Sentimenti da assaggiare di Enrico Smeraldi e Francesco Fresi | Recensione di Deborah

 

SENTIMENTI DA “ASSAGGIARE”

 

Sedersi a tavola ha sempre avuto molteplici significati: odiarsi, amarsi, tradirsi, arrabbiarsi, lasciarsi andare ai ricordi come alla felicità. E’ lì che l’uomo ha da sempre sviluppato ciò che lo caratterizza: le relazioni basate su sentimenti/emozioni. In questo libro ne sono stati scelti tredici, che per eccesso o difetto caratterizzano l’era moderna.

 

AutoriEnrico Smeraldi e Francesco Fresi
Editore: Imprimatur
Data di uscita25 Maggio 2017
Pagine144
Prezzo€ 13,00

ACQUISTALO SUBITOSENTIMENTI DA “ASSAGGIARE”: SPEZIE SEGRETE PER SUPERARE LO SCIAPO DEL VIVERE QUOTIDIANO

 

Trama:

Parlare di sentimenti è come giocare in cucina, per questo il risultato dipenderà dal giusto equilibrio tra gli elementi. I sentimenti possono interagire tra loro in modo sia positivo sia negativo, inducendone di nuovi se non mediati. L’esempio più classico è quello della gelosia: la sua assenza può oscurare il sentimento d’amore provato, facendoci risultare freddi, distaccati ed egocentrici, mentre, talvolta, quando appare eccessiva, la neghiamo vergognandocene, ci sentiamo in colpa. Tuttavia, è evidente a tutti come, se equilibrata, risulti “spezia” essenziale del processo di innamoramento…
Questo quindi è un libro che propone ricette ed emozioni che partono dalle tradizioni classiche per lasciare al lettore la possibilità/bisogno di cimentarsi in cucina con piatti, sentimenti/spezie nuovi.

 

Recensione:

Cari lettori della Stamberga

oggi parliamo di un romanzo davvero molto particolare, scritto da Enrico Smeraldi e Francesco Fresi ed edito da Imprimatur. Si tratta di un incontro molto particolare, quello tra cibo e sentimenti, nello specifico spezie e sentimenti. Gli autori propongo un’analisi dei sentimenti paragonati ad alcuni insaporitori dei cibi, suggerendo alla fine di ogni capitolo una ricetta di Silvia Ranzi su come impiegare la spezia oggetto di discussione. Sarà facile raggiungere il giusto q.b. emotivo per essere equilibrati? Iniziamo subito il nostro viaggio gastronomico ed emotivo!

 

I sentimenti/le spezie non sempre possono essere elargiti in grosse quantità, ma non per questo vanno scrupolosamente stipati o pesati in modo chirurgico come quando cuciniamo un dolce.

 

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La cannella – La curiosità.

Cannella è la spezia che rappresenta là curiosità, è una spezia viaggiatrice e quindi curiosa per natura. Conferisce, a seconda dei gusti, quel tocco in più ai cibi ma se diventa un eccesso rovina il piatto. Così come la cannella anche la curiosità se supera il limite diventa nociva. La curiosità è quel sentimento che spinge l’uomo a conoscere, a scoprire e a crescere. Diventare troppo curiosi significherebbe eccedere, invadere le sfere altrui non per il piacere di conoscere ma per il vizio di impicciarsi.

RicettaCrumble con lamponi e cannella

 

La cannella è una spezia curiosa, sempre in viaggio, dall’Egitto dei Re e delle Fenici ai nobili e aristocratici del Medioevo fino a noi.

 

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Il peperoncino – La gelosia.

La gelosia è un sentimento forte e difficile da contrastare, proprio come il peperoncino. La spezia piccante non ha mezze misure, è qualcosa che ti invade e pervade ed è difficile da arrestare. Un grado di piccantezza ben assestato non si spegne con un bicchiere d’acqua. La gelosia va a pari passo con l’amore e l’ossessione. Il pizzico di gelosia è un sano segno di attaccamento alla persona, ma attenzione se diventasse un incendio i danni sono irreparabili.

Ricetta: Salsa caliente.

 

Il peperoncino è la spezia gelosa, brucia la gola, scende per tutto il corpo infuocandolo. Offusca la mente e fa sognare…

 

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L’invidia – Il wasabi.

L’invidia è un sentimento amaro e corrosivo, copre ogni cosa e ci accieca un po’ come quando decidiamo di mettere il wasabi sul sushi, in bocca ci resterà un sapore amaro e pungente. L’invidia contrariamente alla gelosia non ha mezze misure e non può che essere negativa. Si tratta della distruzione o affossamento di un’altra persona perché si pensa abbia quel qualcosa in più. Bisogna stare attenti a non lasciarsi travolgere da questo sentimento.

