BLOGTOUR: Cagliostro di Frans Sammut – Analisi del personaggio

Benvenuti alla seconda tappa del blogtour dedicato al romanzo di Frans Sammut, “Cagliostro. La doppia vita e l’intrigo maltese”, pubblicato da Bonfirraro lo scorso ottobre. In questa seconda sosta parleremo del personaggio, Giuseppe Balsamo, noto con il nome di Alessandro, conte di Cagliostro.

Pagine: 176

Acquistalo subito: Cagliostro. La doppia vita e l’intrigo maltese

Editore: Bonfirraro
Data di uscita: 16 Ottobre 2017
Prezzo: € 16,90
Pagine: 176
ISBN:
9788862721721

Chi era davvero l’eretico Cagliostro e come operò nel corso delle sue peregrinazioni tra le corti europee? Si recò davvero a Malta? Cosa scoprì di così tanto segreto da averne paura egli stesso? Nessuno ha ancora mai dimostrato, benché si dia per assodato, se il palermitano Giuseppe Balsamo e Alessandro Conte di Cagliostro fossero la stessa persona, ma di certo si sa che l’ultimo finì la propria vita nelle caliginose carceri della fortezza di San Leo, dopo aver truffato le corti di mezza Europa, in quell’occidente di metà Settecento che stava mutando radicalmente, raggiunto dal razionalismo illuminista. Frans Sammut, si sofferma proprio sulle origini storiche di questo personaggio, da quando a Malta, nel 1766, venne introdotto al noto Ordine dei Cavalieri. Tra riti egiziani, mirabolanti peregrinazioni, l’incontro con il misterioso Gran Maestro, re della Massoneria, e con la consorteria partenopea, si snoda nel libro un percorso umano, intrecciato e definito anche da un intelligente scandaglio psicologico, che fa dell’analisi di Sammut, indagine raffinata e condotta con rigoroso metodo storiografico.

“Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo: al di fuori del tempo e dello spazio, il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza.”

Source: biografieonline.it

Ci sono personaggi che ancora oggi fanno parlare di sé, figure intramontabili che col tempo sono diventate immortali, alimentando leggende e diventandolo a loro volta. Questo è il caso di Cagliostro, figura ambigua che si muove nello scenario settecentesco come un camaleonte, abbandonando le sue spoglie “umane” per elevarsi ad osservatore del modo terreno e custode dei suoi infiniti segreti.

Per comprendere questa controversa figura, Frans Sammut indaga a fondo sulla società dell’epoca, scrutando tutto con una sorta di “occhio divino” e cercando di mettere a fuoco ogni minimo particolare per arrivare a descrivere la trasformazione di quest’uomo nel conte di Cagliostro.

Nacque a Palermo con il nome di Giuseppe Balsamo da una famiglia illustre che col passare degli anni ha perso la sua influenza. Alla morte del padre viene accolto nell’accolto nell’istituto per orfani di San Rocco ed è in questo ambiente che comincia a dimostrare interesse per le erbe medicinali. Questa sarà una delle costanti che accompagnerà la sua vita e che mischiandosi all’alchimia gli hanno permesso di praticare medicina, seppur rudimentale, utile abbastanza per diventare un “dio” agli occhi del popolo, in grado di compiere miracoli e aiutare le persone.

La figura di Balsamo è quella di un uomo perennemente in fuga, lo dimostrano gli innumerevoli tentativi di scappare dal convento, fino a riuscirci, non è ben chiaro se sia scappato o lo abbiano dimesso, fatto sta che da quel momento non si ferma mai. È un personaggio costantemente in movimento Cagliostro, viaggiando di città in città e dedicandosi ai mestieri più disparati, come diventare un falsario a Roma o disegnando pergamene a Londra, ma è chiaro che la vita da uomo onesto non gli si addice, il suo intelletto è portato per ben altro, ma la lunga scia di truffe che si lascia dietro non restano indifferenti alle autorità.

L’Europa diventa la sua tela dove rovesciare tutti i colori del mondo, piano piano questo avventuriero comincia a diffondere il proprio verbo fondando a Lione la sua prima loggia massonica ispirata al culto isiaco dei Faraoni (1784). Il vero scopo di Cagliostro non era quello di arricchirsi, ma di conoscere, parliamo di una lunga e profonda ricerca che pianta le sue radici nel sapere antico per raggiungere la perfezione etica e fisica. Il tempio massonico non era altro che un luogo dove studiare approfonditamente ogni culto e dottrina per rafforzare la mente.

 

“Cagliostro divenne protagonista di macchinazioni politiche ordite con il sostegno di una massoneria privata ridotta a una setta dedita al sovvertimento delle regole divine, naturali e sociali.”

Source: esoterici.com

La moglie di Cagliostro lo denunciò al parroco di Santa Caterina della Rota, portandolo davanti al tribunale dell’inquisizione.
Qui a tutti gli effetti venne riconosciuto colpevole di accuse gravissime quali massoneria, eresia, pratica di magia, di bestemmie contro Dio, la Madonna, Gesù e tutti i santi, di truffa, falsificazione e calunnia.

Queste accuse sono state in gran parte estratte dalle testimonianze di sua moglie, mentre altre da diversi documenti scritti da lui in precedenza.

Il 7 aprile 1790 fu emessa la condanna a morte e fu indetta, nella pubblica piazza, la distruzione dei manoscritti e degli strumenti massonici. In seguito alla pubblica rinuncia ai principi della dottrina professata, Cagliostro ottenne la grazia: la condanna a morte venne commutata dal pontefice nel carcere a vita, da scontare nelle tetre prigioni dell’inaccessibile fortezza di San Leo, allora considerato carcere di massima sicurezza dello Stato Pontificio. 

Veniamo alla parte riguardante il mito dietro l’uomo. Secondo alcune voci, l’Inquisizione ha atteso a lungo prima di incriminare Cagliostro, infatti, alcuni sostengono che il suo processo fosse una farsa per minare la credibilità della massoneria. Sembra infatti che l’Inquisizione avesse a disposizione già da tempo moltissime prove per accusare Cagliostro di eresia e stregoneria per condannarlo al rogo, ma dato che l’istituzione combatteva da tempo contro il movimento massonico, condannare prematuramente il conte lo avrebbe reso agli occhi del popolo un martire.

Secondo altri, in realtà, Cagliostro sarebbe riuscito ad uccidere il suo confessore in prigione, riuscendo a fuggire con i suoi abiti per approdare (si pensa) in America, per passare in pace il resto dei suoi giorni. Ad ogni modo, il suo corpo non è mai stato ritrovato in tre secoli di ricerche ed alcuni appassionati della sua storia giurano di aver sentito chiaramente l’eco delle sue urla fra le mura della Rocca.

Per saperne di più sul romanzo e su questa enigmatica e affascinante figura, non vi resta che seguire le altre tappe del blogtour.

 

 

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