BTILI: Il delitto Pasolini di Gianluca Maconi (BeccoGiallo)

Instagram: @brivididicarta | @stambergadinchiostro

Oggi vi parlo di qualcosa di diverso, il fumetto di Gianluca Maconi, “Il delitto Pasolini”, pubblicato da BeccoGiallo nella collana Cronaca storica.

Pagine: 112

Acquistalo subito: Il delitto Pasolini

Editore: BeccoGiallo
Collana: Cronaca storica
Genere: Fumetto, Storie vere e non-fiction
Data di uscita: Gennaio 2008

Prezzo: € 14,00

A trent’anni dall’omicidio di Pier Paolo Pasolini, Gianluca Maconi ricostruisce le ultime ore di vita del poeta, la sua aggressione, le prime indagini che mettono in evidenza da subito le contraddizioni del racconto di Pino Pelosi, considerato dalla giustizia italiana l’unico assassino di Pasolini. Ne esce un ritratto umano e vivido del grande poeta, uno squarcio sui suoi pensieri più intimi, la consapevolezza della sua scomodità e, forse, della sua tragica fine.

“Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò, lo ignoro”.

Questa è una delle parti più belle dei social, poter entrare a contatto con persone diverse e scoprire belle iniziative, come la #booktubeitalialeggeindipendente di @misstortellino. Ogni mese questo progetto vede protagonista una casa editrice indipendente. Agosto è il mese di BeccoGiallo, una realtà che si è distinta per le sue pubblicazioni, biografie, fatti storici, a fumetti.

Per questa tappa ho scelto di salutare il mese di agosto in maniera malinconica, leggendo qualcosa su un personaggio importante e di grande spessore nella cultura italiana e mondiale, Pasolini. Per me questa figura è ancora sfocata, non avendo mai studiato nulla riguardo le sue opere o la sua vita.

Scegliere di ripercorrere le sue ultime ore di vita ha messo a fuoco la personalità irriverente dell’artista e mi ha permesso di sbirciare, seppur in maniera fugace, nella sua mente, facendomi esplorare il suo pensiero e la sua filosofia.

Gianluca Maconi ha uno stile particolare, i suoi disegni sembrano prendere vita mentre si legge, è stato un po’ come vedere un documentario e scoprire che dietro il dramma si nasconde anche della poesia, i pensieri di Pasolini risuonano potenti fra le vignette, invogliano a riflettere sul peso che hanno le parole e sull’uso attento che ognuno di noi dovrebbe farne.

Io amo ferocemente, disperatamente, la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione, mi porteranno alla fine”.

È chiaro che Pasolini è sempre stato quel genere di persona considerata scomoda, un uomo perspicace, intelligente e sicuramente fuori dal comune, qualcuno le cui idee potevano far ribollire gli animi. Una persona così è capace di parlare al cuore degli altri, riesce a trasmettere parole importanti e non ha paura di farlo, sfidando i poteri forti come se fossero mulini a vento.

Nonostante tutto Pasolini era ben consapevole che prima o poi qualcuno lo avrebbe messo a tacere, lui sapeva tante cose e lo aveva dichiarato apertamente, nomi, cognomi e anche date, tutti elementi che potevano incastrare gli stragisti.

Durante gli anni di piombo la vita era incerta, si poteva uscire la mattina e non tornare la sera, salire su un treno voleva dire essere pronto ad affrontare le fiamme delle bombe, così com’era lo stesso in una stazione o in una piazza. Nessuno era al sicuro, dai politici ai giudici, figurarsi uno scrittore, regista e poeta, un intellettuale che non aveva alcun modo di difendersi, se non con le parole.

Eppure, nonostante Pasolini sia una figura complessa, da questo fumetto emerge anche il suo lato umano, quello attaccato alla vita e ai suoi piaceri, le piccole cose di ogni giorno, l’uomo che si nasconde dietro la maschera da pensatore, uno che ama le cose semplici e spontanee come tutti noi.

Oggi quando si parla di complotti e macchinazioni da parte dei governi ci si ritrova sempre con qualcuno che sostiene che siano tutte fandonie, pensando che certe cose non esistono, che sono veri soltanto nei film o nei meme in rete, luoghi in cui non ci si aspetta di trovare niente di vero.

Eppure queste cose accadevano, durante gli anni di piombo i governi e le agenzie di tutto il mondo si impegnavano a manovrare le persone per far compiere loro stragi, far rapire personaggi importanti e far tacere quelli scomodi, Pasolini era uno di loro.

In un clima in cui chi è al potere deve nascondersi fra le ombre per architettare ogni genere di atrocità le voci forti, vere e sincere sono quelle più pericolose. Si sa che chi è una voce fuori dal coro viene sempre considerato sbagliato, a volte folle o semplicemente qualcuno che non sa come stare al suo posto, lo era lui in quegli anni e spesso lo si vede anche oggi. Sembra quasi che essere diversi e avere idee differenti sia un crimine, soprattutto agli occhi di coloro che vivono succubi delle menzogne e della verità assoluta che credono di avere in tasca.

In fondo l’unica verità assoluta è che tutti nasciamo e ad un certo punto dobbiamo morire, ma tutto ciò che decidiamo di fare nel mezzo è ciò che ci rende Persone, e non burattini, esseri pensanti che possono sfidare tutto e rischiare la loro stessa vita per difendere i propri ideali.

Il quadro dipinto da Maconi è vivido, intenso e onirico allo stesso tempo, a tratti surreale in certi ragionamenti ma sempre orientato a ricostruire fedelmente ciò che potrebbe essere accaduto quella sera, la morte di un uomo che forse sapeva troppo o che per il suo orientamento sessuale era considerato sbagliato per la società.

Non sono quindi solo le idee ad aver condannato Pasolini, le ipotesi sono tante, alcune più verosimili di altre e forse non sapremo mai il vero motivo per cui è stato ucciso, ma ciò che è certo è che in vita e anche nella morte quest’uomo ha lottato con tutte le sue forze per farci arrivare un messaggio importante: dobbiamo essere noi stessi ad ogni costo.

 

 

May the Force be with you!
Precedente Lo squalo | Recensione di Deborah Successivo Chi cerca trova – Day #46: Alla ricerca dei tesori nascosti