BLOG TOUR: Il nulla che per noi era tutto – I fantasmi del passato

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Dopo I sussurri delle muse tocca a me parlarvi de “I fantasmi del passato – convivere con i propri errori, la mia tappa per il blog tour dedicato al romanzo di Andrea Conteddu, “Il nulla che per noi era tutto”.

4 Aprile

Acquistalo subito: Il Nulla che per noi era tutto

Editore: BookRoad
Genere: Romanzo di formazione, Noir
Pagine: 249
Prezzo: € 6,99 € 12,90

Estate 1994. A Maris, paesino sulla costa centro-orientale della Sardegna, pieno di vita in estate e desolato in inverno, Francesco, undici anni, si gode le vacanze estive in compagnia di Matteo e Giulio, entrambi vicini di casa e suoi migliori amici. I tre affrontano le afose giornate giocando nelle campagne arse dal sole che si estendono di fronte alle loro case.
In seguito alla morte di un turista, all’apparenza dovuta a cause naturali, giunge a Maris  il signor Pasquale, e si trasferisce in una vecchia casa abbandonata da anni che incute un certo timore a Francesco e i suoi amici. Obbligato dai suoi genitori a dare una mano al signor Pasquale nei lavori di casa, Francesco assiste ad avvenimenti sempre più strani e inquietanti, finché non assiste all’apparizione del fantasma sanguinante di una bambina, la cui identità rimane avvolta nel mistero.

Se c’è una cosa che non si può controllare, oltre la morte, è ciò che si lascia alle spalle. Spesso il passato ritorna sotto mentite spoglie per ricordarci cosa abbiamo lasciato indietro, frammenti dolorosi che possono spingere una persona a farsi del male o cercare di dimenticare ingurgitando qualsiasi cosa possa essere in grado di rendere sbiadito il ricordo. 

Come nel caso di Pasquale, personaggio de “Il nulla che per noi era tutto”, un uomo che ha scelto l’alcol come migliore amico e confidente, l’unico rimedio in grado di annullare qualsiasi emozione per lasciare spazio al vuoto, l’emicrania e la confusione, gli stessi “sintomi” che lo hanno spinto ad addormentarsi grazie al suo vizio preferito e non accorgersi di cosa stesse combinando la nipote che per mancanza di un occhio vigile muore in un tragico incidente. 

Quel determinato evento stravolge la già precaria esistenza di Pasquale, trasformandolo ancora di più nel fantasma di sè stesso e creando attorno a lui una fitta rete di pettegolezzi di paese, chi lo vede come assassino e chi come mostro, poco importa perchè il peso con il quale deve convivere è enorme. Pur sapendo che si è trattato di un grave incidente, non riesce a darsi pace e cerca in tutti i modi di affogare il suo dispiacere negli alcolici, ma a differenza di un tempo questi hanno  perso il loro effetto benefico, quello stordimento tale da rendere ogni pensiero una nuvola di nebbia.

Il suo fantasma del passato è l’incubo ad occhi aperti che cerca di tenere a bada con scarsi risultati, il che rende questo romanzo ancora più affascinante e intrigante, una storia che viene filtrata dagli occhi di un ragazzino di undici anni, Francesco, lo stesso che si ritroverà a lavorare nel giardino di Pasquale.

Dall’altra parte invece abbiamo il padre di Matteo, amico di Francesco, un uomo che convive con i suoi errori e non cerca di mascherarli bensì li schiaccia con il pugno di ferro e li anestetizza con il fumo e gli alcolici. Ha sempre scelto la violenza come forma di espressione, lo testimoniano i lividi sul corpo della moglie e di suo figlio, che non sanno più come fare per ritrovare un po’ di serenità e ogni volta che vedono ritornare la sua macchina nel vialetto assale loro il panico, vivendo perennemente in uno stato di ansia e terrore. 

Questo è un uomo che non ha vergogna nel mostrare il suo lato peggiore, uno di quello che non si limita a fare del male, anzi, se ne ha l’occasione se ne vanta senza farsi problemi, un essere orribile che ha in pugno la vita degli altri.

Questi sono solo alcuni dei personaggi presenti all’interno del romanzo, che un po’ come un caleidoscopio esplora l’animo umano in tutte le sue sfumature attraverso un percorso di formazione che si tinge di nero con quella nota quasi paranormale che accentua la bellezza e l’orrore presenti in quest’opera.

«La strada della ghiaia che attraversava le campagna del Nulla che per noi era tutto vi scorreva accanto; i conducenti delle poche automobili che la percorrevano però non potevano vederci, nascosti com’eravamo dal macchione, e per noi non c’era niente di meglio della possibilità di vedere ma non esser visti.»

Non perdetevi le tappe del blogtour!

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di BookRoad per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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