Close-Up #2: E quando un giorno t’incontrerò di Rosy Milicia

Ci risiamo oggi vi presento come si deve un altro romanzo che merita la vostra attenzione e per questa ragione ho deciso di mostrarvelo a 360 gradi, lasciando che sia l’autrice a raccontarci un po’ di più a riguardo.

Il protagonista di oggi uscirà il 28 Maggio, si tratta di un romance contemporaneo tutto italiano che saprà conquistare i vostri cuori. Il romanzo in questione è E quando un giorno t’incontrerò di Rosy Milicia.

28 Maggio

Editore: Self Publishing
Genere: Romance

Prezzo: € 0,99 | € 12,99
Pagine: 320

1990. Ginevra Luciani ha vent’anni, un po’ di timidezza nel cuore ma tanta grinta. È cresciuta fra le macchine da cucire dell’atelier di famiglia, insieme a una madre anticonformista e a una zia forse strega che le racconta bizzarre leggende d’amore. Crea capi d’alta moda, disegna abiti d’epoca e… custodisce un triste segreto.
Raffaele Medici ha ventidue anni, è bello, impertinente, ironico, ma dietro alla sua maschera da ragazzaccio si cela un’inaspettata malinconia. Studia legge, però lavora in un piccolo cinema. Sogna di diventare regista e anche lui custodisce un triste segreto.
Fra incontri per nulla casuali, film, telefonate, passeggiate per le vie di Trastevere, Ginevra e Raffaele
si conoscono, s’innamorano, si confidano, inconsapevoli che ben presto potrebbero essere separati:
perché il destino è sempre imprevedibile.
E quando un giorno t’incontrerò è una storia romantica, magica, avvolta da un velo di nostalgia, sullo
sfondo di una Roma delle piccole cose.
Non era un tipo misantropo, Raffaele, anzi tutt’al contrario. Gli piaceva stare tra la gente, immaginare le loro vite e scriverne un canovaccio personale, cercare di carpire i pensieri dal viso degli estranei, grazie al sorriso o alle rughe, grazie allo sguardo pieno e vuoto. Aveva l’anima da regista. O il cuore da sceneggiatore. Non di certo da avvocato, ma quella era un’altra storia…
 
Cucire per la famiglia Luciani era genetica: se il resto del mondo poteva ereditare gli occhi blu dai nonni, loro ereditavano la capacità di trasformare qualsiasi tessuto in qualcosa di magico.
Ginevra era una studentessa intelligente, una discreta appassionata di storia, una cuoca decente, malgrado ciò non eccelleva in nulla di tutto quello, nonostante l’impegno. Ma sapeva cucire con l’anima, oltre le dita leste, proprio per questo non riusciva a stare lontana dalla Luciani Couture per più di una settimana.
Le aveva promesso che l’avrebbe baciata alle porte della notte e quella era la notte perfetta, in un cinema vuoto, nel quale l’irrealtà invidiava la realtà di due labbra che si sfioravano. Dapprima lente, dopo insaziabili, poiché baciarsi è non perdere tempo e perdersi nell’altro. È dare e avere, pretendere e cedere, senza paura di soffocare e morire. Senza paura di sbagliare. Raffaele la divorò, a corto di fiato e battiti del cuore, a corto di autocontrollo. La lingua di Ginevra una preghiera per l’anima.

Lascio la parola a Rosy così che ci racconti un po’ più da vicino il romanzo, qualcosa di sè stessa e perchè vale la pena scegliere “E quando un giorno t’incontrerò” come lettura.Non posso che ringraziarla per la sua disponibilità e gentilezza nel concedermi un po’ di tempo.

  • Raccontaci un po’. Cosa devono aspettarsi i lettori da “E quando un giorno t’incontrerò”?

Una storia d’amore fatta di magia, realtà, incontri e scontri, la vita degli anni Novanta, una generazione molto diversa da quella del 2018 e ancor più lontana da quella del 1970. Tantissime emozioni, un po’ di tenerezza, tanta nostalgia, un piccolo segreto, la mia amata Roma, il cinema e le macchine da cucire. C’è dell’altro, ma lo lascio a voi… :)

 

  • Parlaci di Ginevra e Raffaele. Come nasce l’ispirazione per entrambi?

Nasce dalla mia voglia di ricordare, da alcuni versi d’amore e malinconia, dai film in bianco e nero: è un miscuglio di sentimenti e immagini messi su carta, parola dopo parola, con ogni grammo del mio cuore.

 

  • Secondo te quali sono le caratteristiche che deve avere un buon romance contemporaneo?

Oltre a essere scritto con pancia e testa?

Deve evitare certi stereotipi, essere verosimile, parlare di persone vere: avere soprattutto un’impronta personale.

Ovviamente, questa è solo la mia opinione. :)

 

  • Quali sono i tuoi autori o autrici di riferimento?

Parto con la mia preferita in assoluto: Amabile Giusti. Proseguo con Agatha Christie, Stephen King, Georgette Heyer, J.K. Rowling, Karen M. Moning, Laura Mercuri, Virginia de Winter.

 

  • Tre buoni motivi per leggere “E quando un giorno t’incontrerò”?

Il primo di tutti è Raff: un ragazzo sfacciato, bello, con dentro un’anima malinconica. Se fosse stato reale, gli avrei fatto una corte spietata. :P

Il secondo motivo è il meraviglioso mondo del cinema, di cui è appassionato Raffaele, e gli abiti d’epoca realizzati da Ginevra.

Il terzo e ultimo sono gli anni Novanta. Tra colori sgargianti, videocassette, mangianastri e le cabine telefoniche.

 

  • Questa è una domanda che pongo spesso. Hai qualche consiglio per gli autori emergenti?

Non credo di poter dispensare consigli agli autori emergenti perché io stessa sono un’emergente e, come tale, mi trovo in balìa di una continua crescita.

Posso soltanto dir loro di circondarsi di persone che hanno un vero senso critico: di quelle che, se ti rompono le gambe, lo fanno per aiutarti.

 

Rosy Milicia è una giovane siciliana che studia giornalismo e “da grande” vuole fare la scrittrice.
Crede nei sogni e nella forza di volontà, divora parole, ama i libri dal retrogusto nostalgico e si sente una giapponese mancata. Quando non si allena, si dedica al suo blog: il Rosypuntoevirgola.
Nel 2017, con Amazon Publishing, ha pubblicato Accadde una notte d’estate: una storia dal “sapore della vita bella” (Amabile Giusti).
E quando un giorno t’incontrerò è il suo nuovo romanzo.

E voi che ne pensate?

 

 

May the Force be with you!
Precedente Review Party: Undone di Katey Wolfe Successivo The whispering room: La loro parte di Marco Di Carlo