BLOGTOUR: L’emporio delle meraviglie di Ross Mackenzie – Recensione

Benvenuti alla penultima tappa del blogtour dedicata al romanzo “L’emporio delle meraviglie” di Ross Mackenzie, uscito il 25 maggio per Rizzoli.
Grazie a Carlo Salvato per i banner.

IL ROMANZO

Acquistalo subito: L’emporio delle meraviglie

Un’avventura in un mondo di magia, fatto di labirinti, passaggi segreti e viaggi nel tempo.

Glasgow, Scozia. Per sfuggire a una banda di bulli, Daniel, dodici anni, si infila in una bottega, che gira voce sia comparsa dal nulla pochi giorni prima. Proprietario del negozio è il misterioso Lucien, ma ancor più strano è ciò che vi si trova: Lucien, infatti, offre ai suoi avventori stupore e meraviglia, un assaggio di tutto ciò che è possibile in questo mondo, compreso cosa si prova a volare tra un’infinità di stelle e ad assaggiare i colori del tramonto. A Daniel, poi, offre persino di più: un lavoro come suo apprendista. È l’inizio per lui di un’avventura in un mondo di magia, fatto di labirinti, passaggi segreti e viaggi nel tempo. E quando da un lontano passato un’ombra minaccia l’Emporio, toccherà proprio a Daniel difenderlo e proteggerlo, perché non scompaia per sempre.

Let’s talk about “The Nowhere Emporium

«Mi occupo di stupore e meraviglia. Vendo evasione e fantasia. Offro ai miei clienti un allettante assaggio di tutto ciò che è possibile in questo mondo. […] In cambio l’Emporio si prende un po’ della loro immaginazione, la stessa immaginazione che dà energia a questo posto e mi permette di creare nuove Meraviglie e di viaggiare fino alla destinazione successiva, dove ricomincia tutto da capo.»

Daniel Holmes è un ragazzino, orfano di padre e di madre, che un giorno si imbatte per caso in un negozio apparso dal nulla. L’emporio delle meraviglie, è questo il curioso nome del posto, vanta di regalare stupore e meraviglia a tutti i suoi clienti. C’è solo una piccolissima pecca: i clienti che lasciano il negozio si scordano di essere stati all’interno e di aver avuto la fortuna di bearsi tra le sue meraviglie. La magia che si cela all’interno di esso è fatta di immaginazione, la stessa dei suoi clienti, che alimenta il luogo. Senza di essa sarebbe difficile riuscire laddove altre persone hanno fallito.

Il proprietario, il signor Lucien Silver, è un uomo assai peculiare, un viaggitore. Non uno di quelli che salpano i lunghi mari o si spostano con la ferrovia. Il suo negozio non è altro che una macchina del tempo che gli permette di spostarsi attraverso il tempo e lo spazio. Come una sorta di Tardis l’emporio è più grande all’interno, solo che funziona diversamente. Nel primo caso la macchina si alimenta di un sole che brucia al suo interno, bloccato nello spazio del tempo in modo tale che la sua energia sia infinita, mentre nel caso nel negozio è l’immaginazione il vero carburante. Un concetto difficile da capire per un ragazzino come Daniel, che in quel momento stava scappando da un branco di bulletti. Si rende conto che il negoziante non sta mentendo quando i due viaggiano nel tempo. È allora che comincia la sua avventura all’interno dell’emporio. Mr. Silver gli offre la possibilità di diventare suo apprendista perchè non ha nessuno a cui rendere conto, perciò se Daniel vuole, l’emporio può diventare la sua casa.

«La magia può aiutare le persone a compiere cose incredibili, Daniel. Prendi il tempo per esempio.»

Sono molte le cose che Daniel dovrà apprendere per vivere nel negozio. Una di queste riguarda il “Libro delle Meraviglie”, lo strumento di cui Mr. Silver si serve per creare tutte le meraviglie presente nel negozio. Prima di diventare un membro a tutti gli effetti deve superare delle prove, tra cui la prova di fedeltà, importante per Lucien.

Bisogna fare attenzione a cosa si crea e perfezionare la tecnica affinchè il prodoto sia di gradimento per gli ospiti. Daniel è pieno di brillanti idee, Mr. Silven si rende conto che c’è una forte connessione tra lui e il libro, di conseguenza l’Emporio, perciò lo ammonisce a non scrivere nulla se non in sua presenza. L’ammonimento funziona fino a quando Daniel non si ritrova con il libro da solo. È allora che le dita cominciano a formicolargli. Senza ulteriori indugi scrive sul libro e in men che non si dica qualcosa va storto. Quella che doveva essere una meraviglia si trasforma in incubo.

«No. I clienti non possono né vederla né sentirla. La magia di questo posto l’ha resa invisibile a chiunque non faccia parte dell’Emporio. Per la maggior parte del mondo, Daniel, Ellie non è altro che un fantasma.»

Ellie Silver, figlia del proprietario, è una testa calda, affascinata dal nuovo arrivato. È invidiosa del fatto di non poter uscire, agli occhi del mondo neanche esiste, è solo un eco di cui si ricorda vagamente il nome mentre per Daniel una figura nitida con la quale fatica a rapportarsi, almeno all’inizio. L’Emporio ha assorbito Ellie per proteggerla da minacce esterne, essendo un luogo dove il tempo trascorre lentamente, è difficile per lei invecchiare e questo grazie al padre che ha prudentemente cercato di proteggerla in tutti i modi. E sarà soltanto l’inizio dei problemi.

“L’Emporio delle meraviglie” è un libro che ho divorato in un solo boccone, affascinata dalle parole di Mackenzie e dal mondo da lui creato. Per un momento sono tornata bambina e ho provato nuovamente le emozioni di quando avevo tra le mani il primo capitolo di Harry Potter ed ero curiosa di saperne di più sul mondo del maghetto più famoso di sempre. Lo stile dello scrittore scorre fluido tra le pagine, che si leggono senza problemi. Nonostante possa sembrare simile ad Harry Potter in alcune immagini o al Doctor Who per i viaggi nel tempo, il romanzo di Mackenzie si distingue in stile e narrazione. I suoi personaggi sono tratteggiati abilmente, ricchi di quella meraviglia che al giorno d’oggi scarseggia. Assolutamente consigliato.

Ultimamente i romanzi per ragazzi mi stanno regalando più emozioni di quelli per adulti. Infatti questi ultimi, portano con sè una carica di immaginazione ben più forte di quella che si può trovare in un thriller o in un qualsiasi altro romanzo.

Potrebbe sembrare niente, ma sapete quanta creatività ci vuole per riuscire ad inventare un mondo diverso dal nostro, in cui accadono cose inspiegabili e a cui bisogna dare per forza una spiegazione. Creare qualcosa che non esiste vuol dire conoscere il proprio mondo interiore a menadito e sapervisi giostrare senza timore. Mackenzie in questo è un mago, capace di stregare con la sua fantasia chiunque legga il suo libro e sebbene questo sia un romanzo dedicato ai ragazzi, voi sapreste farlo?

Vi lascio il calendario con le prossime tappe del blogtour!
Non lasciatevene scappare neanche una!

 

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