Review Party: Chi soffia sul fuoco di James Patterson e Michael Ledwidge

Dopo tutto il mio entusiasmo all’idea di essere tornato, capii d’un tratto di essere un uomo senza patria, senza protezione e forse senza un futuro.

Pagine: 300

Acquistalo subito: Chi soffia sul fuoco

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja Scienza
Data di uscita: 2 Novembre 2017
Prezzo: € 16,40
Pagine: 300
ISBN: 
978-8830448070

Finalmente libero dalle minacce del passato, Michael Bennett può tornare nella sua città: New York. Grazie al detective, infatti, è stata smantellata la rete criminale guidata da Perrine che aveva costretto Bennett ad allontanarsi dalla città e ad accettare la tutela di un programma di protezione testimoni. Di nuovo nella sua dimensione, Michael si dà da fare collaborando con l’Outreach Team ma riceve quasi subito una chiamata allarmante: un tale sostiene di aver visto uomini in abiti costosi compiere una sorta di strano rituale all’interno di un edificio fatiscente. La descrizione dell’uomo, tuttavia, non contiene riferimenti chiari a infrazioni della legge e soprattutto non è sostanziata da prove. Così, in un primo momento, Bennett ignora la telefonata… fino a quando un corpo carbonizzato non viene ritrovato proprio nell’edificio abbandonato indicato dall’uomo durante la telefonata. Bennett non potrà più tirarsi indietro e verrà fatalmente attirato nei meandri di un mondo criminale oscuro e spietato. Un solo passo falso potrebbe significare la sua fine.

 

Quel primo lunedì mattina a New York fu come infilarsi un vecchio paio di scarpe. Le preferite.

Oggi sbarca nelle nostre librerie “Chi soffia sul fuoco”, nuovo romanzo di James Patterson in collaborazione con Michael Ledwidge e pubblicato per noi in Italia da Longanesi.

Non importa con chi o come, quando Patterson decide di lavorare insieme ad un’altra persona riesce a mantenere viva la sua essenza da maestro del thriller, risucchiando il lettore in una spirale di eventi catastrofici che mettono a dura prova il detective di turno.

Questo è il caso di Michael Bennet, il detective protagonista di questa serie che, alla sua settima indagine, mostra una New York intricata e brulicante di crimini, che raggiungono il loro apice nella peggiore delle perversioni umane, quella del cannibalismo.

Per il protagonista tornare nella sua città non è facile, dopo aver contribuito alla condanna dei membri del cartello di Alejandro Soto, qualcosa nell’aria è cambiato. Sente che sta per arrivare una tempesta, ma non sa dove e quando si scatenerà.

L’idea di una squadra dedicata esclusivamente ad aiutare le persone più vulnerabili della città sembrava stimolante.

Dopo morte di Tara McLellan, collega uccisa in un motel del Bronx, Michael Bennet è felice di ritornare nella Grande Mela per riprendere le sue mansioni da detective nella Major Crimes. Sono trascorsi nove mesi in cui Bennet ha vissuto sotto il programma testimoni dell’FBI per impedire a Soto e ai suoi uomini di sterminare la sua famiglia, ma ora che è finalmente libero e non deve guardarsi le spalle, ricominciare a mettere criminali in gabbia è l’unico modo per recuperare il suo periodo di assenza.

Molte cose sono cambiate al distretto, partendo dalla gerarchia, il vecchio capo è andato in pensione e ora al suo posto c’è Raymond Starkie, il suo “rivale”, che non ha mai visto di buon occhio Michael e il suo modo di agire.

Per vendicarsi dei torti subiti in passato retrocede Bennet nell’unità di Supporto al cittadino, ad Harlem, luogo dove vengono scaricate le “cause perse” e in cui vengono sbattuti personaggi problematici che ora devono fare ammenda occupandosi di ogni tipo di richiesta dei residenti.

La prima impressione che il detective ha è di una squadra di nullafacenti che non hanno alcuna voglia di sbrigare scartoffie o aiutare le persone. In questo clima di pigrizia e malcontento generale Michael Bennet ribalta la situazione, trasformando l’unità in una macchina funzionante e ben oliata.

A quanto pareva, quello era il mio disastro burocratico, la mia follia.

In questo romanzo sono diversi i casi che procedono in parallelo alla storia, ognuno terribile a suo modo.

