A tu per tu con Marco Lazzarini

 

Marco Lazzarini nasce a Siracusa in una famiglia appassionata di arti visive. Il background culturale e gli studi artistici lo conducevano inizialmente ad esprimersi attraverso la pittura e la computer grafica. Poi, una sera come tante altre, prendeva carta e penna e iniziava a scrivere storie. Il viaggio è il suo libro di esordio.

 

 

Editore: Independently published
Data di uscita:  6 dicembre 2019
Pagine: 164
Prezzo: 2.99 € ebook ; 6.99 € cartaceo

 

Nel 1281, tra le alte montagne, un piccolo gruppo di monaci è costretto ad abbandonare l’isolato eremo. Uno di loro, spinto dal desiderio di recarsi in Terra Santa, intraprende un lungo viaggio attraverso il mondo degli uomini. Tra villaggi sconosciuti e casuali incontri, il monaco seguirà l’invisibile ed imprevedibile via tracciata dal destino o, secondo le sue parole, “dal volere di Dio”

 

 

 

 

 

Benvenuto Marco nella nostra piccola Stamberga, è un vero piacere fare la tua conoscenza e approfondire insieme il tuo romanzo, Il viaggio

 

Il piacere è tutto mio. Vi ringrazio molto per avermi dato la possibilità di parlare del mio libro ai vostri lettori.

 

  • Come è nata l’idea di Il viaggio?

Non saprei dire con esattezza. Mi ricordo che una sera invece di prendere il pennello (da sempre mi diletto con le arti grafiche) ho preso carta e penna ed ho iniziato a scrivere una storia che non conoscevo ma che sin da subito ha iniziato a scorrere fluida e sicura. Non avevo pianificato nulla, né la storia, né il protagonista, e neppure l’ambientazione, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso da ciò che avevo scritto quella sera e mi sono lasciato trasportare sino alla fine.

 

 

  • C’è un episodio che ti si è delineato prima degli altri?

Utilizzando la forma del diario personale ho preferito immaginare le vicissitudini del protagonista seguendo una corretta linea temporale. Desideravo rendere più naturali le sensazioni estemporanee del monaco. Pensavo inoltre che elaborare in anticipo gli avvenimenti mi avrebbe tolto il piacere di scrivere una storia a me ignota.

 

 

  • Come mai hai scelto di ambientare il tuo romanzo nel 1281?

Nella prima stesura del racconto non avevo indicato una data esatta, non la ritenevo necessaria ai fini della storia che ha un carattere più intimista e personale. Però quando ho distribuito le bozze ad amici e parenti il loro primo commento è stato “che anno è?”, così ho deciso di indicare una data per consentire ai lettori di immaginare al meglio il contesto in cui si svolgeva la storia.

Potrei dire che l’anno 1281 è stato scelto dalla storia e non dall’autore :)

 

 

  • Hai qualcosa in comune con il protagonista?

Il monaco protagonista ha il mio stesso modo di pensare e di percepire il mondo, quindi direi sì, abbiamo molto in comune. Con questo racconto, attraverso il suo protagonista, penso di aver  trovato un altro modo (oltre la pittura) per mostrare agli altri quello che ho dentro. Ho già detto che ho un carattere introverso? :-P

 

 

  • Secondo te qual è la decisione più difficile presa dal protagonista?

Immagino che il monaco, convinto che l’intera sua vita (nonché il mondo intero) fosse guidata dal volere di Dio, non abbia mai dovuto affrontare decisioni particolarmente difficili, certo che comunque Dio avrebbe deciso per lui nel migliore dei modi. Probabilmente la maggiore difficoltà del protagonista è stata quella di comprendere il perché delle scelte divine.

 

 

  • Invece il momento più difficile che ha dovuto affrontare?

La sua prima partenza dall’eremo. Non deve essere stato affatto facile per lui abbandonare la calma di quel luogo sacro per intraprendere un viaggio verso un mondo a lui ignoto, per di più in solitaria, senza nessuno che potesse dargli conforto nei momenti difficili ad eccezione di quello che riusciva a trovare dentro di sé. Spero di essere riuscito a mostrare la paura dell’uomo solo che avanzava in una natura selvaggia abitata da mille belve, reali o immaginarie.

 

 

  • Quale è stata la difficoltà più grande che hai incontrato nel ricostruire un viaggio avvenuto nel 1281?

E’ stata quella di decidere come raccontare il mondo dove si svolgeva la storia. Dovevo trovare un modo per raccontare il medioevo senza che questo risultasse eccessivamente pedante. Volevo descriverlo in un modo piacevole da leggere, eliminando il superfluo ma senza snaturarlo.

 

 

  • Se avessi la possibilità di fare una domanda al protagonista del tuo romanzo quale sarebbe?

Cosa ha trovato dopo il punto finale del libro ;)

 

 

  • Cosa ti affascina maggiormente dell’epoca medioevale?

La mia passione per il medioevo è nata quando ho avuto la possibilità di lavorare per diversi anni all’interno di un castello di quel periodo (il castello Maniace di Siracusa). Frequentare quegli ambienti carichi di storia e di storie, molto spesso da solo e nel silenzio dell’alba, mi ha portato ad appassionarmi a quel periodo storico, con particolare coinvolgimento verso la dura vita delle persone comuni, la cui esistenza, spesso sottomessa alle angherie dei potenti, era vissuta nella  ricerca della salvezza terrena e spirituale.

 

 

  • Se dovessi associare una canzone al tuo romanzo quale sceglieresti?

Direi Catharsis dei Die Verbannten Kinder Evas.

Mi è facile immaginarla come sottofondo del viaggio.

 

 

  • Cosa significa per te la scrittura?

Poter fissare in un foglio un racconto, un pensiero o la descrizione di un mondo immaginario che altrimenti svanirebbe dimenticato per sempre. Non ha importanza se ciò che scrivo piacerà ma in quelle parole ci sono io e quando arriverà il tempo in cui non ci sarò più, chi vorrà conoscermi potrà farlo.

 

 

  • C’è qualche curiosità che non hai scritto nel romanzo ma vuoi condividere con i lettori?

Questo racconto è nato in un momento difficile della mia vita e scriverlo mi ha aiutato a pensare ad altro. Non pensavo di pubblicarlo ma, invogliato dai pareri delle persone a me care, mi sono infine convinto.

 

 

  • Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho da poco iniziato a scrivere un romanzo ambientato in un futuro prossimo.
Al momento posso anticipare che, diversamente dal racconto solitario del “Il viaggio”, questo sarà costituito da più vicende che si intrecciano e questa scelta mi ha obbligato a pianificare in anticipo gli avvenimenti principali in modo da poterli incastrare in maniera credibile e senza forzature.

 

Se mi permettete vorrei approfittare di questo spazio per ricordare che l’intero ricavato dell’autore sarà destinato a contribuire alle spese per le terapie riabilitative per una bambina affetta da una rara sindrome genetica.

 

 

Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato, è stato un vero piacere conoscerti!

 

 

 

May the Force be with you!
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