Un sacchetto di biglie | Recensione di Deborah

Abbiamo iniziato a viaggiare. Liberi, come non lo eravamo mai stati.

 

Titolo originale: Un sac de billes
Regia: Christian Duguay
Anno: 2017
Genere: drammatico, guerra
Durata: 110 minuti

Un sacchetto di biglie, il film diretto da Christian Duguay, racconta il sorprendente viaggio di due giovani fratelli di origini ebrea, attraverso la Francia degli anni quaranta, occupata dai nazisti.
Joseph (Dorian Le Clech) e Maurice (Batyste Fleurial) vivono la loro infanzia serenamente: d’estate giocano tra le onde, d’inverno si sfidano a battaglie di palle di neve. Fino a quando tutto cambia. A scuola sono costretti a indossare segni distintivi sulla giacca della divisa, come tutti gli altri bambini ebrei; vengono esclusi e additati dai compagni, emarginati dagli amici che ora li guardano in modo diverso. La situazione si complica a tal punto che una sera, il padre (Patrick Bruel) gli annuncia che dovranno partire in cerca di un luogo più sicuro. I bambini si mettono così in viaggio per sfuggire ai nazisti e raggiungere la cosiddetta “terra libera”. In qualche modo riescono a eludere i controlli delle SS, imparano a riconoscere il rumore dei tremendi camioncini che sciamano per il Paese, e a scappare prima che gli ufficiali a bordo si accorgano della loro presenza.
Il film segue i due bambini nella loro fuga da Parigi alla ricerca di un rifugio definitivo, mostra senza filtri le insormontabili difficoltà che affrontano lungo il percorso e come, con un’incredibile dose di astuzia, coraggio e ingegno riescono a sopravvivere alle barbarie naziste e a ricongiungersi finalmente alla loro famiglia.

Lettori, benvenuti!

Oggi parliamo di un argomento sempre attuale e molto delicato, la Shoah. Un sacchetto di biglie è il commovente film tratto da una storia vera, l’infanzia di Joseph e Maurice Joffo, due ragazzi come tanti. Il film è tratto dall’omonimo romanzo, scritto proprio dal pugno del più piccolo dei fratello Joffo, Joseph. Siete pronti ad un salto nel passato, in quel passato oscuro che abbiamo il dovere di non dimenticare?

Devo ammettere che questo film mi ha colpita immediatamente quando ho visto il trailer, infatti sono stata davvero felice di essere tornata al cinema per vederlo. Vi confido che sono molto sensibile per quanto riguarda le tematiche della seconda guerra mondiale, ho sempre amato studiare e ricordare quegli orribili eventi, e leggendo la realtà sui libri di scuola mi sono spesso emozionata, figuriamoci essendo di fronte ad una testimonianza reale, di un fatto che è davvero successo. Insomma mi fa sempre specie pensare che tutte quelle persone, quei ragazzi in quel momento della storia stavano vivendo la loro quotidianità, proprio come lo sto facendo io ora, quando gli è stato portato via tutto.
Il film racconta della lotta per la sopravvivenza di questi due fratelli francesi di origine ebraica, di come è iniziata l’occupazione e le persecuzioni nella patria della libertà, Parigi. La famiglia Joffo è stata costretta a scappare verso la costa occupata dai soldati italiani, lì, dopo un viaggio lungo e pieno di insidie, sono riusciti a ricostruire la propria vita. Questa nuvola di felicità è durata solo qualche mese, quando fu arrestato Mussolini e i soldati italiani rimpatriati la gente fu costretta a scappare di nuovo perché sarebbero arrivati i tedeschi.

Dopo quell’evento la fuga ricominciò, i due fratelli furono portati in un istituto cristiano poco fuori Nizza, lì sarebbero stati al sicuro se nessuno avesse sospettato fossero ebrei. Non ricevettero notizie della famiglia per lungo tempo e questo li spinse in città e caddero nelle mani dei nazisti. In qualche modo e grazie all’aiuto di alcune persone e del loro intuito, riuscirono a sopravvivere. Si ricongiunsero brevemente con i genitori e subito partirono per regioni lontane dove rimasero fino a che la guerra non fu finita.
Ammetto che mi sono messa a piangere molte volte durante la rappresentazione e mi sono trattenuta altrettante. Credo che questo film sia una piccola perla per ricordare il passato, consiglio assolutamente la visione. La fine, i titoli di coda con le spiegazioni di cosa successe ai vari personaggi rende il tutto ancora più di valore ed è stato meraviglioso vedere l’abbraccio di questi due fratelli alla fine della proiezione perché entrambi sono ancora in vita.

 

 

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