A tu per tu con Nicola Arcangeli

 

Nicola Arcangeli è nato e vive a Bologna. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo, scritto in collaborazione con Emanuela Tumiatti, Lo specchio delle sue brame (Giraldi Editore). L’autore vanta anche una partecipazione all’antologia 99 rimostranze a Dio (Ottolibri, 2013) con il racconto Call Center e all’audiolibro MPTales vol. 1 (Ottolibri, 2014) con il racconto Alfio. Sempre nel 2014 è uscito il suo secondo romanzo Dove oggi è già domani seguito nel 2016 dal sequel Solo il vento lo ascoltava, editi entrambi da Giraldi Editore a cui si aggiungono partecipazioni a varie antologie.

 

 

Editore: Clown Bianco Edizioni
Data di uscita: 7 giugno 2018
Pagine: 240
Prezzo: 17.00 €
Acquistalo subito: Rimini graffiti. Il valzer dei cani

Rimini, estate 2012: un omicidio avviene in piena notte ai margini della movida vacanziera. Niente sballo, nessuna droga, solo il ritrovamento sulla spiaggia, all’altezza del Grand Hotel, del cadavere di un vecchio ubriacone, trovato all’interno di un canale murato da decenni e dimenticato dai più. Ma non da tutti. Perché chi conosce Rimini e il suo passato oscuro sa che quell’omicidio ha una storia non raccontata. Leonard Beck è un uomo ormai anziano, che nella vita ha perso tutto ciò che poteva perdere e che ora, a distanza di quasi cinquant’anni, ripercorre le tappe della sua adolescenza, dalla traumatica separazione dei genitori che lo costrinse a emigrare dalla California alla Romagna, fino alla scoperta dell’amicizia, dell’amore e della morte. Tra passato e presente, attraverso i momenti più felici e quelli più neri della sua giovinezza, seguiamo Leonard fino alla scoperta della scintilla di un’antica violenza che è all’origine di verità terribili.Perché spesso il male ha radici profonde.

 

 

Benvenuto Nicola nella nostra piccola Stamberga, iniziamo subito la nostra intervista!

 

Ciao Deborah, sono pronto, dimmi tutto quello che vuoi!

 

 

  • Come è nata l’idea di Rimini Graffiti?

Rimini Graffiti può apparire come un omaggio a Stephen King e lo è, non lo nego, ma la sua origine sta nei ricordi d’infanzia che mi legano a Rimini, la città dei miei genitori e dove ogni anno, fino all’età adulta, passavo una bella fetta delle mie vacanze estive. Grazie ai miei ho vissuto tante emozioni che mi porto ancora dentro e che ho cercato di condividere, pur filtrate da una storia nera.

 

  • C’è un episodio che ti si è delineato prima degli altri?

L’episodio di apertura, quello ambientato al Kursaal (stabilimento balneare celebre in tutta Europa in quegli anni) nell’inverno del 1929, durante i giorni del nevone, un fatto storico che si collega ad un altro emblema della Rimini che non c’è più, il Kursaal appunto.

 

  • La tua storia affonda le sue radici nella realtà?

In estrema sintesi no, ma ogni riferimento storico è reale, dal nevone di cui ho appena parlato (peraltro avvenuto nel periodo di San Valentino e carnevale) a tante altre citazioni circa la ricostruzione di Rimini dopo le distruzioni patite durante la seconda guerra mondiale.

 

  • A quale dei tuoi personaggi sei più legato? Hai qualcosa in comune con uno di loro?

Sono legato ad Ambra Mancini, poco socievole, osservatrice, ombrosa, ma di una personalità talmente magnetica da mandare in tilt tutti coloro che le ronzavano intorno.

 

  • Descrivici Leonard con tre aggettivi.

Indolente, romantico, triste.

 

  • La figura dei tre cani da cosa è nata?

Da un fatto realmente accaduto durante un pomeriggio in compagnia di mio fratello e di un mio amico. Eravamo in spiaggia, erano le due, c’era pochissima gente a quell’ora in genere le famiglie rincasavano per poi fare capolino in spiaggia attorno alle quattro. Beh, quel pomeriggio ci imbattemmo in tre individui strani che senza ragione cercarono di aggredirci. Pareva abbaiassero e non si capiva nulla di quel che dicevano. Pochi incomprensibili minuti che mi sono rimasti dentro e che ho raccontato quasi integralmente mettendoci i ragazzi del romanzo al nostro posto.

 

  • A tal proposito, il tuo giallo ha elementi mistici come mai questa scelta?

