Review Party: Ti chiamo sul fisso di Rainbow Rowell

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Nella camera in cui dormivo da ragazza c’è un telefono magico. Posso usarlo per chiamare mio marito nel passato.

Pagine: 352

Acquistalo subito: Ti chiamo sul fisso

Editore: Piemme
Collana: Varia
Data di uscita: 7 Novembre 2017
Prezzo: € 18,50
Pagine: 352
ISBN:
978-8856661781

Se si parla di macchine del tempo, un semplice telefono non sembrerebbe il modo più sofisticato di viaggiare nel passato… Eppure quando Georgie, madre di due bambini e autrice televisiva perennemente sotto stress, mette piede nella casa della sua infanzia, e in un momento di nostalgia alza la cornetta del vecchio telefono fisso – un vero reperto archeologico -, improvvisamente è trasportata a quindici anni prima. Non nel senso che può vedere il suo passato. Ma nel senso che può… telefonargli. Sperando che il passato risponda. Sperando che Neal, quello che oggi è suo marito e allora stava per diventare il suo fidanzato, risponda…
Perché se c’è una cosa che Georgie cambierebbe della sua vita è il modo in cui il suo matrimonio si è pian piano spento, fino a ridursi a quello che è oggi. Forse parlando al telefono con il Neal di ieri potrà rimediare a cose che oggi sembrano irrimediabili. Forse quello stupido telefono, così antiquato da essere ancora attaccato a un filo, può davvero darle una mano…
Entrambe le copertine sono favolose.


Nella camera in cui dormivo da ragazza c’è un telefono magico. Posso usarlo per chiamare mio marito nel passato. Stamattina l’ho staccato dalla presa e l’ho nascosto nell’armadio. Questo vale, come viaggio temporale? Anche se a viaggiare è solo la mia voce?

Source: Pinterest

Oggi parliamo di una delle letture che mi tenevano compagnia a dicembre, “Ti chiamo sul fisso” di Rainbow Rowell, pubblicato da Piemme il 7 di novembre.

Quante volte abbiamo pensato che l’unico modo per aggiustare le cose fosse tornare indietro nel tempo e cambiarle? E se vi dicessi che esiste un vecchio telefono in grado di collegare presente e passato, vi interesserebbe?  Sfortunatamente esiste, ma non è quel genere di invenzione in grado di far viaggiare nel tempo come la DeLorean o il Tardis, è solo la voce il filo conduttore da un ricevitore all’altro, non uno qualunque, ma il più importante per Georgie, la nostra protagonista: dall’altro capo, infatti, c’è suo marito Neal, ma non quello che conosce oggi, bensì il giovanissimo Neal del 1988.

Georgie e Neal un tempo erano due facce della stessa medaglia, ma a volte succede che due persone si allontanino quando sopraggiungono i problemi ed è allora che si suppone si debba essere più forti di prima e supportarsi a vicenda, quando la disperazione sopraggiunge e la distanza si fa sempre più marcata. Talvolta però non accade ed è in quel momento che la sfida diventa più ardua, per Georgie arriva nel momento più magico dell’anno, il Natale, quando, completamente assorbita dal suo lavoro, è costretta a comunicare a suo marito di non riuscire a festeggiare in famiglia, facendo crollare a picco il suo mondo insieme al suo matrimonio.

Ormai per Neal è chiaro che sua moglie metta al primo posto la carriera alla famiglia, per questo motivo pensa di partire con le figlie piantando Georgie senza alcuna spiegazione. In quel momento, restando da sola, si rende conto di ciò che si sta lasciando alle spalle e pur di non soffrire si rifugia da sua madre, dove scova un telefono apparentemente magico in grado di aiutarla a sistemare le cose una volta per tutte, ma è davvero così… può un telefono rimettere a posto tutto quanto?

Se fosse così facile riparare agli errori della vita con una telefonata il mondo sarebbe molto diverso da com’è adesso e probabilmente tutti quanti smetterebbero di preoccuparsi delle conseguenze delle proprie azioni sapendo di poter rimediare a tutto con una telefonata.

Quando si ha a fianco la persona che si ama di più qualunque altra cosa al mondo, il resto non fa solo da sfondo?

Source: Pinterest

Rainbow Rowell è un nome che ho sentito spesso in giro, “Fangirl” e “Carry On” sono le opere di cui qualcuno a me vicino mi ha parlato più e più volte, tuttavia, non ho mai approfondito e così l’autrice è rimasta una delle tante di cui ho sentito parlare ma di cui non ho mai letto nulla, almeno fino a dicembre, quando fra le mani reggevo “Ti chiamo sul fisso” e mi preparavo a quelle “scintille” che però non sono mai arrivate.

Indubbiamente ho cominciato dal libro sbagliato in cui l’autrice ha deciso di fare un passo in avanti, andando oltre lo young adult e tuffandosi verso la narrativa per adulti. Il mio tempism come al solito mi ha giocato un brutto tiro.

Prima di farmi un’opinione vera e propria sulla Rowell ho deciso di leggere altro di suo, andrò a caccia di suoi romanzi molto presto perché, a dire il vero, non mi va di restare con questa sensazione amara fra le labbra mentre penso che tutto sommato il suo modo di raccontare non mi è dispiaciuto per niente, il suo stile è fresco e dinamico, ma è la storia a non avermi catturata, la trama aveva tutte le carte in regola ma una volta sviluppata non mi ha lasciato nulla se non il pensiero fisso di voler sapere a tutti i costi come funzionava veramente il telefono.

“Ti chiamo sul fisso” è un romanzo perfetto per chi adora i chick lit e le storie che lasciano il tempo che trovano, adatte per intrattenere il lettore e regalargli un pretesto per staccare dalla routine quotidiana. Rainbow Rowell ci regala una storia che dovrebbe spingerci a riflettere sull’importanza della vita e delle nostre scelte, senza lasciare da parte chi ci sta accanto. Quando si tratta di amore non bisogna mai dare per scontato il fato, quel misterioso signore che ci aspetta dietro l’angolo e non si sa mai cos’ha preparato per noi e che, purtroppo, qualunque cosa facciamo non riusciamo ad evitare. Il fato è inevitabile.

Non perdetevi le ultime due recensioni di domani de “La spacciatrice di libri” e “Loving Books”.

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