A tu per tu con Stephenie Queen

 

Il nome Stephenie Queen nasce quando l’autrice aveva undici anni, dall’amore per Stephen King e del suo Salem’s Lot. Dopo essersi laureata e aver avviato una start up, Stephenie gira il mondo con il suo camper alla costante ricerca di una conferma che le sue reminiscenze di vite non vissute in cui, sin da bambina, lottava con gli atlantidei, o viveva nel castello di Camelot come apprendista di Mago Merlino o esplorava lo spazio indossando la tuta della NASA, siano realtà.

 

 

Editore: Intrecci Edizioni
Data di uscita: febbraio 2020

Dopo l’inspiegabile omicidio che ha sterminato le loro famiglie e la successiva scomparsa del loro padrino, Emily e Tom sono gli unici eredi del POLOM, un progetto scientifico in grado di rivoluzionare la conoscenza condivisa dalla comunità scientifica sulla vita del nostro e degli altri pianeti. A un mese dal tragico evento, quando le loro esistenze sembrano sul punto di riassestarsi, i due ragazzi si ritroveranno braccati dagli USMC, determinati a impadronirsi del POLOM. Costretti alla fuga, nel mezzo della White Mountain National Forest, si imbatteranno in Michael, un marine che sembra volerli aiutare e che invece si rivelerà un personaggio losco e compromesso. La loro avventura li condurrà nel luogo più misterioso della Terra, l’Area 51, dove, prigionieri della MASA, un’associazione militare segreta, dovranno combattere per sfuggire ai loro aguzzini. Riusciranno a salvarsi, a proteggere il POLOM e a scoprire la ragione per cui quelle ricerche sono così ambite?

 

 

Benvenuta Stephenie nella nostra piccola Stamberga, è un piacere fare la tua conoscenza attraverso una piccola intervista!

 

  • Come è nata l’idea di POLOM Project?

La nascita di POLOM Project non è stata lineare: la scintilla è scoccata una sera primaverile. Stavo rincasando quando mi ritrovo a costeggiare una vasta boscaglia in una lunga e vecchia via illuminata unicamente da un grande lampione che emanava una fioca luce arancione. Gli passo accanto e poco dopo averlo attraversato la lampadina scoppia avvolgendomi così nell’oscurità e facendomi salire il cuore in gola. Improvvisamente mi balena in mente una fantasia, di due ragazzi rincorsi in una foresta da un gruppo di soldati, ma il motivo di tale inseguimento mi era sconosciuto. Con lo scorrere del tempo e volendo tenermi legata alla mia passione per l’astronomia e la tecnologia, misi insieme i pezzi e scrissi questa storia.

 

 

  • C’è un episodio che ti si è delineato prima degli altri?

Grazie alla scintilla appena raccontata, il primo episodio che ho scritto è stato proprio il risveglio di Emily e Tom in seguito al loro rapimento e la loro fuga nella foresta.

 

 

  • Descrivici Emily e Tom con tre aggettivi.

Mi risulta difficile descrivere Emily con soli tre aggettivi, perché nel corso del romanzo attraversa una crescita personale, quindi potrei descrivere la Emily dell’inizio e quella che si è formata verso la fine. La prima è ingenua, spaventata, ma risoluta; mentre la seconda è tenace, impavida e risoluta.

Per quanto riguarda Tom lui è premuroso, protettivo e brillante.

 

 

  • Chi è il tuo personaggio preferito? Hai qualcosa in comune con lei/lui?

Ho un debole per Michael. Sì, proprio per lui! A prescindere dal fascino tenebroso e dall’attrazione fatale che possono ispirare i bad boy, Michael è il fattore scatenante che mette in atto il cambiamento e la crescita di Emily. Il romanzo si apre sul funerale delle famiglie dei protagonisti, un omicidio che lascia specialmente Emily distrutta e a pezzi. Quando incontra Michael e impara a conoscere la sua determinazione e la sua forza, questo innesca in lei il coraggio e il potere di dire basta a quei soprusi, di lottare non solo per la salvezza, ma anche per la verità. Ed è (anche) per questo che Michael è il mio personaggio preferito.

 

 

  • Gli alieni sono un argomento davvero affascinante, cosa ne pensi?

Che cosa intendiamo per alieni? Gli extraterrestri che abbiamo imparato a conoscere grazie a Hollywood, umanoidi super intelligenti appartenenti ad altri mondi pronti ad annientare i terrestri iniziando sempre dagli Stati Uniti? In questo caso, non credo affatto in questa tipologia di alieni.

Se invece parliamo di vita extraterrestre, allora ci credo eccome! In un universo così vasto e in continua espansione, in cui sono state stimate cento miliardi di galassie, il numero di possibili Sistemi solari presenti, con un pianeta orbitante attorno a una stella, è potenzialmente infinito, e mi rifiuto di credere puramente per ragioni statistiche che il nostro pianeta sia l’unico ad aver azzeccato le condizioni ideali per la vita. Ed è proprio su questo che si basa il POLOM: ricercare una potenziale forma di vita, animale o vegetale, grande o microscopico, che attraversa il ciclo nascita-morte, in un pianeta in cui un tempo la vita era possibile e forse c’è anche stata.

 

 

  • Come mai hai scelto di dedicare il tuo pseudonimo a Stephen King?

I romanzi del Re mi accompagnano da sempre e sono stati per me grandissima fonte di supporto nei momenti bui della mia adolescenza. In The Shining Stephen ha scritto “We sometimes need to create unreal monsters and bogies to stand in for all the things we fear in our real lives” (“A volte dobbiamo creare finti mostri e spiriti maligni per far fronte a tutto ciò che ci spaventa nelle nostre vite reali”) e per mia esperienza ritengo che questa sua magistrale capacità di sublimare il male nei suoi romanzi renda il reale più facile da affrontare.

 

 

  • Quale romanzo di King preferisci?

La copertina è una dedica al suo romanzo che preferisco in assoluto: 11.22.63, o come dicono altrove 22.11.63.

 

 

  • Ci consiglieresti tre romanzi del Re del brivido?

Nonostante Salem’s Lot sia stato il primo romanzo di King che abbia letto, non si aggiudica un posto nel podio. Quindi, repetita iuvant, consiglio soprattutto 11.22.63, It al secondo posto e Pet Sematary al terzo.

 

  • Se dovessi associare una canzone al tuo romanzo quale sceglieresti?

I Didn’t Know My Own Strength di Whitney Houston.

 

 

  • C’è qualche curiosità che non hai scritto nel romanzo e vuoi condividere con i lettori?

Forse non tutti si accorgeranno che i cognomi di Emily e Tom sono nomi di stelle. Antares è la stella più luminosa e il cuore della costellazione dello Scorpione, mentre Etamin è la più brillante della costellazione del Dragone.

 

 

  • Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Dato che POLOM Project è il primo romanzo di una trilogia ed è per questo motivo che non sono stati rivelati troppi dettagli sullo stesso POLOM e leggendo il finale viene voglia di urlare “dacci di più!”. Inoltre, sentivo prima la necessità di sondare il terreno per capire se i lettori avrebbero accettato e desiderato maggiori tecnicismi che, magari in questo primo romanzo, sarebbero parsi troppo pesanti. Attualmente il secondo volume è già concluso e, insieme al mio editor, ci stiamo dedicando alla sua messa a punto. Il prossimo passo sarà scrivere il capitolo conclusivo.

 

 

Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato, è stato un piacere conoscerti.

 

 

 

 

May the Force be with you!
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