Ricetta: cheescake al wasabi.

 

 

 

Il wasabi cresce spontaneamente, di un color verde come la bile, si posa sui cibi donando loro un sapore forte, fortissimo.

 

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La menta piperita – L’allegria.

La menta piperita è una spezia fresca, quando viene assunta lascia un sapore fugace e piacevole, proprio come l’allegria.  L’allegria è un sentimento spensierato che cresce con la persone stessa, è semplice e non carico di pretese come la felicità. Essete allegri non vuol dire essere felici, questo sentimento non implica l’assenza di tragedia e dolore, è un modo per addolcire la vita, proprio come la menta piperita addolcisce e arricchisce diversi piatti.

Ricetta: pesto piperito

 

La menta piperita è la spezia allegra. Sfiorata dal vento, sprigiona il suo intenso profumo, che riempie l’aria e disegna sui visi un sincero sorriso.

 

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Il piper nigrum – Paura e angoscia

Il pepe nero è una spezia forte, dura, può spaventare quando ne troviamo un’abbondante dose nel piatto che ordiniamo. La paura è un sentimento che travolge, a volte lo aspettiamo puntuale, perché conosciamo ciò che ci crea angoscia e disagio. Altre volte invece si scatena inaspettatamente, ci travolge è destabilizza. Conoscere le proprie paure, così come la quantità di pepe tollerato, è utile per prendere coraggio e affondare la forchetta negli spaghetti.

Ricetta: cozze al pepe nero.

 

Il piper nigrum è la spezia della paura. Con i suoi granelli neri, che cadono a pioggia sui primi e secondi piatti, si accompagna all’idea del pericolo

 

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Il cacao – Il senso di colpa

Il cacao ha diverse forme e consistenze, sapori e gusti. Arricchisce molti cibi, ne diventa il protagonista e ci risolleva l’umore. Io personalmente assocerei il cacao alla gioia, però viene associato al senso di colpa. Ci sentiamo in colpa quando sgrafignamo cioccolatini, ci avventiamo sulla torna al cioccolato o stacchiamo un pezzo troppo grande dalla tavoletta. Vi succede? Be ogni tanto si, ma passa subito :) il segreti per sentirsi meno in colpa è condividere le leccornie al cacao con le persone care!

Ricetta: tagliatelle al cacao

 

Liquido, in polvere o solido: il cacao è trasformista ma in qualunque forma e consistenza si presenti, ammalia, delizia e conquista i palati.

 

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La vaniglia – L’amore di sé

La vaniglia è una spezia particolare, molto pregiata e ricercata. Dona ai piatti un buonissimo aroma e un dolce retrogusto quando non è eccessivamente stucchevole. L’amore di sé, come la vaniglia nel giusto q.b. , è un sentimento positivo, quando si palesa per un gesto altruista o di affetto nei confronti delle persone speciali. È negativo quando si tratta di elevare se stessi a discapito degli altri e di relegare tutto e tutti, si scade nell’egocentrismo e narcisismo.

Ricetta: capesante alla vaniglia

 

Vanitosa, delicata e al tempo stesso forte e sicura di sé come solo un’orchidea sa essere: la vaniglia entra in cucina, si specchia e, a volte, si innamora di se stessa.

 

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La noce moscata – L’estasi.

L’estasi è uno status e un sentimento particolare. Difficile da raggiungere e difficile rendersi conto di se stessi quando accade. In passato lo stato di estasi veniva individuato come felix, ovvero essere quanto più vicino agli dei. L’estasi può essere di tipo materiale e di tipo spirituale. La seconda è quella positiva e nasce con l’innamoramento, Il perdersi non solo in uno stato fisico ma anche di comprensione spirituale della persona cara.

Ricetta: bocconcini di pollo al latte e noce moscata

 

La noce moscata approfitta del suo carattere raffinato e dolce per avvolgere e rapire

 

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I chiodi di garofano – Il disgusto

I chiodi di garofano hanno un sapore forte, strano e molto stucchevole, inseriti in certi piatti anche in quantità minime possono generare disgusto. Il disgusto è un sentimento che è quasi impossibile fa mascherare, può nascere in relazione a diversissimi fattori, dipenda da persona a persona. Si crede che non è bene mostrarlo agli altri perché si può risultare inopportuni e maleducati. Ma se provassimo a mostrare fiducia verso questo sentimento dell’altro, quella stessa persona può riporla in noi quando mostriamo a nostra volta disgusto verso qualcosa. È un modo di esprimersi che utilizzato con educazione non dovrebbe essere decurtato.

