Close-Up #6: La casa del dolore altrui di Julián Herbert (gran vía)

A metà tra cronaca e saggio, narrativa e reportage, il 15 novembre arriva per gran vía il romanzo di Julián HerbertLa casa del dolore altrui, secondo titolo per la collana diagonal, con la traduzione di Francesco Fava.

15 Novembre

Acquistalo subito: La casa del dolore altrui

Titolo originale: La casa del dolor ajeno
Editore: gran vía
Collana: diagonal
Traduzione: Francesco Fava
Pagine: 320
Prezzo: € 17,00

All’inizio del XX secolo, sulla soglia della modernità e del progresso, una vicenda scuote la storia del Messico: tra il 13 e il 15 maggio del 1911, nella convulsa congiuntura che segue lo scoppio della Rivoluzione, parte della comunità cinese di La Laguna viene massacrata, in modo violento e arbitrario, dalle truppe degli insorti e da comuni abitanti della cittadina di Torreón, convertiti in turba incontrollata. Si tratta della più grande strage di orientali nel continente americano, una mattanza seguita prima da negazione e calunnia, e poi da minimizzazione e disprezzo, simboli di una xenofobia dilagante, indifferente alla barbarie. Oltre un secolo dopo, con la lente d’ingrandimento offerta dalla letteratura, Julián Herbert visita i luoghi del massacro, studia gli archivi che conservano quella memoria e ricorre a testimonianze orali offrendo al lettore una storia potente e audace che va oltre la descrizione di quei drammatici fatti.
La casa del dolore altrui non è solo il racconto di un “piccolo genocidio” dimenticato o la ricerca di una verità storica, è soprattutto il tentativo di dare dignità a un gruppo di migranti.

«La strage di cinesi di Torreón è un episodio rivelatore e dimenticato della Rivoluzione messicana, e non si può dire che il suo mancato riconoscimento storico sia dovuto all’assenza di testimonianze. Tra il 1911 e il 1934 sono circolate distinte versioni orali e scritte. Sono stati vari – ma non direi molti – gli accademici che si sono occupati del tema tra il 1979 e il 2012. Leggendola in termini borgesiani, si direbbe che è una storia che vuole essere raccontata: ogni po’ di anni si rifiuta di morire. Questo libro non è altro che una versione di quel rifiuto».

Julián Herbert è nato ad Acapulco nel 1971. Poeta, scrittore, musicista, è uno dei più poliedrici esponenti culturali del suo Paese. Ha al suo attivo diversi libri di poesie, saggi, il romanzo Un mundo infiel del 2004 e la raccolta di racconti Cocaína (Manual de usuario)del 2006, di cui «Granta Italia» ha pubblicato nel 2013 un racconto nel numero dedicato al tema delle “Dipendenze”. Ballata per mia madre (gran vía, 2014) ha vinto nel 2011 il Premio Jaén de Novela Inédita e l’anno successivo il Premio de Novela Elena Poniatowska, diventando uno dei romanzi rivelazione della recente letteratura messicana.

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