nostri confronti, infatti, se un cane mostra i denti lo fa soltanto per minacciare un altro animale e non riesce a dare a quel gesto un significato diverso dall’odio come invece noi siamo capaci di fare, anche se in tempi di guerra sembriamo dimenticarcene, diventiamo più bestie che uomini, scordando cosa sia un sorriso.

Leggendo questo romanzo non riuscivo a non pensare alla mia fortuna oggi, di essere qui senza dover affrontare gli stessi orrori che hanno affrontato Francesco, Donata e Wolf, sempre in fuga per i boschi nella speranza di seminare i soldati che stavano loro col fiato sul collo.

Credo che quando un libro spinge il lettore a riflettere fino in fondo, lasciando quel miscuglio di emozioni nello stomaco, possa definirsi un romanzo sublime, uno di quelli che ti lascia segnato per tutta la vita.

“Ridere come gli uomini” ci fa riflettere sui nostri comportamenti con la testa di un animale, facendoci comprendere fino in fondo quanto siamo fortunati a saper porre fine a tutti i conflitti con un semplice sorriso.

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