Transformers – L’ultimo cavaliere di Michael Bay | Recensione di Sandy

I Tranformers sono sbarcati ancora una volta sul grande schermo ormai da un mese, portando con loro la consueta lotta tra Autobot e Decepticon.

IL FILM

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I Transfomers, robot alieni dal pianeta Cybertron, vivono tra noi ormai da anni, ma si nascondono dalle forze speciali del governo Usa. Quando un gruppo di ragazzini entra nell’area proibita di Chicago, dove ci fu una grande battaglia nel terzo capitolo della serie, Cade Yaeger interviene a salvarli e riceve da un Transformer vecchissimo e moribondo un antico talismano, che gli si attacca addosso. Yaeger e la giovanissima Izabella sfuggono all’arresto e si rifugiano in una grande discarica di automobili, dove vivono diversi Autobot. Il governo sa che sta arrivando dallo spazio qualcosa di enorme e per fermarlo i suoi funzionari sono disposti a venire a patti con Megatron, liberando alcuni dei suoi più pericolosi Decepticon. Questi danno la caccia a Yaeger, che viene però salvato dal robot maggiordomo Cogman, al servizio di un Lord inglese che intende svelare a Yaeger la storia segreta dei Transformers. Nel suo castello viene convocata anche la professoressa di storia e letteratura Vivian Wembley, la cui dinastia è legata al mistero. Nel mentre Optimus Prime, sul pianeta Cybertron, è stato soggiogato dalla divinità aliena Quintessa, i cui piani per la Terra sono semplicemente apocalittici.

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Ci sono film che si guardano soltanto per intrattenimento, giusto per godersi una storia che lascia il tempo che trova. Michael Bay è riuscito a trasformare un franchising di giocattoli in qualcosa di “reale” e tangibile, una realtà violenta e spietata che si vive all’ultimo rottame.

I Trasformers sono diventati un vero e proprio campo di battaglia e il cinema si trasforma subito negli spalti di un’arena: da una parte chi fa il tifo per gli Autobot e dall’altra chi cede al fascino dei Decepticon. Che li si ami o si odi, Michael Bay puntualmente ritorna con i suoi robot con una trama simile a quelle dei film precedenti con l’unica differenza che il nemico è diverso, ma ciò nonostante ci sarà sempre Megatron a mettere i battoni fra le ruote ad Optimus Prime e la sua squadra.

Se il primo era solo l’antipasto, il seguito la portata principale e il terzo il secondo, dal quarto in poi, Michael Bay ha deciso di puntare tutto sulla storia, raccontando un po’ più da vicino le origini e i miti di uomini e robot, focalizzando così la sua attenzione verso i secoli bui, quelli dei medioevo, dei miti e delle leggende, di Re Artù ed Excalibur.

Questo quinto capitolo si ricollega al quarto, “L’era dell’estinzione”, e come ho precedentemente detto rispolvera miti e leggende. Questa volta tocca ai cavalieri della tavola rotonda. Siamo nel 484 d.C e i Cavalieri di Aiacon, un gruppo di Transformers nascosti da un tempo sul nostro pianeta, decidono di allearsi con Merlino e combattere fianco a fianco a Re Artù nella battaglia contro i Sassoni. Questo era stato uno dei primi momenti della storia dell’umanità in cui due fazioni opposte sono riuscite a collaborare, il simbolo di questo patto è niente poco di meno che un bastone, donato a Merlino, per poter controllare il drago creato dalla fusione dei Cavalieri di Aiacon. 

Il nostro mirino si sposta ai giorni nostri, giorni devastati da un’incessante guerra, mirata a distruggere i robot. Nel frattempo Optimus scopre che il suo mondo è andato distrutto e Quintessa cerca di convincerlo a passare dalla sua parte per riportare in vita il loro mondo, ma la forza di volontà di un Prime è sempre straordinaria, per questo motivo Quintessa è costretta a sottometterlo. In questo scenario Cade e Vivian Wembley, discendente di Merlino, decidono di unire le forze e trovare il bastone per poter evocare i Cavalieri e sconfiggere Quintessa, salvando così il pianeta Terra dall’arrivo di Cybertron, il pianeta natale dei Transformers che dovrebbe divorare il nostro pianeta per ritornare al suo antico splendore.

Essendo cresciuta con i Transformers ho sempre trovato affascinante il loro mondo così come la loro storia, sembrerà strano, io non sono il tipo che si fa prendere facilmente da questo genere di film, ma quando si tratta di loro e di Pacific Rim, cedo facilmente al loro fascino. La rappresentazione di Michael Bay mi ha sempre intrigata, ha quel modo di rendere spettacolare una lotta tra robot e allo stesso tempo impartirci una lezione.

Come abbiamo sempre potuto appurare, il male è ovunque, nessuno è immune. Neanche un Prime. Nonostante la forza derivante dalla sua specie, Optimus ha rischiato di distruggere il mondo che l’ha accolto, anche se moltissime persone hanno ancora paura dei robot, ci sono altri che invece hanno intravisto in questa razza una speranza di poter essere al sicuro. Ciò non toglie che il governo la pensi in altro modo, per loro rappresenterebbero soltanto una minaccia da stirpare, spingendo così le macchine a difendersi. 

Questo si presenta come un film ben studiato, ma molto lento, al quale prestare moltissima attenzione per non lasciarsi sfuggire quei dettagli che aiutano ad incastrare meglio le tessere del puzzle. La lentezza ha però un suo perchè, questa storia non poteva essere raccontata brevemente, ma bisognava darle la sua impostazione e il tempo a essa necessario per svilupparsi. Sicuramente è lungo, molto lungo, ma se sono qui a raccontarverlo significa che ha fatto centro e non ci resta che aspettare il 2019 per sapere come andrà a finire e se sarà il capitolo finale dell’intera saga. Una menzione speciale, oltre agli effetti speciali, va anche a Steve Jablonsky, che con la sua colonna sonora ha reso questo quinto episodio indimenticabile.

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