BLOGTOUR: Il quaderno dei nomi perduti – Generazioni a confronto: Doris e Jenny

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“Uno scrigno dei ricordi. Non ho altro da offrirti. I ricordi sono la cosa più preziosa che ho.”

Pagine: 380

Acquistalo subito: Il quaderno dei nomi perduti

Editore: Dea Planeta Libri
Genere: Narrativa

Data di uscita: 30 Aprile
Prezzo: € 17,00

Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni, degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l’anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all’inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l’ingenua sorella Agnes. E Allan. Parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.

“Ogni tanto sfoglio il mio quaderno dei nomi. È diventata una specie di mappa, e io voglio seguirne i contorni insieme con te. Così che tu, l’unica a ricordarsi di me quando me ne sarò andata, possa ricordare anche qualcosa della mia vita.”

Source: Pinterest

È da un po’ che non partecipo ad un blogtour, quindi è un po’ strano ritrovarmi a parlarvi di un romanzo, mi sento sempre impreparata in materia quando devo affrontare un percorso a tappe, ma questa volta avevo dalla mia parte un romanzo che definirlo “meraviglioso” è veramente poco.

Ho avuto fra le mani una lettura oltre che piacevole, interessante. Il modo in cui l’autrice descrive la vita di Doris nel suo diario e il contrasto fra il suo presente e il suo passato rendono il romanzo più accattivante. Se a questo aggiungiamo anche il fatto che ora è lei da vecchia che racconta a sua nipote di sé stessa da giovane il contrasto è ancora più visibile, soprattutto perché i dolori di Doris dovuti alla vecchiaia si fanno sempre più intensi ma quando parla su Skype con sua nipote tutto sembra diventare più leggero, come se il tempo scorresse all’indietro e lei potesse tornare giovane per qualche istante. Se non lo aveste capito in questa tappa vi parlerò proprio di zia e nipote, due generazioni distanti e allo stesso tempo così vicine.

“Il quaderno dei nomi perduti” si potrebbe paragonare a uno scrigno che racchiude tante piccole storie intrecciate, un po’ come colori riversati su tela la vita di tutte queste persone creano un dipinto vivace, a tratti malinconico, ma reale.

Nel suo quadernino ormai ingiallito Doris ha sigillato la sua vita e quella di coloro che hanno intrecciato il suo cammino, dedicando ad ognuno di loro un capitolo e anche se per alcuni è arrivato all’epilogo, vale la pena di essere raccontato. Ormai giunta al tramonto della sua esistenza, guardandosi indietro si rende conto di aver vissuto una vita piena, fatta di alti e bassi e spera che questo cimelio possa accompagnare sua nipote Jenny, divisa fra maternità e una vita frenetica. 

“Una frase. Ed eccola a veleggiare sul mare dei ricordi, avvolta in un placido senso di quiete.”

Source: Pinterest

Doris negli anni venti era ancora una bambina dall’infanzia felice, alimentata dai sogni di suo padre di esplorare il mondo, è bastato il desiderio di un sognatore ad accendere una scintilla nel suo animo e spingerla a sognare in grande. Sapete come si dice, spesso agli idealisti serve un realista affinché i piedi stiano saldi a terra e permettano alla persona in questione di rimanere in equilibrio sul mondo, altrimenti si rischia di volare sempre più lontano e perdersi alla deriva di desideri senza calcolare probabilità o quant’altro.

Per Doris la dose di realismo arriva come una doccia fredda il giorno in cui perde suo padre, da quel momento la bambina è costretta a maturare se vuole sopravvivere, diventa a tutti gli effetti la domestica di Madame Serafin, una donna eccentrica, circondata da arte e voglia di vivere la vita, perdendosi negli eccessi. Da quel momento la vita di Doris cambia di punto in bianco, passando da domestica ad indossatrice, sempre in balì delle onde più alte pronte ad inghiottirla al minimo accenno di insicurezza.

Doris, come vi ho detto, ha vissuto una vita di alti e bassi, ma le esperienze acquisite l’hanno marchiata e allo stesso tempo l’hanno spinta a crescere, lo si capisce dal suo sguardo stanco e quel bagliore di saggezza che alberga nei suoi occhi. Stravede per sua nipote Jenny. Ogni volta che si videochiamano diventa sempre più dura e Doris si sente sempre più debole, ma sembra quasi resistere, allontanando l’addio definitivo con sua nipote che non accetta di poterla perdere.

“Jenny, così lontana, eppure così vicina.”

Foto di Tom Hoops

Jenny invece è madre di tre bambini. Il suo mondo ruota attorno ai suoi figli e questo ha accentuato apparentemente la distanza fra lei e suo marito, ciò nonostante non demorde. Per la sua famiglia dà tutta sé stessa e anche se i segni della stanchezza cominciano a intravedersi, il solo fatto di poter parlare con sua zia attenua ogni sofferenza.

Jenny e Doris sono due facce di una medaglia consumata, ma protetta dall’affetto che lega l’una all’altra. Come sua zia anche Jenny è appassionata di scrittura, solo che non riesce a trovare il tempo materiale per scrivere, ciò nonostante ha sempre apprezzato gli sforzi di sua zia nell’incoraggiarla a dedicare del tempo a sé stessa oltre che alla sua famiglia.

L’amore può avere diverse sfumature, ma se è spontaneo e sincero è destinato a durare a lungo, Jenny ha sempre sentito di dover fare qualcosa per ricambiare tutto ciò che sua zia ha fatto per lei e al momento giusto è riuscita a fare l’impossibile, realizzando il sogno che per tanti anni è sfuggito a Doris.

Sono due personaggi diversi fra di loro eppure simili, da una parte abbiamo la saggezza derivata dall’esperienza mentre dall’altra parte invece c’è la forza di rendere reali i propri sogni. Con questo vi auguro di immergervi in una lettura piacevole dal retrogusto amaro.

May the Force be with you!
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