A tu per tu con Sarah Bianca

 

Ciao Sarah, mi chiamo Deborah, ho avuto il piacere di scoprire il tuo romanzo Feline grazie alla collaborazione con la casa editrice LainYa. Insieme alla mia migliore amica Annaëlle, e con il prezioso aiuto di Carlo, abbiamo fondato il nostro blog La Stamberga d’inchiostro, con il quale condividiamo la nostra passione per i romanzi e per i film. Da poco abbiamo inaugurato la sezione “A tu per tu con l’autore“, nella quale pubblichiamo piccole interviste. È sempre un piacere conoscere più a fondo gli autori e le autrici, ti ringraziamo anticipatamente per la disponibilità, benvenuta alla Stamberga!

 

 

  • Una delle prime cose che mi sono domandata leggendo Feline: come mai hai scelto di rendere gli animali protagonisti? Ne sei appassionata?

 

Più di ogni altra cosa, il mio intento era di rendere protagoniste le passioni ferali che si agitano all’interno l’essere umano, che troppo spesso ama dimenticare di essere un animale esso stesso.

Quanto alla seconda domanda, ne sono talmente appassionata che non mi fido di chi non li ama.

 

  • Come è nata l’idea di Feline? 

 

In realtà come sia nata l’idea di Feline è un mistero anche per me, poiché tutte le gestazioni delle mie storie sono inconsce. Il mio cervello è solito mostrarmi le immagini che compongono la storia a cose fatte, come se l’elaborazione fosse un qualcosa di segreto, che non avviene mai in superficie, ma che rimane nascosta sotto il pelo dell’acqua fino a quando non è pronta per emergere. Perché io le trame le vedo per immagini, grandi, colorate e dettagliate, compaiono così, all’improvviso e senza che io faccia niente per richiamarle e si dispongono in ordine per mostrarmi la loro storia, quello che vogliono raccontare. Anche per Feline è stato così, prima è comparso Uriel mutato in tigre bianca, poi Stella, poi Dara e in fine Isolde e da lì ha preso via il tutto.

 

 

  • Perché hai scelto la Germania come set del tuo romanzo?

 

Perché ho avuto la fortuna di poter campeggiare alle pendici della Foresta Nera durante un festival di Gioco di Ruolo dal Vivo (GDR Live) e l’esperienza mi ha emozionata al punto da farmi immaginare un modo magico nascosto tra le sue ricche e verdi fronde.

 

  • A quale dei tuoi personaggi sei più legata?

 

È una domanda che mi viene rivolta continuamente e sinceramente non so mai come rispondere… Li amo tutti!

 

  • La caccia ai mutaforma è una denuncia al terribile fenomeno del bracconaggio?

No, è una denuncia alla violenza, alla guerra, alla persecuzione, al sadismo malato di chi prova gioia e piacere nel privare gli altri esseri della loro vita perché sono diversi o strani o rari.

 

  • Quali ostacoli hai incontrato nella realizzazione della tua opera?

 

(?)

 

  • C’è qualcosa più di altro della tua storia a renderti orgogliosa?

 

Tutto quello che la compone mi rende orgogliosa e spero che tutti i messaggi che vi sono all’interno vengano accolti con amore dal lettore.

 

  • Cosa ti ha fatto decidere di intraprendere l’avventura per diventare scrittrice?

 

Non è mai stata una cosa che ho deciso a tavolino. Avevo delle storie che volevo fossero lette e ho iniziato a pubblicarle online, arrivarono i primi lettori, poi la voce si sparse e io diventai piuttosto famosa nel web. Fu così che mi trovò la Fazi Editore, che mi contattò e mi chiese se avessi scritto un libro e se volessi mandarlo loro, il libro c’era e… insomma, il resto della storia è concretamente visibile sugli scaffali delle librerie!

 

  • C’è qualche consiglio che daresti a chi condivide il sogno e la passione per la scrittura?

 

Di essere umili perché non tutto quello che si scrive è oro e di essere tenaci perché non tutto quello che si scrive è ferro.

 

  • Quale è, secondo te, l’elemento chiave per avere successo?

 

L’onestà.

Devi essere onesto con i tuoi lettori, devi essere onesto con la tua scrittura, devi essere onesto con te stesso sul perché stai scrivendo.

E più in generale, se la risposta che ti dai alla domanda “Perché scrivo?”, è “Perché voglio diventare famoso”, allora stai SICURAMENTE sbagliando qualcosa.

 

  • Quali sono i tuoi progetti futuri?

 

Innanzitutto finire il secondo volume di Feline e poi portare avanti le trame delle storie che pubblico periodicamente su Facebook e Wattpad… e poi ci sarebbero alcune idee per dei nuovi libri che…

 

 

Grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato. Vi ricordo che Feline è presente negli store online e nelle librerie.

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