Perché un genere a comparti stagni a mio avviso è sempre un’occasione persa: con un romanzo usiamo metafore che possono essere di monito o di insegnamento. Il giallo classico deduttivo ha forse fatto il suo tempo, sporcarlo con elementi differenti è stata prerogativa del noir, farlo con altri elementi ‘estranei’ come il misticismo o il fantastico ti permette di parlare al lettore nel suo intimo e di andare a suscitargli domande che vanno al di là della fruizione di una storia gialla.

 

  • L’immagine e la storia del Kursaal sono davvero affascinanti, come mai hai scelto proprio questo pezzo di Rimini che non c’è più?

È per via del mistero che si è portato via, come una stella che si spegne e le cui vibrazioni riverberano negli anni. È stato un po’ come catturare quel passato, la belle époque del Kursaal contrapposta a una Rimini ancora rurale nell’anima, oscura e fredda, ben lontana dall’immagine che ne abbiamo oggi.

 

La tua storia è ambientata a Rimini ma si affaccia anche su Los Angeles, come mai hai optato per due città così lontane e diverse?

Proprio per mostrare il solco tra le due realtà, in quegli anni, nonostante la guerra fosse finita da un pezzo e il boom industriale avesse cambiato il volto di Rimini (come di molte città d’Italia), c’erano ancora i segni e le contraddizioni del conflitto. Gli Stati Uniti invece erano cresciuti in una inconsapevole spirale di progresso e benessere. Nonostante anche loro avessero avuto la guerra di Corea ed il Vietnam iniziasse a diventare un conflitto internazionale, quelli erano gli anni della grande rivoluzione culturale e sociale: la nascita del rock’n’roll, ciò che si vede in American Graffiti di Lucas, gli Happy Days di un’intera società. Nel preciso momento in cui si svolge Rimini Graffiti Kennedy è ancora vivo, Hollywood è al suo apice e nulla sembra fermare il mondo. Proprio come il gruppo di amici che Leonard conosce una volta arrivato in Italia.

Per loro, e per tutta l’umanità purtroppo, i mesi e gli anni seguenti ebbero in serbo ben altre cose oltre alla felicità, la spensieratezza ed il progresso.

 

  • C’è qualche episodio che non hai scritto nel tuo romanzo e vuoi condividere con i tuoi lettori?

All’inizio avevo optato per un finale più cerebrale, non risolutivo come quello finito in stampa. Ci ero molto affezionato e chi mi conosce bene può immaginare il mio dispiacere, ma da più parti mi erano arrivati input inequivocabili: mantenere tutto troppo vago avrebbe potuto disorientare il lettore, così è nata la scena finale ambientata in una Rimini notturna e spettrale.

 

  • Ti sei ispirato ad un romanzo o ad uno scrittore in particolare?

Come detto prima King, ma anche Eraldo Baldini, che per come ha saputo catturare l’aspetto oscuro della Romagna va considerato un maestro.

 

  • In questo momento quale romanzo ci consiglieresti?

Non uno, bensì tre: la trilogia delle Ebridi di Peter May dove la natura arcigna e splendida si mescola a vicende presenti e passate dense di mistero.

 

Qual è il tuo romanzo preferito?

Misery di King, ma anche L’uomo di neve di Nesbo.

 

Cosa significa per te scrivere?

Un passatempo, ma qualcosa che prendo estremamente sul serio. Non mi piace fare il finto modesto e dire: “Ehi, ho scritto questa cosuccia. Vedi un po’ se ti va di leggerla…”. Se un manoscritto arriva fino in fondo è perché ci ho creduto e perché lo reputo degno di regalare emozioni a chi lo leggerà.

 

Hai qualche consiglio per chi sogna di intraprendere la strada della scrittura?

Allenatevi leggendo ciò che più vi piace e scrivendo, scrivendo tante cose che poi magari andranno in un cassetto o in un cestino della spazzatura, ma vedrete che piano piano ciò che esce dalla vostra penna sarà sempre più bello.

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Un poliziesco ambientato nel bolognese. “Come, un altro?” direte. Ho tanti amici giallisti qua a Bologna che ho voluto anche io cimentarmi in un poliziesco, un po’ più hard boiled a dire il vero, dove all’azione cerco di coniugare i rapporti personali e familiari.

 

 

Grazie del tempo che ci hai dedicato, un grande in bocca la lupo!

Grazie a voi, è stato un piacere, vi auguro il meglio!

 

 

 

May the Force be with you!
Precedente Showtime: On the line. Every day. – 9-1-1 (Fox) Successivo Music Monday #4: Dove ti ho perso di Ruth Hogan (Rizzoli)