The Danish Girl | Recensione di Deborah

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THE DANISH GIRL

 

“Cosa ho fatto per meritarmi tanto amore?

“Cosa ho fatto per meritarmi tanto amore? Non c’è niente d’aver paura ormai. Ieri notte ho fatto un sogno bellissimo. Ho sognato di essere una bambina nelle braccia di mia madre, lei mi guardava negli occhi e mi chiamava Lili.”

“Non importa cosa indosso perché quando sogno, sogno i sogni di Lili”

 

Titolo originale: The Danish Girl

Anno: 2015

Data di uscita: 18 febbraio 2016

Durata: 120 minuti

Genere: biografico, drammatico

Regia: Tom Hooper

INTERPRETI E PERSONAGGI:

  • Eddie Redmayne: Einar Wegener / Lili Elbe
  • Alicia Vikander: Gerda Wegener
  • Matthias Schoenaerts: Hans Axgil
  • Ben Whishaw: Henrik
  • Amber Heard: Ulla
  • Sebastian Koch: dott. Warnekros
  • Pip Torrens: dott. Hexler
  • Emerald Fennell: Elsa
  • Adrian Schiller: Rasmussen
  • Richard Dixon: Fonnesbeck

 

Trama:

Copenhagen, primi anni 20. L’artista danese Gerda Wegener dipinge un ritratto del marito Einar vestito da donna. Il dipinto raggiunge grande popolarità e Einar inizia a mantenere in modo permanente un’apparenza femminile, mutando il suo nome in Lili Elbe. Spinto da ideali femministi e supportato dalla moglie, Elbe tenta di effettuare il primo intervento per cambio di sesso da uomo a donna. L’intervento avrà grosse ripercussioni sul suo matrimonio e sulla sua identità.

 

Recensione:

Wow! Cosa dire di questo film, è un autentico capolavoro! Mi ha regalato tante emozioni e mi ha appassionata alla storia in un modo che davvero non mi aspettavo. Innanzitutto la vicenda tocca tematiche molto importanti, attuali e calde. La principale è sicuramente la trasformazione del protagonista Einar Elbe, che affronterà il processo per diventare una donna nel pieno degli anni venti. Ripercorriamo brevemente l’inizio del film, conosciamo Gerda e Einar, i personaggi principale, marito e moglie, due pittori: lui ogni dipinto lo trasforma in successo, lei lotta contro i pregiudizi per emergere. A me è sembrato che Gerda venisse ostacolata dal suo essere donna, magari avrò sbagliato ma mi è arrivata quella sensazione quando mostra i suoi dipinti al commerciante d’arte. La relazione tra i due è qualcosa di unico, l’amore che provano l’uno per l’altra è immenso, anche se è una finzione cinematografica è bellissimo vedere una coppia così legata. Lei è un personaggio davvero particolare, una donna sicura, intraprendente, contro tutte le credenze e gli stereotipi del tempo, ho adorato davvero tanto Gerda. Di solito ho sempre problemi con la maggior parte dei personaggi femminili, devono avere qualcosa di più per arrivarmi e colpirmi e lei lo ha fatto. Non riesco davvero ad immaginare quanto davvero possa amare il suo Einar, quanta forza e coraggio abbia per accettare e sostenere il non essere uomo di suo marito. Tutto questo è esploso per gioco, Gerda chiede al marito di sostituire la sua modella e posare per lei sotto forma di donna, in Einer si risveglia la sensazione frenata e sopita di essere prigioniero in un corpo sbagliato. Più avanti Gerda gli chiederà di accompagnarlo ad una festa  organizzata dal mondo dell’arte ma come Lili non come Einer, visto che lui non sopporta questi eventi mondani. Assistiamo alla crescita di questo sentimento brutale e letale che è costato anni e anni di sofferenze alla donna intrappolata in lui, ci investe una sensazione di ansia, paura, attesa che prova e vive il protagonista fino a che non decide di intraprendere questo cammino. Si vede proprio che piano piano c’è sempre più Lili e sempre meno Einer e Gerda soffrirà e tantissimo anche per la perdita del marito, proveranno a lottare per mettere a tacere la donna che è in lui ma senza successo. Deciderà di operarsi per diventare una donna a tutti gli effetti, operazioni sperimentali e mai tentate prima in quegli anni porteranno a qualcosa di drammatico e liberatorio.  Questo film mi ha fatta riflettere davvero tantissimo e pensare a tutte le difficoltà che vivono le persone che condividono questa sensazione, il non riconoscere sé stessi nel corpo che vendono riflesso allo specchio deve essere una sensazione lacerante, ma anche il giudizio e i pregiudizi delle persone e della stessa società in cui viviamo oggi, figuriamoci nel secondo dopo guerra. È un film che consiglio vivamente, non adatto a bambini e ragazzini. Gli attori hanno interpretato i loro personaggi in modo sublime, Eddy è sempre Eddy, possiamo aspettarci grandi cose da lei Mr. Redmayne!

 

 

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