BLOGTOUR: Shadowblack. Il fuorilegge di Sebastien De Castell – Recensione

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I vecchi maestri di incantesimi dicono sempre che la magia ha un sapore. Gli incantesimi di brace sono come specia che ti brucia la punta della lingua. La magia del respiro è sottile, come la sensazione di tenere una foglia di menta fra le labbra. Sabbia, seta, sangue, ferro… ognuna ha il suo sapore. Un vero adepto, un mago capace di lanciare un incantesimo anche al di fuori di un’oasi, li conosce tutti.

30 Gennaio 2018

Acquistalo subito: Shadowblack. Il fuorilegge

Editore: Il Battello a Vapore
Data di uscita: 30 Gennaio 2018
Prezzo: € 17,00
Pagine: 330
ISBN:
9788856662634

Il sedicesimo compleanno di Kellen si avvicina e con esso il momento in cui dovrà affrontare il suo primo duello e cominciare le quattro prove che lo faranno diventare un mago. C’è solo un insignificante, trascurabile problema: Kellen non ha magia. La disfatta sembra ormai inevitabile, quando una straniera arriva in città e lo sfida a prendere un diverso cammino. La donna appartiene al misterioso popolo Argosi, viaggiatori che vivono del proprio ingegno e custodi di grandi segreti racchiusi nelle loro carte. Ferius Parfax è pericolosa e imprevedibile, ma potrebbe essere l’unica speranza di Kellen.

“Il mondo è grande e pericoloso, pieno di un’oscurità che tu non immaginerai mai. C’è solo una forza che vi si oppone: uomini e donne che sfuggono ai loro debiti. Scegli una carta Kellen, perchè non te lo chiederò più.”

Source: Pinterest

Il libro di cui vi parlerò oggi è il protagonista di questo blogtour, si tratta del primo capitolo della serie di Sebastien De Castell, Spellslinger, pubblicato per noi in Italia da Il Battello a Vapore con il titolo “Shadowblack. Il fuorilegge”.

L’autore ha rivelato sul suo sito web che sono stati pianificati sei libri per questa serie e come potete dalle immagini soprastanti, sono già stati pubblicati i primi tre: Spellslinger, Shadowblack e Charmcaster.

L’ illustrazione di copertina di Dale Halvorsen abbinata a quelle di Sam Hadley, sul retro e all’interno, rendono questo romanzo uno spettacolo per gli occhi.

Veniamo a noi e a questo fantasy per giovani adulti. Avevo smesso di leggere libri di questo genere per colpa di alcune delusioni, ma l’anno scorso ho scoperto delle novità che mi hanno spinta ad avvicinarmici, perciò, quando mi ritrovo fra le mani del potenziale come questo sono sempre felice.

Shadowblack. Il fuorilegge è un romanzo a cui ho dovuto dare il tempo necessario per elaborare tutto ciò che viene narrato nella prima parte della storia, poichè si susseguono tantissimi avvenimenti e vengono introdotti diversi concetti sul mondo della magia, le sue diverse sfumature e la gerarchia della società dove vive il nostro protagonista, per non parlare dei personaggi stessi con le loro caratteristiche e solo dopo aver assimilato tutto questo sono riuscita finalmente a mettere insieme ogni pedina sulla scacchiera.

Perciò ricordate, paladini del fantasy, questo libro va assaporato con calma e fino alla fine. Vi sconsiglio di fermarvi al primo blocco, spingete, andate avanti e scoprirete un libro impregnato di magia, fantasia e a cui non mancano di certo idee originali.

“La vita è una maledizione, ragazzo. L’amore è l’antidoto.”

Illustrazione di Sam Hadley

Nel mondo di Shadowblack ci sono due tipi di persone: coloro in grado di padroneggiare le arti magiche, i Jan’Tep, e coloro che non posseggono neanche un briciolo di magia, gli Sha’Tep. È molto probabile quindi che incontriate più frequentemente uno Sha’Tep nell’oasi piuttosto che i maghi, impegnati nella difesa del loro mondo affinchè non venga intaccato l’equilibrio naturale delle cose.

Ci sono quattro prove che separano un comune cittadino dal titolo di mago. Uno Jan’Tep deve dimostrare innanzitutto di essere forte per poter proteggere la sua famiglia, in grado di esercitare la magia del ferro, quindi quella protettiva, tenendo presente che il potere di un mago può crescere o affievolirsi, per questo motivo chi sceglie di intraprendere queste prove, deve trovare nuovi appigli a cui aggrapparsi affinchè la sua magia non scompaia. La terza prova, quella più difficile, consiste nel dimostrare di saper creare nuovi incantesimi e infine, per diventare un mago vero e proprio, bisogna conoscere, essere tre passi avanti al proprio nemico senza mai dargli le spalle.