Ricetta: prosciutto al forno

 

Il chiodo di garofano cerca di farsi largo in cibi e bevande. Il suo aroma forte, caldo e stucchevole spesso, però, gli è d’ostacolo e lo rende “indigesto” a molti.

 

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Il cumino – Memoria e nostalgia

Nelle nostre memorie sono immagazzinati i ricordi, i ricordi dettano il ritmo della nostra vita presente e futura. Nel caso in cui ci racchiudiamo nel passato e ci culliamo nella nostalgia dei ricordi non riusciremmo mai a fronteggiare un presente convenzionale e un futuro incerto. Bisogna conservare le memorie come tesori preziosi ma non esserne dipendenti, buttiamola ed utilizziamo il cumino in altre pietanze, non solo unicamente dove è per noi famigliare!

Ricetta: Hummus al cumino

 

Ogni granello di cumino racchiude una storia, un Paese, in cui la spezia cresce

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Il papavero – Il pudore

Proprio come il papavero abbassa la testa quando si accorge di essere guardato da un suo simile così facciamo anche noi nel l’adolescenza. Il senso del pudore è più elevato in questa tappa perché si è più insicuri a mostrarsi agli altri per quello che si è, si tante a uniformarsi con le masse per non essere il diverso. Solitamente il giusto q.b. di pudore lo si raggiunge quando da adulti, si è maturato una certa consapevolezza e sicurezza di sé, ci si mostra per quello che si è riponendo una guardinga fiducia negli altri.

Ricetta: torta di limone ai semi di papavero

 

In un campo pieno di suoi simili, il papavero piega la testa, abbassa gli occhi…

 

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Il mirto – la solitudine

Il mirto cresce con quello che ha, in solitudine. Quando una persona rimane in questo status spesso si rammarica di essere sola, vorrebbe avere qualcuno al proprio fianco ad attenuare questo sentimento mordente. Sono persone che vivono rannicchiandosi sempre più nell’essere soli, non lavorare su questo. Altre persone invece, nono stante siano fisicamente sole, si impegnano sempre per contattarne altre e creare interazione sociale. La solitudine così rimane solo un dato di fatto e non un sentimento demotivante.

Ricetta: spezzatino al mirto

 

Il mirto si adatta alle situazioni, non chiede, prende ciò che la natura gli dona, diventando grande “da solo”

 

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Il curry – Il tradimento

Il curry è una spezia asiatica frutto della miscelanza di diverse altre spezie, ha un gusto deciso, forte e particolare. Il tradimento è anch’esso, un insieme di sentimenti, ha un impatto travolgente. È uno dei sentimenti più negativi, l’emozione che ci getta nel baratro se prende forma. Si, ai tratta di un qualcosa di terribile, imprevedibile perché non c’è nessuna regola per capire chi ci tradirà. È difficile da superare, dolore e rammarico, ma per paura che accada non imponiamoci di non amare. Amore, sentimenti, amicizia sono emozioni che riempiono e danno forma alla vita delle persone, senza di essi non esisterebbe neanche il tradimento.

Ricetta: costolette d’agnello con fantasia di verdure e curry

 

 

Quale spezia utilizzate più spesso o vi rispecchiate di più?

Nota sugli autori:

Francesco Fresi, Psicoterapeuta, selezione e formazione del personale, scrittore, neuropsicologo e ricercatore universitario, si occupa dei disturbi emotivi (psicologici e psichiatrici) in età adolescenziale e adulta, scegliendo di affrontarli anche attraverso canali non didattici come la TV (Hotel Chiambretti), la radio (105 Kris and Kris), la carta stampata («Vero», «VIP», «TV», «Infamiglia», «Mabella») e non (All Running). Svolge la sua professione presso l’ospedale San Raffaele di Milano e il suo studio privato.
www.francescofresi.it

Enrico Smeraldi è Professore Emerito di Psichiatria presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha scritto per le più prestigiose riviste internazionali di psichiatria ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche: I disturbi dell’ansia (1991), I disturbi dell’umore (I edizione 1993, II edizione 2010), Psichiatria clinica (1994), Competenze psichiatriche nella formazione medica (2004), Trattato Italiano di Psichiatria (I-II-III edizione) e la riproposizione commentata del Trattato di Psicopatologia di Eugene Minkowski (2003). Ha inoltre pubblicato con Sergio Zavoli I volti della mente. Viaggio nel pensiero ammalato (1977) e con Piero Coda L’Anima e la mente. Un tema a due voci (2010). Con Imprimatur ha scritto L’arte di essere nonni(2015) e Brevi lezioni di psichiatria (2016).
www.enrico.smeraldi.com

 

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