TGIF – Book Whispers #23: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

Rieccoci io e Sara di Bookspedia pronte a condividere i nostri romanzi preferiti di questa settimana, letture che vi consiglio caldamente di fare al più presto vostre. Questa settimana vi consiglio tre delle letture che ho letto quest’anno e che mi sono rimaste nel cuore.

Giulia Tofana. Gli amori, i veleni di Adriana Assini

Pagine: 240

Nella Roma barocca di Urbano VIII trionfa l’arte e imperano le feste, ma anche il Tribunale dell’Inquisizione lavora senza soste. Le leggi le fanno ancora gli uomini e le donne le subiscono, assieme ai matrimoni imposti e ai maltrattamenti non puniti, prepotenze a cui nessuno, nemmeno il Santo Padre, intende porre rimedio.

La musica cambia, però, quando nella città sul Tevere approda una bella forestiera, Giulia Tofana, giovane plebea di dubbia morale e cuore schietto.

Innamorata persa di un barone e amante di un bel frate, non ne sa di scienza né di lettere, ma a forza di trafficare con l’arsenico e l’antimonio, ha messo a punto la formula di un veleno che non lascia tracce, non desta sospetti. Un veleno perfetto, dunque, che però non è per tutti: paladina di giustizia, Giulia lo vende soltanto alle donne. Per liberarsi di mariti grevi e maneschi, che non hanno scelto.

Per sapere quale direzione premere, seguo l’istinto e il mio destino lo leggo nelle stelle.

La storia di Giulia racchiude mille sfumature di storie mai raccontate, di amori per il quale la pena vivere e come se non fosse abbastanza, Adriana Assini si serve del personaggio per sottolineare il ruolo della donna in un epoca maschilista, che non si faceva problemi a schiacciare il sesso femminile perchè ritenuto inferiore.
Il linguaggio ricercato non ha appesantito la lettura del romanzo, che si è rivelato piacevole. Pur essendo il primo libro che leggo dell’autrice ne sono rimasta affascinata, ogni capitolo di Giulia Tofana era colmo di dettagli sugli usi e costumi dell’epoca. Si capisce che c’è stata un’accurata ricerca alla base del romanzo. Il personaggio così tanto discusso non è altro che una donna comune, non malvagia, come ci si aspetterebbe che fosse, ma una donna in preda alle delusioni e imprevisti della vita, bastonata anche da essa. Ciò nonostante la forza con la quale Giulia si rialza sempre ad ogni caduta è invidiabile.

La donna che cancellava i ricordi di Brian Freeman

Pagine: 384

Si chiama Frankie Stein. Lavora a San Francisco. Se credi ai miracoli, chiamala, e i brutti ricordi spariranno. Per alcuni è capace di pura magia. Per altri, si diverte un po’ troppo a giocare a essere Dio. In ogni caso, che se ne pensi bene o male, la dottoressa Frankie Stein fa parlare di sé a San Francisco: ha sviluppato un controverso metodo di ipnosi in grado di cancellare il ricordo di eventi traumatici, ricostruendoli in modo da “diminuire” il coinvolgimento del soggetto. Non tutti ci credono; tra i più scettici il detective della Omicidi Frost Easton – che spesso si ritrova a dover collaborare con Frankie in tribunale. Frost è un uomo con un passato ingombrante, che ha imparato a sue spese che non esistono i miracoli. E nemmeno le coincidenze. E infatti, quando una serie di donne ritrovate morte in zone diverse della città vengono identificate tutte come ex pazienti della dottoressa Stein, Frost sa che dovrà partire da lei per capire chi si nasconde dietro gli omicidi. Se vogliono fermare il serial killer che sta terrorizzando la città del Golden Gate, Frankie e Frost dovranno così navigare, insieme, le acque burrascose di un’indagine sempre più intricata, imparando ad apprezzarsi a vicenda. Mentre il killer continua a colpire: chi sarà la prossima vittima?