Oltre questi due tipi ci sono anche gli Argosi, i miei preferiti, viaggiatori in grado di dipingere particolari carte contenenti la storia di una civiltà con la convinzione che il rappresentarla il più fedelmente possibile dentro un mazzo possa aiutare ad interpretare con più facilità il corso della storia.

Come se non bastasse ci sono sette sfumature della magia che un mago deve saper padroneggiare. Come vi ho detto, la magia del ferro è di tipo protettiva, mentre quella della seta è psichica, poi abbiamo la sabbia che permette di scavare fino in fondo e andare oltre le cose e il respiro per creare correnti d’aria, la magia del sangue per manipolare una persona o la brace, il fuoco. Infine vi è un tipo di magia di cui tutti hanno paura, l’ombra, quel genere di scienza occulta vuota dove è facile smarrirsi.

Già da queste piccole informazioni potete notare quanto sia complesso il mondo di Shadowblack. La magia non è una cosa semplice, va conquistata con la pazienza e la conoscenza. Chi dimostra di non avere queste capacità non può definirsi un mago né può aspirare a diventarlo.  

“Qual è l’unico nemico che la magia può sconfiggere? Mer’esan mi guardò, con espressione così triste che per la prima volta dimostrò tutti i suoi anni. – la verità – rispose.”

Illustrazione di Sam Hadley

Kellen è un ragazzo complicato. A differenza degli altri sembra essere più indietro nell’esprimere le sue capacità magiche, infatti sembra ancora incapace di usare la magia. All’alba dei suoi sedici anni ha paura di deludere le aspettative della sua famiglia, un’importante casata di maghi. È oppresso dal peso della sua stirpe, dalla grande responsabilità che comporterebbe il non riuscire a diventare un mago. Il ragazzo non potrebbe mai sopportare una simile unta per la sua famiglia, persino quando vince il duello in grado di aprirgli le porte verso le prove per diventare mago, qualcosa di inaspettato accade, spingendo il protagonista a perdere fiducia in sé stesso.

Dall’altra parte c’è lei, il mio personaggio preferito, Ferius Parfax, una Argosi. L’autore rende questo caratteristico personaggio l’opposto del suo protagonista. Innanzitutto, Ferius, è scaltra, intelligente e non ha paura di buttarsi a capofitto nelle nuove imprese. La sua gente pur essendo malvista dagli altri detiene un forte potere, quello di vedere ciò che sfugge persino ai grandi maghi. È un personaggio enigmatico ma pieno di sorprese e non sto soltanto parlando del suo mazzo di carte spettacolare che potete trovare nelle illustrazioni fra una prova e l’altra, all’interno del libro, create dalle abili mani di Hadley.

E non dimentichiamoci di Reichs, un feliscoiattolo del popolo Nehrek, lo potete vedere in copertina, attorno alla nuca di Kellen. Questa è una creatura particolare, la dimostrazione che anche gli animali più selvatici quando avvertono di potersi di qualcuno fanno di tutto per proteggerlo.

La storia ruota attorno al difficile percorso di un giovane ragazzo, sfiduciato dal mondo e impaurito dalla sua stessa ombra. Ogni movimento, anche quello più piccolo, viene passato al microscopio soprattutto da suo padre.

Sebastien de Castell ci insegna che non bisogna per forza diventare eccezionali per essere importanti. Agli occhi di tutti saremo sempre pieni di difetti e imperfezioni, ma come ben sappiamo siamo noi il più severo giudice di noi stessi perciò ascoltare quelle voci, abbattersi, non porta a nulla se non a un lento e inesorabile declino.

A volte anche le persone senza particolari abilità riescono a lasciare un segno negli altri, per questo motivo è meglio scegliere la propria strada e non forzarsi di accontentare gli altri. Anche se all’inizio magari qualcuno resterà deluso prima o poi sarà in grado di accettarci per ciò che siamo e sappiamo fare.

Di questo primo capitolo senza ombra di dubbio ho apprezzato la sua personale visione di magia e il mondo a cui l’ha legata, non nego di volerne sapere di più sul worldbuilding e su cosa succederà nei prossimi capitoli, ma ad avermi fatto amare ancora di più il romanzo è il fatto che lo stesso autore attraverso questo genere ci insegni ad amare noi stessi per quello che siamo e non per quello che gli altri vorrebbero che fossimo.

“Shadowblack. Il fuorilegge” è un incantesimo che nessun mago è ancora riuscito a lanciare, un sortilegio di cui non si conoscono gli effetti, ma vista la potenza con cui è stato lanciato avrà sicuramente effetti a lungo termine.

 

May the Force be with you!
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