Il caso Spotlight | Recensione di Deborah

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IL CASO SPOTLIGHT

“A volte è facile dimenticare che per la maggior parte del tempo brancoliamo nel buio. Poi all’improvviso si accende una luce ed ecco una qualche quota di colpa da attribuire a qualcuno. Non posso parlare dei fatti avvenuti prima che io arrivassi ma tutti voi oggi avete fatto una grande inchiesta, un’inchiesta che credo avrà un immediato e considerevole impatto sui nostri lettori. Per me questo è il vero senso del nostro lavoro.”

  • Titolo originale: Spotlight
  • Anno: 2015
  • Data di uscita: 18 Febbraio 2016
  • Durata: 128 minuti
  • Genere: thriller, storico, biografico, drammatico
  • Regia: Tom McCarthy

 

Interpreti e personaggi:

  • Mark Ruffalo: Michael Rezendes
  • Michael Keaton: Walter ‘Robby’ Robinson
  • Rachel McAdams: Sacha Pfeiffer
  • Liev Schreiber: Marty Baron
  • John Slattery: Ben Bradlee Jr.
  • Stanley Tucci: Mitchell Garabedian
  • Brian d’Arcy James: Matt Carroll
  • Jamey Sheridan: Jim Sullivan
  • Billy Crudup: Eric MacLeish
  • Gene Amoroso: Stephen Kurkjian
  • Maureen Keiller:Eileen McNamara
  • Paul Guilfoyle: Peter Conley
  • Len Cariou: cardinale Bernard Francis Law
  • Neal Huff: Phil Saviano
  • Jimmy LeBlanc: Patrick McSorley
  • Michael Cyril Creighton: Joe Crowley
  • Laurie Heineman: giudice Costance Sweeney

 

TRAMA: Il caso Spotlight racconta la storia del team di giornalisti investigativi del Boston Globe soprannominato Spotlight, che nel 2002 ha sconvolto la città con le sue rivelazioni sulla copertura sistematica da parte della Chiesa Cattolica degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali, in un’inchiesta premiata col Premio Pulitzer. Quando il neodirettore Marty Baron arriva da Miami per dirigere il Globe nell’estate del 2001, per prima cosa incarica il team Spotlight di indagare sulla notizia di cronaca di un prete locale accusato di aver abusato sessualmente di decine di giovani parrocchiani nel corso di trent’anni. Consapevoli dei rischi cui vanno incontro mettendosi contro un’istituzione com la Chiesa Cattolica a Boston, il caporedattore del team Spotlight, Walter “Robby” Robinson, i cronisti Sacha Pfeiffer e Michael Rezendes e lo specialista in ricerche informatiche Matt Carroll cominciano a indagare sul caso. Via via che i giornalisti del team di Robinson parlano con l’avvocato delle vittime, Mitchell Garabedian, intervistano adulti molestati da piccoli e cercano di accedere agli atti giudiziari secretati, emerge con sempre maggiore evidenza che l’insabbiamento dei casi di abuso è sistematico e che il fenomeno è molto più grave ed esteso di quanto si potesse immaginare.

RECENSIONE: Il caso Spotlight è uno dei film più nominati ai premi cinematografici di quest’anno, ieri sera ha meritatamente vinto due Oscar, uno per il miglior film e uno per la miglior sceneggiatura originale. Come avete potuto leggere dalla trama il tema del film è molto controverso, non è un qualcosa di cui le persone parlano facilmente, è e rimane un grande problema. Negli Stati Uniti il film è stato vietato ai minori di diciassette anni non accompagnati da un adulto, per la presenza di linguaggi e riferimenti sessuali. Trovo questa scelta insensata, posso capire e sono favorevole di restringerlo a bambini e ragazzini al di sotto dei dodici, tredici anni perché le tematiche e il linguaggio non sono di certo adatti a loro, ma mi chiedo quale ragazzino o ragazzina di quattordici anni non conosca questi temuti riferimenti, ci siamo passati tutti dalle medie e sappiamo che è così. Parlando dei riferimenti sessuali citati nel film non sono onnipresenti e neanche sconvolgenti, le immagini più disturbanti sono state trattate con estrema professionalità e senza alcuna traccia di volgarità. Questo mi pare più un blando tentativo di arginare la visione del film e non ne vedo motivo visto che racconta di una faccenda realmente accaduta di dominio pubblico. All’epoca in cui successero i fatti ero anche io una bambina, fino alla visione del film non conoscevo la vicenda. Questo scritto non è assolutamente una critica all’istituzione cattolica, anche io da piccola ho frequentato catechismo ed è stata una bella esperienza istruttiva, ma purtroppo sappiamo che per moltissimi bambini in tutto il mondo si rivela un incubo. Sembra banale ribadire che le mele marce si trovano in ogni ambito, da quello lavorativo, a quello domestico a quello scolastico ma anche in quello religioso. Forse è proprio l’attitudine che la religione dovrebbe avere a permettere che questi abomini siano perpetuati da esseri immondi, esseri che possono celarsi senza nessuna difficoltà dietro le spoglie di “uomini buoni”, il film mostra come alcuni degli imputati siano riusciti per così tanti anni a nascondere i propri crimini: predavano bambini, bambine, ragazzini e ragazzine di famiglie povere, insistevano che li stessero aiutando e che quello fosse giusto e come possono degli innocenti, senza tanta malizia pensare di contraddire un messo religioso? Il film mi ha colpito molto, e come non potrebbe, ovviamente siamo tutti a conoscenza dell’esistenza di questi orchi che si travestono con ali e aureola ma sentire, vedere delle reali testimonianze e sapere come distruggono una giovane vita mi ha lasciata senza parole. So che assolutamente non tutti gli emissari religiosi indossano questo costume, sarebbe da ignoranti pensarlo, anzi tantissimi di essi fanno realmente del bene, ma il campanello di allarme resta ed è necessario che ci sia. L’ignoranza è uno dei mali più grandi, causa immensa devastazione, invece l’informazione è la prevenzione, l’informazione è la chiave. Questa pellicola dovrebbe essere vista dai ragazzini con i loro genitori, è giusto secondo me che siano informati del problema, non verranno protetti rimanendo all’oscuro perché potrebbero sottovalutare il pericolo. Il tema è davvero scottante, restando comunque sostenitrice dell’informazione, non posso fare a meno di prendere in considerazione il fatto che mettere di fronte i ragazzini di questo problema lì possa portare ad avere un rifiuto dell’istituzione religiosa, ad avere pregiudizi e a muovere accuse, sarebbe anche questo assolutamente sbagliato. Pare banale scriverlo ma di sicuro non metterei di fronte agli occhi di un bambino questo problema. Sperando che i vertici della Chiesa e il Papa facciano di tutto per contrastare e cercare di estirpare questo cancro, il film a mio parere è consigliato. Risulta appassionante seguire la vicenda mentre si sviluppa, da un semplice sospetto la cerchia si espande a macchia d’olio, trovo interessante scoprire cosa c’è dietro questi crimini, chi fa in modo che essi vengano celati. Ho trovato davvero molto intriganti le stesse indagini giornalistiche, i metodi usati e la capacità di riuscire ad ottenere le informazioni più sensibili. I protagonisti mi sono piaciuti molto, ogni attore è perfetto per il suo ruolo e per il personaggio che interpreta.

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