“Le persone credevano che i ricordi fossero fissi, ma nulla era più lontano dalla realtà. Ogni volta che un ricordo veniva tirato giù dallo scaffale della memoria e poi rimesso a posto, non era più quello di prima.”

Ricordi e fobie sono gli ingredienti chiave di questo thriller dal ritmo serrato con il quale Brian Freeman ritorna sulla scena, rimembrandoci che con la memoria non si scherza. Ogni indizio è un vicolo cieco e il killer fa del suo anonimato il suo punto di forza, sbeffeggiando Frost di non riuscire a stare al suo passo e dimostrando alla psichiatra di sapere il fatto suo quando si tratta di giocare con la mente delle persone. Ha dalla sua non solo l’abilità di riuscire nella stessa impresa di Frankie ma di passare al livello successivo, ovvero dimostrare di poter scatenare un’ondata di crimine senza sporcarsi le mani, restando comodamente ad osservare la psiche di una mente che si spezza, un corpo che barcolla e una vita che si interrompe. Il tempio della memoria di cui si serve la dottoressa Stein diventerà la sua stessa prigione.

La galleria degli enigmi di Laura Marx Fitzgerald

Pagine: 269

Dodici anni, un’immaginazione fervidissima e una cronica incapacità di tenere a freno la lingua: non c’è da sorprendersi che Martha, dopo l’ennesima provocazione, venga espulsa dalla rigida scuola di suore che frequenta, e finisca a fare l’aiuto-sguattera nella casa del ricco miliardario per cui lavora sua madre. Siamo a New York, nel 1928, e agli occhi di una dodicenne l’abitazione di Mr. Sewell sembra quasi un castello delle fiabe, con tanto di principessa prigioniera nella torre. Sì, perché la moglie di Mr. Sewell, Rose, da anni vive reclusa in soffitta, dove nessuno può salire nemmeno per portarle i pasti, spediti nella sua camera con un montavivande. Gli altri domestici sostengono che sia pazza, ma Martha, a cui la fantasia non manca, comincia a pensare che dietro i quadri che la donna chiede continuamente di portare su e giù dalla sua galleria privata si celi un codice: e se la scelta dei dipinti non fosse casuale, bensì un ingegnoso metodo per trasmettere un messaggio di aiuto? Come presto scoprirà, in quella casa piena di segreti niente è come sembra, e nessuno è chi sostiene di essere. Riuscirà Martha a risolvere il mistero che lega tra loro i dipinti e a portare alla luce la verità seppellita in soffitta insieme a Rose?

“Quella giovane reporter aveva ragione. Probabile che questo sia il mio ultimo spettacolo privamerile, l’ultimo messaggio di Rose, l’ultima occasione di raccontare la mia storia.

Laura Marx Fitzgerald è un’autrice geniale. Servendosi di un “sciocco” pretesto descrive la realtà degli anni venti e quello che era a tutti gli effetti un calderone multiculturale newyorchese, dove chi aveva potere e quindi influenza poteva dettare legge. Il signor Sewel è uno di questi, uomo dalla mentalità maschilista, non ha mai nascosto di sostenere Hoover alle future elezioni e da quello che racconta, il candidato ne uscità vincitore proprio grazie al suo potere. Questa però è solo una piccola sfumatura racchiusa dentro il romanzo. Attraverso Martha narrerà la realtà dura e cruda dei meno agiati, la loro condizione e l’assenza di un posto delle donne nella società, nonostante abbiano avuto il diritto di voto. Diritto di voto non equivale a diritto di parola, stando al pensiero del signor Sewel. Il ruolo della donna a margine della società è abilmente narrato attraverso le parole dei personaggi e dagli occhi di Martha stessa, che diventa a tutti gli effetti la nostra bussola nel suo lungo viaggio nel viale dei ricordi.

 

 

Per questo appuntamento è tutto. Non perdetevi i libri consigliati da Sara di Bookspedia.
A venerdì prossimo!

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