A tu per tu con Luca Murano

 

Luca Murano nasce al nord (Lodi) da genitori del sud (Salerno) e attualmente vive al centro (Firenze). Dopo aver conseguito la laurea in Lettere Moderne a Pavia, ha lavorato per due anni con la casa editrice Mondadori come redattore e correttore di bozze. Luca è un tipo irrequieto, specialmente al mattino presto, e si deprime se lo porti al supermercato. Ma ha anche dei pregi: per esempio è uno che scrive. A luglio 2018 è uscito il suo primo libro, una raccolta di racconti, dal titolo “Pasta fatta in casa – sfoglie di racconti tirate a mano” pubblicato con la casa editrice milanese Bookabook.

 

 

Editore: Bookabook
Data di uscita:  5 luglio 2018
Pagine: 160
Prezzo: 12.00 €
Acquistalo subito: Pasta fatta in casa. Sfoglie di racconti tirate a mano

Pasta fatta in casa è una raccolta di racconti incentrati sull’agio e sul disagio dei vari protagonisti. Essi, slegati l’uno dall’altro, sembrano però raccontati dalla stessa voce narrante che si declina in più storie, aprendo il sipario su ambientazioni urbane, diversi fraintendimenti, malesseri autentici e problematiche poco originali. Fra queste pagine non troverete eroi morali o paladini della giustizia, ma piuttosto lo stridente contrasto fra persone normali che fanno cose semplici e il mondo attuale, un mondo accelerato e decadente che di normale, ormai, ha ben poco.

 

 

Benvenuto Luca nella nostra Stamberga, è un vero piacere fare la tua conoscenza e approfondire insieme i tuoi racconti.

 

 

  • Come è nata l’idea di Pasta fatta in casa – sfoglie di racconti tirate a mano?

Le storie che abitano le pagine di questo libro hanno avuto genesi varie e variegate, come diversi sono stati i momenti della mia vita in cui sono affiorati i racconti qui raccolti. L’idea vera e propria di selezionarne alcuni e ‘immaginare’ questo libro si è palesata nella mia testa nel 2017. Più o meno nove mesi dopo è nata Pasta fatta in casa.

 

 

  • C’è un racconto che ti si è delineato prima degli altri?

‘Ricomincio daccapo’ è il racconto con maggior anzianità. Si tratta di una storia bonsai, un esercizio di stile ben riuscito e che, in quanto scintilla letteraria, mi premeva includere in questa raccolta.

 

 

  • Quale storia è la tua preferita? Come mai?

‘Gatti ninja e radiazioni cosmiche’, il racconto che chiude il libro è sicuramente uno dei più incisivi. Una storia a tinte surreali che parla di amore, di smarrimento e di un gatto che abita in un frigorifero. Ho avuto l’onore di vederlo pubblicato anche su riviste letterarie come Inchiostro e Spazinclusi. Correte a leggerlo!

 

 

  • C’è un racconto che hai avuto più difficoltà a scrivere?

‘Pasta fatta in casa’ che dà il nome a questa raccolta è stato sicuramente il più complesso da mettere su carta. È una storia che mi riguarda da vicino e con la quale ho esorcizzato una situazione personale a dir poco delicata. È un racconto che parla di perdita, di consapevolezza, e del modo in cui perdere qualcosa o qualcuno cambi le nostre vite

 

 

  • Quale dei tuoi personaggi è il tuo preferito? Hai qualcosa in comune con lui/lei?

In ognuno dei protagonisti del libro c’è un pizzico di me. Forse quello con cui empatizzo di più è il ragazzo scanzonato e un po’ fuori di testa di ‘Incursioni liquide’.

 

 

  • Nei tuoi racconti ci sono molte ricette differenti di vivere la vita, tu ne segui una in particolare?

La vita è troppo complessa e stratificata per poter pensare di suggerire soluzioni sempre azzeccate. Qui ho voluto dare spazio a un punto di vista diverso, quello dei miei personaggi che inciampano, magari cadono in terra, ma provano sempre a rimettersi in piedi. Anche con metodi poco convenzionali…

 

 

  • Quale piatto di pasta è il tuo preferito? Cosa non bisognerebbe assolutamente fare per non rovinarne la ricetta?

Carbonara amor de mi vida. E pene corporali a chi prova a cucinarla con la panna e col grana.

 

 

  • C’è qualche curiosità che non hai scritto nel tuo libro e vuoi condividere con i lettori?

Prima di esordire nel mondo dell’editoria, ho pubblicato un disco in qualità di bassista per gli Hard Reset (“Machinery & Humanity” il titolo). E il prossimo anno uscirà il secondo…

 

 

  • Quale messaggio vorresti trasmettere ai tuoi lettori?

Il ‘tra le righe’ mi interessa relativamente. Ognuno ha sensibilità diverse e si declinerà in queste storie in maniera sempre diversa e personale. Mi piace però pensare che il lettore, per un attimo, leggendo il libro sbirci nella mia testa e dimentichi chi è, che cosa sta facendo e perché lo sta facendo.

 

 

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, è stato un vero piacere!

 

 

 

May the Force be with you!
Precedente Il cavallo di Skye Warren | Recensione di Deborah Successivo Il movimento delle foglie di Tom Drury | Recensione di Deborah