Chiaroscuro #1: Una famiglia fuori dal comune – Gli Intrigue

Instagram: @brivididicarta | @stambergadinchiostro

Il chiaroscuro, in arte, è l’affiancamento di parti chiare con parti scure del disegno, in altre parole si mettono una accanto all’altra luce ed ombra, creando un contrasto dal quale scaturisce un’immagine. Ho deciso di servirmi di quest’effetto artistico per mettere a confronto romanzi diversi, appartenenti allo stesso editore oppure no, talvolta di generi differenti o della stessa serie. Bando alle ciance e vediamo più da vicino i protagonisti di oggi, una famiglia fuori dal comune, Gli Intrigue.

Oggi vediamo più da vicino i primi due volumi della serie “Gli Intrigue” di Pierdomenico Baccalario e Alessandro Gatti con le illustrazioni di Tommaso Ronda.

Parliamo di romanzi destinati a una fascia di età che va dai 6 ai 10 anni. Se chiudo gli occhi e immagino la me stessa di allora, sono sicura che una storia del genere non le sarebbe soltanto piaciuta, ma l’avrebbe addirittura stregata e molto probabilmente avrebbe atteso gli altri volumi della serie con ansia. Questo significa che i bambini intrepidi, coloro che vivono di storie intriganti dove ogni giorno è una caccia agli enigmi troveranno in questa serie pane per i loro denti.

Non sono soltanto bei libri da vedere, tolti i fogli neri che li rivestono, le copertine presentano una serie di indizi che diventano più chiari leggendo le storie e per questo dobbiamo ringraziare Ronda, che con le sue illustrazioni è riuscito a delineare a 360 gradi questo portento di famiglia, focalizzandosi anche sui piccoli dettagli.

Il primo volume che dà inizio alla serie si intitola “Un enigma blu zaffiro”. Qui, nel cuore dell’azione, veniamo a conoscenza di qualche dettaglio in più sugli Intrigue, un’antica stirpe di spie in grado di risolvere qualsiasi enigma servendosi dei loro cimeli di famiglia, gadget tecnologicamente avanzati e in grado di tirarli fuori da qualsiasi spiacevole situazione.

Con astuzia e un pizzico di fortuna questa ingegnosa famiglia ha sempre portato a termine ogni missione, anche quella più difficile, muovendosi dietro le quinte e senza mai dare nell’occhio. Per ogni generazione c’è sempre stato il cosiddetto battesimo del fuoco, quella di Laszlo e Veena non fa distinzioni, Marcus e Zelda, i discendenti più piccoli, in questo incarico dovranno dimostrare di essere all’altezza del cognome Intrigue.

La missione riguarda il furto dell’Occhio di Poseidone, lo zaffiro più costoso al mondo, custodito nel caveau parigino di Jezequel, un gioielliere stimato. Il caso sembrerebbe semplice persino per un Intrigue, ma andando avanti con le indagini ci si renderà conto che non tutto quello che luccica è oro e che se anche la risposta più elementare pare quella più ovvia non è così.

Indagini e sotterfugi, con discrezione, dal 1366”.

Dall’altra parte abbiamo il seguito, “Un imbroglio nero petrolio”, questo capitolo, a differenza del primo, alza il tiro. Non si tratta più di una missione “semplice”, questa volta la famiglia volerà direttamente ad Amsterdam per proteggere qualcuno, il professor Richard Griffiths, della prestigiosa università newyorchese. Stando ai dati raccolti dagli Intrigue la vita del docente è in pericolo poiché è l’unico ad essersi opposto al programma di trivellazioni petrolifere nella parte olandese, conosciuto anche con il nome di Triple Diamond.

Se nel capitolo precedente Zelda si era dimostrata più abile di Marcus a cogliere indizi ed elaborare interessanti teorie, questa volta sarà il più piccolo a mostrarci di essere un passo avanti, come d’altronde ci si aspetta da uno della sua famiglia.

Ogni singolo Intrigue arricchisce la famiglia con le proprie abilità ma soprattutto con le proprie personalità, totalmente differenti l’una dall’altra. Da una parte abbiamo il capofamiglia, Laszlo, appassionato di calcio e dalla battuta facile, poi c’è Veena, la madre, agile come un serpente e paziente, il maggiordomo, Thibault, appassionato di polizieschi e calcio, sempre pronto a dare una mano ai suoi capi. Imogen, tipica adolescente dalla lingua pungente, sempre isolata nel suo mondo fatto di social, musica e fashion blogger. Zelda, silenziosa come una farfalla e cervellona, è sempre in grado di analizzare la situazione prima degli altri e infine, Marcus, un portento con le lingue straniere e, a differenza delle sue sorelle, però, non va d’accordo con la tecnologia. Non dimentichiamoci di Orville, il cane pigrone.

È giunto il momento di tirare le somme su questi due volumi. Comincio col dire che in generale entrambi volumi mi hanno divertita tantissimo, da secchiona non potevo che affezionarmi a Zelda, però un po’ tutti mi sono entrati nel cuore alla fine. Questo lavoro a quattro mani mostra come la creatività di Baccalario e Gatti non si scontri, ma si incontri in un punto comune, dando vita a una storia appassionante, umoristica e frizzante.

Sicuramente sono romanzi che consiglio ai più piccoli ma un pensiero dovrebbero farlo anche i grandi per ritornare alla propria infanzia e rivivere le emozioni che alle elementari ci facevano diventare più di semplici lettori, se vi ricordate eravamo conquistatori, pirati, guerrieri o detective, quando si trattava di esplorare la vasta terra di carta e inchiostro.

May the Force be with you!
Precedente A proposito di Elsie di Joanna Cannon | Recensione di Deborah Successivo The whispering room: E se...oltre la maschera tu di Eliana Ciccopiedi