L’Alice di Lewis Carroll | a cura di Deborah

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Teaparty

 

 

L’ALICE di LEWIS CARROLL

 

 

– Alice: Per quanto tempo è per sempre?
– Bianconiglio: A volte, solo un secondo

 

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Amici della Stamberga,

questa settimana il classico articolo del sabato verrà anticipato al venerdì perché ho la fortuna di una gita fuori porta questo weekend, ecco un’altra puntata della nostra rubrica Old But Gold!

 

Ma io non voglio andare fra i matti, — osservò Alice. — Oh non ne puoi fare a meno, — disse il Gatto, — qui siamo tutti matti. Io sono matto, tu sei matta. — Come sai che io sia matta? — domandò Alice. — Tu sei matta, — disse il Gatto, — altrimenti non saresti venuta qui.

 

Vorrei parlarvi un pό del personaggio di Alice di Lewis Carroll e dei suoi due romanzi che hanno la bimba come protagonista. Recentemente ho intrapreso la lettura di questo autore, iniziando con Alice attraverso lo specchio perché desideravo aver letto il libro prima di andare al cinema. È stata una lettura imposta e, forse, per questo motivo ho avuto una reazione strana che non mi spiego perché ero davvero entusiasta di tuffarmi in questo mondo fantastico in cartaceo. Innanzitutto è stata una corsa contro il tempo inutile perché film e romanzo non hanno niente a che fare, se vi interessa il mio parere sulla pellicola vi lascio subito il link, Alice attraverso lo specchio.

Lo stile di scrittura di Carroll è molto particolare, incontriamo molte filastrocche, poesie e giochi di parole. Sicuramente per l’epoca si tratta di un romanzo innovativo e fantastico, lo stile di scrittura è molto scorrevole e accattivante, molto particolare il mondo evocato dall’autore. Nonostante entrambi i libri non mi abbiano molto entusiasmata sono contenta di averli letti perché è un grande classico, e perché sono cresciuta con questa avventura e comunque è sempre un bagaglio di un certo tipo nel CV da lettore. L’avventura in sé non mi ha colpita particolarmente, è stata un pό schematica e ripetitiva: Alice che durante il suo viaggio incontra uno alla volta diversi personaggi, avviano una conversazione e lei li ascolta quasi non vedendo l’ora di procedere e andare via. Gli stessi personaggi mi hanno colpita e rapita molto meno rispetto ad Alice nel paese delle meraviglie. Una cosa però è certa che ho riscontrato in tutte e due le avventure è l’odiosità della protagonista. Tra virgolette mi è in un certo senso caduto un mito, nel cartone animato mi piaceva il personaggio di Alice, una bambina fantasiosa, gentile, cordiale, divertente, insomma è così che mi ricordo di averla percepita.  Nel romanzo invece è una smorfiosetta sottutto io, davvero insopportabile ed antipatica, la classica bambina viziata. Ma è proprio l’atteggiamento, come si pone nei confronti degli altri personaggi, come una gran donna, una sapientona navigata. Eppure l’educazione dell’epoca, soprattutto per le giovani fanciulle facoltose, non credo insegnasse questo. Forse è proprio l’indisposizione verso la protagonista ciò che mi ha portato a non amare il romanzo come la storia della Disney. Anche i vari fattori elementi di fantasia e i personaggi come lo Stregatto, il Brucaliffo, la Regina nel libro non mi hanno così convinta e colpita.

Se avete voglia fatemi sapere se per caso anche a voi questo romanzo a fatto questo effetto.

 

D.

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May the Force be with you!
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