Holly Jacobs è una donna spaventata e perseguitata dal suo ex ragazzo, un uomo ossessivo che non smette di darle la caccia, rendendo ogni istante della sua vita un incubo. Nessun luogo è sicuro, ovunque vada lui saprà dove trovarla.

Questo è un caso serio e grave del quale la polizia non ha voluto occuparsi, rifilandolo alla nuova unità di cui è a capo Bennet, il quale ha capito subito che si trattava di qualcosa di grosso e che sarebbe sfociato in un enorme dramma. Ci ha visto lungo, infatti, viene rivenuto il cadavere della Jacobs brutalmente assassinata.

Come se non bastasse, Miriam coinvolge il detective in un caso di furto di gioielli di una banda sempre più organizzata, capace di darsela a gambe in un attimo e senza lasciare tracce. Nonostante il peso della prima indagine, Bennet decide di aiutare lo stesso la collega, ma anche qui succede l’imprevedibile.

Sullo sfondo di una New York sempre più frenetica rimane ancora da capire chi siano i responsabili del corpo ritrovato bruciato e divorato in un palazzo abbandonato. Gli avventurieri del gusto si radunano in posti diversi per lasciarsi beare dalle prelibatezze preparate a base di carne umana. Tra tutti i casi questo è certamente il più peculiare.

Le indagini zizzagano in maniera fluida in una sorta di botta e risposta, dove ogni caso porta alla luce nuove rivelazioni, che a sua volta vengono bruscamente interrotte dall’insorgere di un problema da risolvere.

Michael Bennet deve gestire molte cose, a cominciare dalla sua famiglia, che in questo momento sta vivendo una situazione delicata per via dell’arrivo di una persona che tenta di sottrargli sua figlia Chrissy.

Un uomo diviso tra dovere e famiglia porta sulle spalle un peso più grande del normale, eppure resta sempre in piedi, anche quando vacilla, ritorna saldo sui suoi passi.

Il protagonista è un uomo tutto d’un pezzo che cerca di servirsi del suo lavoro per aiutare tutti e salvarli dalle bramose mani del male, ma quello che imparerà qui è che non è possibile salvare tutti, può solo mettere in cella coloro che commettono un crimine e impedire di fare ancora del male.

Ci sono state molte volte nella vita in cui ho provato un impulso gioioso e irresistibile di mostrare il dito medio a qualcuno. Ma vedere Starkie seduto lì, mansueto come un cane castrato mentre io lo guardavo sorridendo fu una soddisfazione ancora più grande.

Chi soffia sul fuoco quando le fiamme cominciano a “mangiare” ogni cosa? Questo è un libro che scotta da ogni parte, un incendio che sta lentamente crescendo e che continua ad ardere vivo indagine dopo indagine, fino alla fine. Sarò onesta, io adoro i polizieschi, mi piace vedere come agiscono i detective e capire la piega che prende un caso. Patterson riesce a rendere un film ogni cosa che scrive, sembra di sentirle le sirene che suonano all’impazzata in città, così come i clacson degli impazienti davanti a un ingorgo stradale, ed è questa la caratteristica che ho sempre apprezzato di lui come autore, il suo realismo e la sua genialità nel suscitare il mio interesse in qualsiasi cosa scriva.  

Qui c’è tanta carne al fuoco, tantissima, il rischio che venga tutto bruciato e carbonizzato è alto, ma in qualche modo Patterson e Ledwidge riescono a tirare fuori i filetti prima che vengano mangiati del tutto dalle fiamme. Ogni indagine viene risolta e si snoda tra le altre, mostrando anche il lato umano di Michael Bennet alle prese con la sua famiglia.

C’era il rischio che risultasse noioso o potesse essere troppo per un romanzo solo, ma poi ho pensato che il lavoro di un detective fosse fatto anche di questo, del lavoro in più che spesso non ci viene mostrato nelle serie tv, dove ci sono più indagini in contemporanea che devono essere risolte una per una ed è per questa ragione che ho trovato geniale questo duo del thriller.

“Chi soffia sul fuoco” è un libro che arde come un fuoco appiccato per far male a qualcuno, un incendio doloso che si espande e fa divampare altri incendi, bruciando del tutto la morale e le regole dettate dalla nostra società.

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