Recensione film: Wonder Woman di Patty Jenkins (Warner Bros)

Wonder Woman

“È nostro sacro dovere difendere il mondo. Ed è quello che io farò!”

Dettagli:

Titolo originale: Wonder Woman

Anno: 2017

Data di uscita: 01 giugno 2017

Durata: 141 minuti

Genere: Avventura, Azione, Fantascienza

Regia: Patty Jenkins

Interpreti e personaggi:

Gal Gadot: Wonder Woman

Chris Pine: Steve Trevor

Connie Nielsen: Regina Hippolyta

Robin Wright: Generale Antiope

Danny Huston: Generale Ludendorff

David Thewlis: Sir Patrick

A Parigi, Diana Prince riceve da Bruce Wayne la foto originale di cui Luthor aveva una copia digitale; nel biglietto egli chiede se un giorno le racconterà la storia dietro alla foto. Nell’antichità Zeus creò l’uomo affinché rispettasse e pregasse gli dei; però Ares, figlio di Zeus e dio della guerra, instillò sentimenti negativi nell’umanità, che avviarono conflitti e divisioni tra i popoli; per rimediare Zeus creò le Amazzoni, donne capaci di combattere ma anche di vivere pacificamente, e le mandò presso l’umanità per insegnare la pace e l’armonia. Ares fu talmente furioso che uccise gli altri dei. Zeus, rimasto solo, sconfisse alla fine il figlio ribelle, ma non poté ucciderlo; così lasciò alle Amazzoni due doni prima di morire: l’isola di Themyscira, dove le donne guerriere vivono in pace nascoste dal mondo, e un’arma capace di uccidere Ares se e quando fosse mai tornato.

Da quando la DC Comics ha cominciato la lunga rincorsa cinematografica per guadagnare terreno sulla Marvel, ho capito subito che la loro fretta di rispondere agli Avengers con la Justice League avrebbe fatto male più a noi fan che alle loro tasche. I miei timori si sono avverati (purtroppo) in Batman vs Superman e nella Suicide Squad, due film-minestrone in cui sono stati mischiati così tanti ingredienti da rendere i film praticamente inguardabili e senza senso dal punto di vista della trama, o almeno così è stato per me.
Potete capire la mia riluttanza nel vedere al cinema un altro film di questa serie, soprattutto con i presupposti delle altre due performance precedenti e invece mi son dovuto ricredere.

Wonder Woman è un film che fila liscio come l’olio, a partire dall’infanzia di Diana, la protagonista, fino all’epica battaglia finale contro il nemico di turno, Ares.
Esatto un nemico, un solo ed unico cattivo dichiarato all’inizio del film.

Ci voleva tanto a scrivere una sceneggiatura semplice come questa per Batman vs Superman? In quel caso per contare i nemici non bastano le dita di una mano, infatti all’inizio il nemico è Superman (come suggerisce il titolo), in un secondo momento il testimone passa a Batman per poi finire nelle folli mani burrose di un Lex Luthor che ricorda più Mark Zuckerberg alle prese con una crisi di nervi. Come se non bastasse il vecchio nemico di superman, Zod, si ripresenta a fare danni come cadavere, resuscitando infine nel terrificante Doomsday, un abominio Cryptoniano estremamente potente.
Ciliegina sulla torta, in una breve visione onirica si assiste alla devastazione di un mondo dominato da un arrabbiatissimo superman che uccide la gente come se non ci fosse altro da fare oltre alle apparizioni casuali di Flash, Acquaman e Cyborg.

La regista di questo nuovo film, al contrario di Snyder, ha deciso di adottare un approccio più classico, raccontando la storia in maniera comprensibile e fluida, come è giusto che sia.
Persino Gal Gadot ha interpretato la sua parte di eroina al meglio delle sue possibilità, rendendo il suo personaggio cristallino e comprensibile, e sebbene non sia un’interpretazione da Oscar ha comunque attirato il mio sguardo nel cuore dell’azione. Diana è una ragazza cresciuta all’oscuro della sua vera natura e questo viene reso chiaro fin dalle prime scene, alimentando la nostra brama di scoprire la verità sulla sua vera natura. Al suo fianco troviamo Chris Pine nei panni della spia inglese infiltrata fra le fila dei tedeschi ed intento a far sfumare il loro piano.
Il suo è un personaggio scaltro, pieno di risorse ed affascinante, infatti non manca di attrarre nella sua “trappola” la giovane Diana.

Anche i nemici secondari di questo film sono personaggi estremamente interessanti, infatti i nostri protagonisti si ritroveranno a lottare contro il tempo per impedire che una particolare e letale variante del gas mostarda distrugga le poche speranze di una pace duratura fra i paesi impegnati nella prima guerra mondiale. In questo caso si potrebbe fare un paragone con l’Hydra della Marvel, ma le due divisioni dell’esrecito tedesco sono molto diverse, infatti la prima è alla ricerca di tecnologie extraterrestri per sottomettere i nemici di Teschio Rosso, mentre in questo caso al centro della ricerca della dottoressa Maru ci sono i suoi studi scientifici sul gas mostarda e la possibilità di crearne una versione che possa filtrare attraverso le maschere antigas, rendendo ogni difesa inutile.

Non posso dire altro se non che ho veramente apprezzato l’impegno che è stato riposto in questo nuovo capitolo dell’universo cinematografico di DC e spero che questo impegno resti costante. In fondo ai fan non interessa vedere tutto e subito, anzi, sono certo che tutti noi preferiamo scoprire la Justice League poco alla volta con la stessa cura nei dettagli che è stata riposta nella creazione di questo film.

Buona visione.


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