[S]Parliamo di Harry Potter e la maledizione dell’erede | a cura di Deborah

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HARRY POTTER E LA MALEDIZIONE DELL’EREDE

 

Buon sabato Stamberghiani!

Eccomi qui per parlare di un romanzo che attualmente sta avendo un grande successo, un grande successo per davvero? Sicuramente ha riscontrato un boom di vendite nella prima settimana di uscita, a quanto ho sentito molto più rispetto a Cinquanta sfumature di grigio (e se non fosse stato così sarebbe stato molto preoccupante, più preoccupante del successo immeritato di quella trashlogia). Ma bando alle ciance e focalizziamoci sul vero protagonista di oggi: Harry Potter e la maledizione dell’erede. Innanzitutto, già Annaëlle ha dedicato un articolo a questo argomento la scorsa settimana, ma siamo entrambe amanti e dipendenti dalla saga di Harry Potter, non potevamo proprio non esternare il nostro parere. Vi avviso che alcune considerazioni saranno simili, perché siamo così: telepatiche. In realtà mi sto un pό perdendo in chiacchere perché non so bene da dove iniziare la sbrodolatura. Allora, all’inizio avevo pensato di scrivere una recensione (se così vogliamo chiamare i nostri pareri) ma primo di tutto non è un romanzo e secondo sono rimasta davvero delusa, al punto che forse potrei riassumere l’interno articolo con la frase:

POTREI VOMITARE.

Forse è esagerata ma rimane la citazione più azzeccata.

Ho visto sul web che a molte persone l’opera è piaciuta ma alla maggior parte no, e chiediamoci il perché. Questo “romanzo” è stato spammato a destra e manca, anche aziende (ex Eataly) estranee al mondo dei libri hanno organizzato suepr eventi per il lancio, Perché? Si è creata un’aspettativa davvero altissima, “L’ottava storia di Harry Potter” ehm, NO. Questo non è un romanzo, questo non è proprio da considerare un seguito della storia originale. Ho letto anche che molte persone non sapevano fosse una sceneggiata (tura) teatrale infatti ci sono rimaste ….. (inserite l’accezione negativa che preferite). Dai toni soavi e benevoli che sto utilizzando potete benissimo immaginare quanto mi ha delusa. Pensiamo alla Rowling che, credo con un twit o qualcosa del genere, aveva comunicato che l’unico modo di rendere questa storia era il teatro e leggendo il copione l’avremmo capito. Cara J.K. l’unica cosa che ho capito è che qui qualcuno si è fatto un lauto pasto. Non voglio accusare la Rowling di essere una moneygrabber perché non penso lo sia, avrebbe ed ha mille mila occasioni di pubblicare qualcosa inerente al mondo magico e sa che sarebbe un successo mondiale. Di fatti se in copertina non ci fosse stato il suo nome non mi sarei di sicuro avvicinata, ma sapete quando c’è qualcosa che ci tenta di riportare nel mondo di Harry Potter noi Potterhead non possiamo resistere, così come anche tanti altri appassionati o curiosi. Credo che l’unica cosa che ho apprezzato nel libro è stata la copertina: un’immagine molto carina, caratteri differenti a quelli originali; in questo ambito non mi è piaciuto il dare continuità alla saga originale dello stile del titolo. Per i lettori “inesperti” o per coloro che vuoi per un motivo o per l’altro non si sono potuti informare il titolo è secondo me forviante: vai in libreria vedi montagne di “Harry Potter e la maledizione dell’erede” dici “figata l’ottavo romanzo” e invece no. L’autrice aveva più volte declamato che il settimo romanzo sarebbe stato anche l’ultimo, non capisco il motivo di concedere lo sviluppo di questa storia. Veniamo brevemente alla storia stessa che è davvero immeritevole e banale. Per prima cosa non è niente di emozionante: niente colpi di scena, quelli che lo dovrebbero essere risultano più che prevedibili, non mi piace come è stata scritta. Il carattere che permea dei personaggi è totalmente diverso rispetto a quelli originali, non li riconosco proprio! L’unico che mantiene una certa coerenza è Draco Malfoy e la McGranitt, b’é forse anche Ginny ma solo perché non è mai davvero protagonista. Hermione non mi è sembrata per niente incisiva, si fa fregare da due ragazzini sfigati e poco dotati; Harry risulta una pentola di fagioli insopportabile, non si mostra mai coraggioso o intraprendente; Ron è un emerito idiota (anche abbastanza inutile), un allocco finta e toppata imitazione di Fred e George; tra l’altro notiamo come sono tutti terrorizzati dagli zuccheri e i loro figli non posso avvicinarsi ad una caramella. Capisco l’inserimento di queste strane accezioni di spirito, che a mio parere cozzano con la storia, come la coda di cavallo perfettamente curata di Draco, però si tratta di teatro e quindi tutto sommato ci stanno. Veniamo agli eredi: Albus Severus, NO! Cioè, figliolo porti il nome di due presidi di Hogwatrs e sei mirtillo malcontento? Un lamentoso emo egocentrico. Scorpius invece mi è piaciuto tanto, per quanto si possa inquadrare e approfondire un personaggio con questo format. Mi piacerebbe molto avere modo di leggere di lui qualcosa frutto solo della penna di zia Rowling, lui protagonista indiscusso. La vicenda in breve ruota attorno alle Giratempo che non sono state distrutte in toto; lo sgamatissimo Albus, origliando il signor Diggory che petulerà con Harry per la morte del figlio, implorando di riportarglielo indietro, deciderà di rimediare ad all’errore del padre che ha rifiutata l’aiuto al vecchio. Mixate, bevete, ehy no, non sputate! Primo di tutto la morte di Diggory è stata una prova del ritorno di Voldemort, come ci è stato insegnato non esiste magia e modo di richiamare una persona dall’eterno riposo. Capisco il dolore, lo strazio del padre a vedersi strappare via il proprio figlio, ma stiamo parlando del Signore Oscuro diamine, come puoi dopo tutti quegli anni incolpare ancora Harry Potter?  Poi con tutti i personaggi più amati, importanti ed interessanti come Sirius, Malocchio, Remus, Tonks, Fred, Silente, Piton scelgono di basare la vicenda su Diggory. BAH. Tutta la storia dell’erede di Voldy, a me è sembrata campata perché alla fine l’unico interesse e ragione di vita per lui era il potere. Ovviamente i due ragazzi incasineranno il tempo, alcune cose verranno mutate e insomma non vi spoilero i casini vari.

Due cose mi hanno veramente urtata:

  • il fatto che la pozione polisucco in questa storia trasformasse anche le voci e non solo le sembianze delle persone originali, a mio ricordo mai stato così;
  • questo dialogo:

Albus: Amici?

Scorpius: Sempre.

No, no e NO! Questa è una della frase più amate, che piaccia o no perché ognuno è libero di essere team Piton, team James o team nessuno ma non si può negare che sia un’icona, e non dovrebbe essere toccata.

Infine secondo me l’idea di far uscire la sceneggiatura sotto forma di romanzo è stata una scelta sbagliata, nonostante abbia venduto tantissimo il malcontento è altrettanto alto. Se avessero fatto uscire il dvd con lo spettacolo, doppiato o sottotitolato, avremmo potuto cogliere e magari apprezzare di più l’opera. Non sarebbe apparsa così tanto come un seguito e sarebbe stata diffusa nel suo format originale.

Credo sia meglio che non aggiunga altro, con questo parere un pό pungente vi saluto e se vi fa fateci sapere la vostra opinione!

 

 

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