Domino Letterario di Maggio: Nightcrawlers di Tim Curran

Acquistalo subito: Nightcrawlers| Pagine: 218

Nightcrawlers di Tim Curran

Duecento anni fa, il villaggio di Clavitt Fields fu raso al suolo. Si sperò che i suoi abitanti fossero periti nel fuoco. Ma non morirono. Andarono sottoterra… Per generazioni, hanno vissuto e si sono riprodotti nell’oscurità, adattandosi a un’esistenza sotterranea. Ora stanno tornando in superficie e ciò che sono diventati è un orrore al di là di ogni comprensione, un incubo strisciante di malvagità e violenza votato alla distruzione. La notte è viva… e appartiene a loro.

Let’s talk about “Nightcrawlers”

Otto corpi lì, in una fattoria del Wisconsin, di tutti i dannati posti. Quando chiuse gli occhi, rivide le facce massacrate, che a volte non erano affatto facce, ma tele d’osso scolorite e senza carne.

La mia tessera per questo mese è l’agghiacciante “Nightcrawlers” di Tim Curran, pubblicato da Dunwich Edizioni.

 Il rumore incessante di un bulldozer rieccheggia lungo le campagne disabitate, scavando a fondo, all’oscuro di ciò che la terra nasconde. La quiete monotona di Clavitt Fields viene spezzata da un macabro ritrovamento. Otto corpi vengono rivenuti durante i lavori. Cinque donne, due uomini e un bambino. La scena che si presenta al tenente Kenney è talmenta agghiacciante da paralizzarlo. Una cittadina dove non succede mai nulla, diventa, per una volta, il set di un film horror.
La squadra che si occupa del caso non riesce a restare impassibile di fronte al ritrovamento, è come se per tutto questo tempo la città nella quale hanno sempre vissuto non fosse stato altro che una facciata, un tappeto sotto al quale nascondere una terribile smania omicida. Chi erano quelle persone? Cosa ci facevano da quelle parti? E che cosa le ha ridotte in quel modo?

Per rispondere a queste domande il tenente Kenney è costretto a servirsi di tutto l’aiuto possibile, ma a cosa serve se la ragione non riesce a spiegare ciò che non si può spiegare? Qualcosa di oscuro si cela tra quelle campagne, le stesse che hanno inghiottito l’agente Riegan senza lasciare alcuna traccia. Da qualche parte, nascosto nella nebbia qualcosa sta cercando di cibarsi dei temerari che tentano di sfidare la sorte.

L’essenza stessa del villaggio era diventata rancida e contaminata, il suo sangue ormai nero e tossico come bile.

I boschi pullulano di segreti avvolti nella nebbia pronti ad essere svelati a coloro che non temono la morte. Misteriose sparizioni si fondono egreggiamente alle antiche leggende locali. Credere non è sufficiente. È una questione di vita e di morte. 

Tim Curran riesce ad inghiottire il lettore servendosi di nient’altro che la sua abilità da racconta storie. È come tornare ragazzi e sedersi davanti a un falò, raccontandosi a turno macabre storie dell’orrore. Solo che le sue si spingono oltre, riescono a suscitare forti emozioni in chi le ascolta. Come se non bastasse le sue parole i suoi personaggi non restano fermi sulla carta, ma riescono a superare la barriera “carta-lettore” e sembra quasi di toccarli, sentire le loro perplessità e paura di morire. Il male ha radici profonde. Si tratta di un legame che ha affondato le sue radici nel passato e che continua a tormentare i vecchi cittadini del villagio, che con questo genere di incubo hanno a che fare ogni giorno. 

Nightcrawlers non è solo una bella storia del terrore, ma un racconto claustrofobico dal quale è difficile liberarsi. Col proseguire della lettura la tensione resta costante ed è impossibile staccarsi dalle pagine. Il tempo diventa un eco di fondo. Restiamo sospesi nel tempo, in quello di Curran e della sua narrazione, fino alla fine e una volta arrivati all’ultima pagina niente sarà come prima.

Vi ricordo il calendario del domino di maggio, non perdetevi neanche una tessera!

 

May the Force be with you!
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