Old but gold: La cassa oblunga di Edgar Allan Poe (Leone Editore)

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Che cosa conterrà quella cassa di legno? Oggi per l’old but gold il protagonista è lui, Edgar Allan Poe con il suo racconto “La cassa oblunga”, grandioso tassello dei Leoncini di Leone Editore. La traduzione è sempre di Andrea Cariello.

Pagine: 53

Acquistalo subito: La cassa oblunga

Editore: Leone Editore
Collana: Gemme
Genere: Classici
Traduzione: Andrea Cariello

Prezzo: € 6,00
Pagine: 53

Durante il viaggio in mare a bordo della Independence, l’anonimo narratore ritrova il vecchio amico Cornelius Wyatt, accompagnato dalla moglie e dalle due sorelle. La cosa strana è che Wyatt si è fatto riservare una stanza in più a bordo dell’imbarcazione: una per le due sorelle e l’altra condivisa con la moglie e una cassa di legno che emana un forte odore.

Un racconto esemplare che conferma la maestria di Poe nella narrativa del mistero e del brivido.

Sento profumo di avventura e allo stesso tempo di mistero. Non potrebbe essere altrimenti con Edgar Allan Poe, quindi dimentichiamo per un momento lo spirito avventuriero e di intonare canti marinareschi in perfetto stile pirata perchè a bordo dell’Independence ciò che conta è quella casa oblunga, così strana da suscitare curiosità negli occhi di chi guarda, per la precisione del nostro intrepido narratore

Pubblicato per la prima volta nel 1844, The Oblong Box, è un racconto che fa del mistero il suo ingrediente principale. Non è l’Indepence nè l’equipaggio l’elemento da cui si viene attratti, ma una cassa: un oggetto insolito che sembra stonare a bordo.

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È curioso come il non conoscere il contenuto di una cassa possa spronare chi osserva a domandarsi di che cosa si tratti, a vagare con la mente ed immaginare, per un momento, che cosa stia trasportando Cornelius Wyatt. Manufatti rari o opere d’arte? Si presume ci sia un dipinto del grande Leonardo ma chi osserva nell’ombra attende che Mr Wyatt si faccia avanti e sveli il mistero.

Bisogna però pazientare, vivere il viaggio e assorbire le informazioni del nostro narratore per provare ad azzardare un’ipotesi, ma non bisogna dimenticare che stiamo pur sempre parlando di Edgar Allan Poe e del suo stile inconfondibile che questa volta tinge soltanto di mistero il suo breve racconto, la stilettata finale arriva ormai a narrazione conclusa, quando ci si accorge che il vero orrore è la sofferenza di un uomo e il suo vuoto incolmabile, un dolore radicato talmente in profondità da non lasciar altra scelta di legarsi a una cassa oblunga. 

La ragione viene annientata dalla follia. Il viaggio a bordo dell’Independence è ricco di stranezze, difficile e movimentato, un’esperienza che segna nel profondo tutti quelli che erano a bordo. Alla fine del viaggio non resta che un’amara consapevolezza e quel tarlo che priva il sonno la notte, un tormento che continua a perseguitare a distanza di tempo. Brillante è il racconto e ancora di più quella cassa che fa da contrappeso tra ragione e follia.

«La cassa in questione era, come ho detto, oblunga. […] Quella forma era molto strana e non appena la vidi, mi compiacqui per l’accuratezza della mia congettura».

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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