#proiettilidicarta: La danza del Gorilla di Sandrone Dazieri (Rizzoli)

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Seguo le impronte del Gorilla nel romanzo di Sandrone Dazieri, “La danza del Gorilla”, edito da Rizzoli e uscito l’anno scorso.

Data di uscita: 29 Ottobre 2019

Acquistalo subito: La danza del Gorilla

Editore: Rizzoli
Collana: Nero Rizzoli
Genere: Noir

Prezzo: € 18,00
Pagine: 256

Disturbo dissociativo dell’identità. Il Gorilla ne soffre sin da bambino e ha imparato a nascondersi e sopravvivere, almeno fino a quando qualcuno non gli ha sparato in testa, dieci anni fa. Adesso ha cambiato vita e se ne sta ad Amsterdam, dove – grazie alle proprietà terapeutiche della marijuana – ha stipulato una tregua con il suo alter ego: il Socio, il doppio in agguato, che gli ruggisce dentro e che è sempre pronto a prendere il sopravvento. I due sono diversi, e non hanno mai avuto un rapporto facile. Se il primo è istintivo, ironico, poco avvezzo alla violenza, il secondo è freddo, spietato, letale. Rientrato a Milano per la morte di un amico, il Gorilla finisce invischiato nel pasticcio di un incendio doloso. Tra le pieghe della città, dove si aggirano dropout e vecchi militanti dell’estrema sinistra, imprenditori alla canna del gas, forzuti vigilantes e pretoriani del decoro urbano, dovrà fare i conti col passato, misurare il peso delle sconfitte collettive, tenere a bada il Socio, vedersela con la metropoli di NoLo e piazza Gae Aulenti, del Bosco Verticale e del dopo Expo, la metropoli – smart e friendly – che cambia ogni giorno, vendendosi ogni volta un pezzo di anima.

Si scrive Disturbo dissociativo dell’identità e si legge attraverso il Gorilla. Fagocitato dal suo alter ego, il Socio, quest’ultimo lo indossa quasi come se fosse un costume di carne e sangue ogni volta che c’è bisogno di una mente razionale, fredda e spietata che si sporchi le mani, se necessario. Qui inizia quindi la mia conoscenza con il protagonista della serie di libri di Sandrone Dazieri, con il quale il Gorilla non condivide soltanto il nome ma anche gran parte della sua storia.

Partendo dal fatto che ho avuto modo di partire da questo romanzo, il sesto dei suoi racconti, devo dire che mi manca gran parte delle informazioni per poter apprezzare a pieno questa serie, ma una cosa posso dirla, leggendo “La danza del gorilla” mi sono immersa nel lato oscuro di Milano, quello dove la luce sembra aver abbandonato la città e dove il denaro scorre come se fosse inchiostro che macchia e segna tutti coloro che ne entrano a contatto. 

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Il Gorilla è una bomba ad orologeria. Quando dorme la ragione emerge il Socio, un segugio pronto a farsi largo con la forza per venire a capo di un incendio doloso, il primo ingranaggio di un meccanismo mal oleato e che si sta lentamente sfaldando. Milano quindi mostra il suo lato più aggressivo in un romanzo che sembra già un film dai contrasti forti, violento e per certi versi un po’ pulp in cui il Gorilla arranca, tormentato dalla sua esistenza e schiacciato dalla sua controparte, il Socio e dai frammenti di ricordi che appaiono e scompaiono.

Due facce della stessa medaglia logora si contrappongono l’un l’altra, si sovrappongono per dare vita a qualcosa di diverso dal solito, un romanzo in cui la psicologia va a braccetto con l’azione, dove i problemi mentali vengono vissuti in prima persona dal protagonista, da un lato una macchina per uccidere e dall’altro una persona comune, con tutti i problemi che ha ognuno di noi, un mix esplosivo capace di dare vita a qualcosa di veramente sopra le righe.

Lo stile di Dazieri si mastica e si apprezza man mano che si procede con la lettura perchè è capace di trasformare una metropoli in un organismo vivente, in cui niente passa inosservato, un luogo dove persino i muri hanno gli occhi e la verità rende liberi. Ora mi tocca procedere a ritroso seguendo le impronte del Gorilla fino ad arrivare alla fonte, devo recuperare un bel po’ di capitoli per poter comprendere appieno ciò che ho letto. 

«Tutto scivolava rapidamente verso il buio, e io stesso ero diventato una calamita per le persone che avevano compiuto il medesimo sbaglio».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Rizzoli per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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